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Pd: segretario Zingaretti a "Il Messaggero", Renzi? Basta parole divisive
 
 
Roma, 07 ott 08:27 - (Agenzia Nova) - Dicono che una folla così, in una manifestazione del Pd, non si vedeva da tanto tempo. Ma per Nicola Zingaretti, che apre la campagna elettorale di Vincenzo Bianconi, primo candidato unitario tra dem e grillini, esperimento ad alto rischio, nella palestra ai piedi di Perugia c'è il pienone. E un comizio è un comizio. "La terra di San Francesco non sarà mai la terra dell'odio che vuole Salvini!", grida Zingaretti. E intanto la ruspa leghista si muove al massimo in questo cuore dell'Italia rossa che sta cambiando pelle, il capo lumbard s'e piazzato qui e fino al 27 ottobre non toglierà le tende (addirittura si narra che voglia affittare una casa per svernare, sulle orme di Berlusconi che a Lampedusa una villa se l'è comprata per deliziare i locali e poi c'è andato una volta soltanto), ma il Pd su scala nazionale non ha unicamente il problema di un Matteo ma anche quello dell'altro Matteo. Cioè Renzi. "Non mi vedrete mai", premette Zingaretti, uscendo dalla macchina, "scontrarmi con Renzi e polemizzare con lui". "Non si tratta - spiega in una intervista a 'Il Messaggero' - di un fatto caratteriale e comportamentale. O di chissà quale altro motivo. La ragione è semplicissima. Un leader non deve dire parole divisive. La leadership, come dovrebbe essere chiaro a tutti, deve avere sempre una bussola tra le mani, che è quella dell'unità. Si va lontano, se si procede tutti insieme. Facendo polemiche, si resta fermi". Ed è un modo chiaro, considerando la prudenza del personaggio, di schierarsi dalla parte di Conte e di Gualtieri (complimenti per entrambi: "Stanno raddrizzando la sottrazione") e non da quella di Renzi che a partorire dalla vicenda cuneo fiscale ha deciso in ogni modo di incalzare il governo. (segue) (Rin)
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