ALGERIA
 
Algeria: oggi il 31mo anniversario delle rivolte "dell'ottobre nero"
 
 
Algeri, 05 ott 18:09 - (Agenzia Nova) - L’Algeria commemora oggi, sabato 5 ottobre 2019, il 31mo anniversario delle rivolte dell’ottobre nero, quando migliaia di giovani scesero in strada per chiedere i cambiamenti reali e tangibili. L'anniversario di quest'anno si svolge sullo sfondo delle proteste in corso nel paese dal 22 febbraio 2019. "Il 5 ottobre è una data importante nella mentalità degli algerini", commenta Zoheir Rouis, segretario nazionale del partito di opposizione Jil Jidad (Nuova generazione), a “Radio France International”. "Rappresenta il desiderio di cambiamento tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 20 anni, che hanno preso il controllo di diverse città per gridare le loro richieste di libertà e democrazia", ha aggiunto Rouis. Nel 1988 “il multipartismo non esisteva” e c’era solo un attore politico: il Fronte di liberazione nazionale (Fln) al potere dal 1962. “C'era una repressione di tutte le forme di espressione e libertà. Quando gli algerini videro il regime, videro il suo fallimento nel dare loro democrazia e un'economia stabile vivere correttamente", ha aggiunto Rouis.

Il 5 ottobre del 1988 l'esercito rispose con la violenza alle manifestazioni di protesta. Circa 500 persone rimasero uccise e altre 1.000 ferite. Le rivolte, le peggiori dopo l'indipendenza dell'Algeria dalla Francia, provocarono la fine del sistema monopartitico del paese nordafricano, ma il regime seppe riorganizzarsi e rafforzare la sua presa sul potere. Nel 1991, il Fronte islamico di salvezza (Fis) vinse il primo turno di elezioni, ma il governo annullò i risultati e mise al bando il Fis. La mossa scatenò un'ondata di violenza, nota come "Decennio nero", che contrappose il governo ai gruppi ribelli islamisti. Si stima che almeno 200 mila algerini persero la vita nel conflitto degli anni Novanta. Quando la violenza si placò, Abdelaziz Bouteflika subentrò come presidente. "Per 20 anni, Bouteflika non ha fatto altro che reprimere tutte le forme di espressione. E quando hai le stesse cause hai le stesse conseguenze. Trentuno anni dopo, gli algerini sono di nuovo per le strade, perché le loro richieste non sono state soddisfatte”. (Ala)
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