GOVERNO
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Governo: Di Maio a "Il Fatto Quotidiano", stop a litigi e annunci
 
 
Roma, 07 ott 08:26 - (Agenzia Nova) - Parte con un sorriso: "In questi due giorni ho pure cantato, ho dato davvero tutto". Rientrato a Roma dal week-end di campagna elettorale in Umbria, Luigi Di Maio ha voglia di scherzare. Ma soprattutto gli preme fissare paletti. In mattinata ha detto: 'Sui giornali ho letto troppi annunci: prima di dire, facciamo". E da lì parte la chiacchierata con "Il Fatto Quotidiano". Con chi ce l'aveva, con Matteo Renzi e Roberto Speranza? "Non solo con loro, il mio è un appello rivolto a tutti. Vedo membri di governo che scrivono la manovra sui giornali, ma non bisogna cadere nell'annuncite: è una sindrome leghista". Detto da chi annunciò la fine della povertà da un balcone stona, viene da obiettare. Di Maio sorride di nuovo: "Non voglio dare lezioni a nessuno, ma proprio perché ci sono passato dobbiamo imparare dagli errori, senza fare la gara a chi dichiara o annuncia di più. Si prenda esempio dai ministri dell'Economia Gualtieri e dell'Interno Lamorgese, che prima di dire fanno. Temo che sia partito tutto dalla lettera di Renzi al Corriere della Sera (in cui suggeriva come fare la manovra). Leggo troppe interviste tra Pd e Italia Viva, gli uni contro gli altri e così si dà la percezione di una lite continua nel governo. Ma non bisogna rincorrere uno che ha il 4 per cento, gli fanno solo un favore". Ne è sicuro? "Se si andasse a elezioni, il suo partito non entrerebbe in Parlamento. Rispondendogli, non si fa che alimentare la promozione della Leopolda, cioè il suo gioco". Però due giorni fa gli ha replicato anche Giuseppe Conte. Ha sbagliato? "No, se Giuseppe gli ha risposto significa che doveva farlo. Ma penso che sia il momento di fare un punto tra ministri e capigruppo per dare chiaramente le regole di ingaggio, perché i problemi di comunicazione potrebbero diventare politici". (segue) (Rin)
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