SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: Brasile, Petrobras vende concessioni campi petroliferi terrestri nel bacino di Potiguar
 
 
Brasilia, 02 ott 17:00 - (Agenzia Nova) - La compagnia petrolifera statale brasiliana Petrobras ha annunciato ieri, 1 ottobre, di aver firmato i contratti per la vendita di campi petroliferi terrestri nel bacino di Potiguar, nello stato di Rio Grande do Norte, nella regione nord-orientale del Brasile. Le attività estrattive di Potiguar sono state vendute alla società Central Resources do Brasil Producao de Petroleo Ltda per 7,2 milioni di dollari, da pagare per intero alla chiusura della transazione. Si tratta in particolare delle concessioni relative ai pozzi petroliferi di Ponta do Mel e Redonda, entrambi nello stato di Rio Grande do Norte. Poco prima, ieri mattina, la Petrobras trasferito allo stato uruguaiano le concessioni e le corrispondenti azioni delle società "Distribuidora de Gas de Montevideo Sa" e "Conecta Sa". Secondo quanto riferito in comunicato ufficiale del governo di Montevideo, l'operazione è stata portata avanti "in base a quanto stipulato dall'accordo transazionale firmato lo scorso 16 luglio dal presidente della repubblica orientale dell'Uruguay, Tabaré Vazquez, e dal presidente di Petrobras, Roberto Castello Branco". In quell'occasione Vazquez aveva annunciato che il governo uruguaiano avrebbe rinunciato all'uso del tribunale arbitrale per impedire il ritiro unilaterale di Petrobras e che a sua volta Petrobras avrebbe rinunciato a qualsiasi reclamo contro l'Uruguay cedendo le sue concessioni allo Stato uruguaiano. Il piano di disinvestimenti di Petrobras in Uruguay, con riferimento in particolare alla concessione della distribuzione di gas attraverso Montevideo Gas e Conecta, era stato già annunciato a più riprese dai vertici dell'impresa brasiliana. "La scala del mercato uruguaiano non ci interessa", aveva affermato Branco in più occasioni. "In 13 anni abbiamo dovuto effettuare 15 aumenti di capitale, la nostra intenzione è di restituire la concessione il prima possibile", aveva aggiunto il presidente di Petrobras. Preso atto delle intenzioni della compagnia brasiliana il presidente Vazquez si era offerto di mediare nel conflitto sindacale iniziato nel 2018, quando la casa madre brasiliana aveva annunciato una profonda ristrutturazione. Le proteste degli operai avevano raggiunto il culmine lo scorso maggio con l'occupazione della centrale e degli uffici di Montevideo gas. Il 30 di settembre era già fissata d'altra parte come data di scadenza definitiva delle concessioni vigenti. Riguardo invece la spinosa questione sindacale, Vazquez ha sottolineato che "non ci saranno licenziamenti "e che "lo Stato assume il controllo del 100 per cento dell'impresa fintanto che non ci saranno investitori". "La questione fondamentale era che questa vicenda non comportasse nessun costo per l'Uruguay ed è quello che abbiamo ottenuto attraverso un accordo amichevole, serio e ragionevole", ha aggiunto Vazquez. Il presidente ha quindi ricordato che tra Uruguay e Brasile vige un accordo reciproco di protezione degli investimenti. (Brb)
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