ECONOMIA
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Economia: Moscovici a "la Repubblica", Gualtieri sa che l'Ue non farà favoritismi (3)
 
 
Roma, 02 ott 09:17 - (Agenzia Nova) - Moscovici lascia Bruxelles senza rimpianti anche se, confessa, "il lavoro non è mai terminato". Spera che Gentiloni prosegua nel completamento dell'unione bancaria e sulle sfide della fiscalità europea, a cominciare dalla tassa sui gigante della Rete. Tra gli insegnamenti che il commissario uscente trae dalla sua ultima esperienza c'è il fatto che la tavola sacra della finanza pubblica in Europa è da cambiare. "Serve una profonda revisione del Patto di Stabilità affinché diventi più leggibile, semplice ed efficace". La nozione di deficit strutturale, osserva, è contestabile, difficile da misurare, ancora più complicata da usare come parametro nel dialogo con gli stati membri. "Servono strumenti alternativi, ad esempio concentrarsi sull'evoluzione della spesa pubblica in rapporto alla riduzione del debito". Le regole insomma non devono essere "stravolte" ma "adattate" al sostegno della crescita. Moscovici è moderatamente ottimista. "Non vedo all'orizzonte una recessione nell'eurozona nonostante l'incertezza del contesto internazionale che pesa". Gli indicatori della Commissione sull'Italia, spiega, indicano una stagnazione del Pil per quest'anno e una debole ripresa nel 2020. Anche il rallentamento della Germania, dice, potrebbe essere "congiunturale" e non "strutturale". Nell'ultimo anno, il socialista francese è stato uno dei dirigenti europei che ha pronunciato le parole più dure con Matteo Salvini, ampiamente ricambiato. Moscovici aveva allertato sui "piccoli Mussolini che crescono". "Lo ridirei", commenta, "il ventre della Bestia Immonda è sempre fecondo" aggiunge con una citazione di Brecht. "In Italia come in Gran Bretagna le istituzioni democratiche dimostrano di saper resistere - conclude - ma la guerra contro i populisti non è vinta". (Rin)
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