RPT - TUNISIA
Mostra l'articolo per intero...
 
RPT - Tunisia: domenica si vota per rinnovare il parlamento prima del ballottaggio per le presidenziali
 
 
Tunisi, 04 ott 15:36 - (Agenzia Nova) - Ripetizione con testo corretto: la soglia di sbarramento per entrare in parlamento era stata proposta in una legge che però non è stata promulgata dall'ex presidente della Repubblica, Beji Caid Essebsi.

Oltre sette milioni di aventi diritto tunisini saranno chiamati domenica 6 ottobre ad eleggere i 217 parlamentari dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo, il parlamento monocamerale della Tunisia. Si tratta di un passaggio fondamentale per la transizione democratica della Tunisia, iniziata nel 2011 con la cosiddetta Rivoluzione dei gelsomini e oggi alle prese con una grave crisi politica, economica e sociale. La tempistica delle consultazioni è singolare: prima del ballottaggio delle presidenziali previste il 13 ottobre e dopo il primo turno tenuto lo scorso 15 settembre. La composizione del parlamento sarà nota prima del secondo turno per eleggere il nuovo inquilino di Palazzo Cartagine. Un dettaglio non banale se si considera che i due candidati che si sfideranno la settimana successiva sono entrambi “anti-sistema”: il costituzionalista Kais Saied con il 18,4 per cento dei voti e il magnate della televisione Nabil Karoui con il 15,6 per cento, in carcere da agosto per frode fiscale e riciclaggio di denaro. Quest’ultimo è anche il leader del partito “populista” di recente costituzione Qalb Tounes (Cuore della Tunisia), dato per vincitore il 6 ottobre secondo gli ultimi sondaggi pubblicati in estate (prima che venissero vietati per legge) e anche in base ai sondaggi “vietati” che circolano sui social network tunisini.

Saied, un costituzionalista votato soprattutto dai giovani, ha detto pubblicamente di non volere il sostegno dei partiti, ma di fatto è sostenuto da una colazione che annovera partiti moderati e “tradizionali” come Ennahda (di orientamento islamico democratico) e Afek Tounes (di tendenza social-liberale), ma anche movimenti più radicali. E’ questo il caso della Coalizione Karama di Seif Eddine Makhlouf, l’avvocato dei “foreign fighters” rientrati in Tunisia dalla Siria, che cerca di sfruttare “l’onda lunga” del successo di Saied per entrare in parlamento. Lo stesso candidato alle presidenziali ha presentato una denuncia contro Karama per aver usato una sua fotografia in campagna elettorale. Si tratta di una forza politica da non sottovalutare, visto che Makhlouf ha ottenuto 147.351 voti al primo turno delle presidenziali, pari al 4,37 dei voti. Il rischio è che l’ingresso nell’Assemblea dei rappresentanti del popolo di forze politiche di svariate estrazioni e tendenze - spesso inconciliabili tra loro - possa portare a una situazione di stallo, impedendo la formazione di una maggioranza.

Secondo gli ultimi sondaggi dell’istituto Sigma Conseil, risalenti a luglio, quindi prima dell’arresto di Karoui, il neonato partito Qalb Tounes raccoglieva il favore del 29 per cento degli intervistati. Più staccato il movimento islamico moderato Ennahda, con il 15 per cento dei consensi. In terza posizione, non lontano dalla seconda, finirebbe il Partito desturiano libero (Pdl, la formazione dei nostalgici dell’ex presidente Ben Ali) con il 12 per cento dei voti. Infine vi sono Tahya Tounes, il partito nato attorno al premier uscente Youssef Chahed, con l’8 per cento delle preferenze; il movimento della società civile Aich Tounes (7 per cento); il partito laico Nidaa Tounes e la Corrente democratica (6 per cento). Secondo l’analisi di Sigma Conseil, Nabil Karoui intercetterebbe in particolare il voto delle classi meno abbienti (43 per cento), ma sarebbe in grado di raccogliere solo il 16 per cento delle preferenze tra gli strati più altolocati della popolazione. Questi dati però non tengono conto del primo turno delle presidenziali e dell’arresto del magnate tunisino, finito peraltro al centro di un’aspra polemica (l’ennesima) su presunte e oscure attività di lobbying per vincere le elezioni.

Un sondaggio più recente condotto da Elka Consulting e pubblicato ieri dall’emittente radiofonica “Sidi Bou Said Fm”, garantisce a Qalb Tounes la posizione di primo partito della Tunisia con il 12,6 per cento delle preferenze degli intervistati, in netto calo rispetto al 30 per cento registrato a luglio, segno che l’arresto di Karoui ha inciso non poco sulla sua popolarità. Seguono gli islamici di Ennahda con l’8,5 per cento, confermando la seconda posizione. Al terzo posto figura invece Aich Tounes, che grazie all’8,1 per cento delle preferenze scalzerebbe Tahya Tounes dal gradino più basso del podio. A sorpresa la coalizione Karama raccoglierebbe il 7,5 per dei consensi, garantendo ai candidati radicali un importante numero di parlamentari. Fermi al 4 per cento i due partiti dell’anima “laica-modernista”, Tahya Younes e Nidaa Tounes: per quest’ultimo partito si tratta di un vero e proprio tracollo dopo l’exploit del 2014, quando il partito fondato da Beji Caid Essebsi (scomparso lo scorso luglio) riuscì a ottenere 1.279.941 voti, il 37,56 per cento delle preferenze e 86 seggi su 217. Chiude con il 3 per cento il Movimento popolare, coalizione di forze della sinistra, ma i dati vanno presi con le pinze vista anche l’alta percentuale di indecisi, pari al 21 per cento degli intervistati del sondaggio.

Lo sceicco islamico Rachid Ghannouchi, leader del movimento islamico tunisino Ennahda, prima forza del parlamento uscente, ha invitato intanto “militanti, simpatizzanti, sostenitori del partito ma anche coloro che hanno delle rimostranze”, come i partiti rivoluzionari e i candidati indipendenti, a unirsi per contrastare l’ascesa di Qalb Tounes, “unico concorrente di Ennhada” alle consultazioni che si svolgeranno domenica prossima, 6 ottobre. Parlando nel corso di una manifestazione della sua formazione politica, Ghannouchi ha messo in guardia dal “rischio di vedere emergere una forza parlamentare controrivoluzionaria che può creare una situazione di crisi e di impasse per il candidato al Palazzo di Cartagine, Kais Saied". Il riferimento è appunto a Qalb Tounes, il partito del magnate tunisino Karoui, candidato al secondo turno delle elezioni presidenziali del 13 ottobre e sfidante dell’indipendente Saied, quest’ultimo sostenuto da Ennahda. Karoui si trova attualmente in carcere per sospetta frode fiscale e non ha potuto fare campagna elettorale, nonostante le proteste degli osservatori internazionali per una situazione oggettivamente squalificante. (Tut) © Agenzia Nova - Riproduzione riservata
(Tut)
ARTICOLI CORRELATI
TUTTE LE NOTIZIE SU..