FINESTRA SUL MONDO
 
Finestra sul mondo: Brexit, Johnson invia all'Ue la sua "proposta finale"
 
 
Londra, 02 ott 11:24 - (Agenzia Nova) - Si è creata grande attesa nel Regno Unito per la "proposta finale" per un nuovo accordo sulla Brexit che il primo ministro Boris Johnson sta per presentare all'Unione europea. Diversi quotidiani britannici azzardano anticipazioni sulle linee-guida e finanche sui dettagli di quanto Johnson illustrerà oggi nel suo discorso di chiusura del congresso annuale del Partito conservatore a Manchester e che poi invierà per iscritto a Bruxelles. Al centro della proposta di revisione degli accordi raggiunti nel novembre del 2018 dall'allora premier britannica Theresa May con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ripetutamente bocciati dal parlamento di Londra con conseguente caduta del governo May ed ascesa al potere di Boris Johnson, vi è ancora la spinosa questione dello status della frontiera terrestre tra l'Irlanda del Nord britannica e la Repubblica d'Irlanda, Stato membro dell'Ue, nel dopo-Brexit. Aldilà delle questioni tecniche contenute nella nuova proposta di Johnson, la sostanza è che il primo ministro britannico delinea un ritorno del confine, ammorbidito dalla contestuale permanenza temporanea dell'Irlanda del Nord nel mercato unico e nell'unione doganale europea. Inoltre, Johnson resuscita il ruolo politico dell'Assemblea regionale autonoma dell'Irlanda del Nord e del Consiglio anglo-irlandese, istituito dagli accordi di pace del Venerdì santo del 2007 e che non si riunisce più da oltre tre anni. A tali organi, la proposta di Johnson per la Brexit attribuisce una sorta di veto sui futuri sviluppi commerciali, doganali e normativi nell'Irlanda del Nord e per questo sarebbe stata preventivamente concordata dal premier britannico con il Partito unionista democratico (Dup). Tale formazione rappresenta i protestanti lealisti nord-irlandesi. Il quotidiano "The Telegraph" presenta la proposta di Johnson in maniera entusiastica, scrivendo che dimostrerebbe la sincera volontà del primo ministro britannico di raggiungere comunque con l'Ue un accordo sui rapporti post-Brexit prima del del 31 ottobre prossimo, quando entrerà in vigore l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Per il "Telegraph", ora tocca all'Ue decidere se vuole o meno concludere la saga della Brexit, prendendo sul serio il premier britannico al Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre prossimo. Tuttavia, i segnali non sono incoraggianti. Fonti diplomatiche Ue già accusano il primo ministro britannico di voler andare ad uno scontro da "kamikaze" e di rendere sempre più probabile la "no-deal Brexit". La "proposta finale" di Johnson viene vista a Bruxelles come una "deliberata provocazione", nei confronti del governo di Dublino in particolare e più in generale verso l'intera Unione europea. In realtà, Johnson sarebbe infatti intenzionato a far respingere il piano, per poter poi accusare l'Europa del fallimento delle trattative. Il primo ministro del Regno Unito punterebbe soltanto alla "no-deal Brexit" e se non ci riuscisse a ottenerla a causa dell'opposizione del parlamento a Londra, il Partito conservatore andrebbe a elezioni anticipate basando la sua campagna sulla "Brexit tradita" dalle elite filo-Ue che dominano la Camera dei comuni e i partiti di opposizione. (Sit)
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