ECONOMIA
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Economia: Boccia (Confindustria) su "Il Foglio", un asse tra le imprese per un nuovo Patto di stabilità
 
 
Roma, 04 ott 08:43 - (Agenzia Nova) - Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un suo intervento su "Il Foglio" scrive che "il momento che stiamo vivendo invita ad assumere scelte coraggiose, quantitativamente rilevanti, incisive. In un mondo caratterizzato dalla centralità della questione industriale — con gli Stati Uniti decisi a difendere con i dazi l'industria nazionale e la Cina impegnata a conquistare i mercati internazionali con una manifattura di sempre migliore qualità—, l'Italia si trova a fare i conti con il rallentamento dell'economia tedesca, il calo degli ordini registrato al nord e la recessione che attanaglia il sud. Occorre un faro per la nostra politica e non può essere che l'articolo 1 della Costituzione, che stabilisce per il nostro paese l'assetto di Repubblica democratica fondata sul lavoro". "Quel lavoro - continua - che è il vero cemento della coesione sociale e a cui dobbiamo rivolgere tutte le nostre attenzioni come fecero nel primo Dopoguerra l'allora presidente di Confindustria, Angelo Costa, e l'allora segretario della Cgil, Giuseppe Di Vittorio, quando stabilirono che nella ricostruzione dovessero venire prima le fabbriche e poi le case. Perché le fabbriche, oggi potremmo dire le imprese, ora come allora sono il luogo del lavoro e quindi della coesione del paese. Per dirla con il presidente della Bce, Mario Draghi, dobbiamo essere ambiziosi nei fini e realistici nei mezzi. Dobbiamo imparare cioè a guardare lontano e ad avvicinarci alla meta senza deviare dal cammino usando al meglio le risorse di cui disponiamo". "E proprio Draghi - sostiene il presidente - ci fornisce l'occasione di osare quando invita i governi nazionali e l'Unione nel suo insieme a 'fare molto di più per la crescita con cambiamenti strutturali e rilancio della produttività'. Si tratta di capovolgere il paradigma che ha guidato finora le scelte di politica economica passando dal Patto di stabilità e crescita a un Patto di crescita e stabilità molto più rispondente alle necessità del momento e potenzialmente in grado di vincere l'ansietà che pervade l'Europa e le sue popolazioni. Rompendo gli indugi, l'Unione dovrebbe allora varare un piano di investimenti da almeno 1.000 miliardi — in funzione anticiclica e in grado di potenziare l'anticiclica politica monetaria della Bce — da impegnare in un vasto programma di infrastrutture sovranazionali e nazionali da finanziare con l'eventuale emissione di Eurobond". (segue) (Rin)
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