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Auto: Ford e Mahindra annunciano joint venture in una fase delicata per il mercato indiano
 
 
Nuova Delhi, 02 ott 12:22 - (Agenzia Nova) - Le case automobilistiche Ford Motor e Mahindra & Mahindra formeranno una joint venture, valutata 275 milioni di dollari, in India. Le due compagnie, che hanno già stretto un’alleanza strategica nel 2017, lo hanno annunciato ieri, dopo mesi di trattative. L’accordo dovrebbe essere perfezionato entro la prima metà dell’anno prossimo. La statunitense Ford avrà il 49 per cento della nuova società, di cui l’indiana Mahindra avrà la gestione operativa. La nuova entità punta a produrre e vendere auto nel paese e a esportarle in mercati emergenti. Saranno sviluppati e venduti modelli a marchio Ford per l’India e modelli a marchio Mahindra per i mercati emergenti; saranno lanciati tre nuovi Suv (Sport utility vehichle).

Ford ha già due impianti produttivi in India, uno a Chennai, nello Stato meridionale del Tamil Nadu, e uno a Sanand, nell’occidentale Gujarat; entrambi confluiranno nella joint venture. Il costruttore Usa sta ristrutturando le sue attività in tutto il mondo, con l’obiettivo di ridurre i costi di circa undici miliardi di dollari nei prossimi anni. Il presidente e amministratore delegato, Jim Hackett, ha spiegato che le alleanze sono una parte cruciale del piano. Ford ha investito in India più di due miliardi di dollari in due decenni, ma ha una quota del tre per cento nel mercato indiano, dominato dai costruttori asiatici Suzuki Motor e Hyundai Motor; la divisione locale di Suzuki, Maruti, è leader di mercato con una quota del 50 per cento.

Il settore automobilistico sta attraversando un momento difficile. Secondo gli ultimi dati della Society of Indian Automobile Manufacturers (Siam), l’associazione dei costruttori, le vendite di veicoli per passeggeri in India sono diminuite del 31,57 per cento su base annua ad agosto, scendendo a 196.524 unità; quelle di auto del 41,09 per cento, a 115.957 unità. Per entrambe le categorie sono i risultati peggiori dall’inizio delle rilevazioni, nel 1998. In calo anche le vendite di camion e autobus, del 39 per cento, e dei mezzi a due ruote, del 22 per cento. La flessione del settore va avanti da dieci mesi, con una perdita di circa 350 mila posti di lavoro da aprile, compresi anche i segmenti delle componenti e della distribuzione.

La più grande casa automobilistica, Maruti Suzuki, che recentemente ha sospeso la produzione negli stabilimenti di Gurgaon e Manesar, nello Stato dell’Haryana, per due giorni, per la prima volta simultaneamente, sta affrontando le difficoltà spostandosi progressivamente verso la produzione di modelli a gas naturale compresso (Cng) e ibridi. Il settore, inoltre, ha chiesto l’aiuto del governo, che ha annunciato alcune misure, tra le quali la revoca del divieto di acquisto di nuovi veicoli da parte dei dipartimenti pubblici. Soprattutto, il 20 settembre è stato annunciato un taglio delle imposte sul reddito delle società per le aziende manifatturiere indiane.

Le imposte scenderanno dal 30 al 22 per cento, a condizione che non vi siano incentivi o esenzioni; in quei casi l’aliquota scenderà comunque al 25,17 per cento. Per le nuove imprese la riduzione sarà dal 25 al 15 per cento, con l’obiettivo di incentivare gli investimenti; potranno beneficiarne le aziende che saranno avviate dal prossimo primo ottobre al 31 marzo 2023. Le nuove aliquote decorrono dal primo aprile, inizio dell’anno fiscale 2019-20, e si allineano a quelle dei paesi dell’Asia orientale. In termini di entrate il costo del taglio è di circa ‭1.450 miliardi di rupie (18,4 miliardi di euro circa) all’anno. (Inn)
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