SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: gestione operazioni aeree Usa trasferite per 24 ore dal Qatar alla South Carolina
 
 
Washington, 01 ott 15:00 - (Agenzia Nova) - Gli Stati Uniti hanno gestito per la prima volta le operazioni dell’aviazione in Iraq, Siria e Afghanistan dalla base aeronautica di Shaw, in South Carolina, invece che dal Combined Air and Space Operations Center situato in Qatar. Il cambio è avvenuto lo scorso 28 settembre e solo per 24 ore, ma secondo quanto riferisce il quotidiano statunitense “Washington Post” rappresenta un significativo cambiamento tattico. Per 13 anni, gli Stati Uniti hanno utilizzato il centro della base di Al Udeid per comandare aerei da combattimento, bombardieri, droni e altri mezzi dell'aeronautica militare in una regione che si estende dal Nord Africa all’Asia del sud. Tuttavia lo scorso 28 settembre, le operazioni di circa 300 aerei in zone chiave come la Siria, l'Afghanistan e il Golfo sono state gestite dalla base di Shaw in South Carolina. Come sottolinea il quotidiano Usa era dal 1991 che un’operazione nell’area non veniva gestita in territorio statunitense. In un commento alla stampa statunitense, il vice comandante del Comando centrale dell’aviazione statunitense, il generale Chance Saltzman, ha osservato che le funzioni del Caoc (acronimo per Combined Air Operations Center) sono così sensibili che le forze aeree statunitensi “non possono permettersi di fare un solo errore” e per tale ragione è necessario avere più punti di comando. La decisione di avviare in via sperimentale un’operazione nella zona controllata direttamente dal territorio statunitense segue le minacce lanciate dall’Iran di attaccare le forze Usa presenti in Medio Oriente. Il "test" avviene inoltre a poche settimane dal sofisticato attacco con droni e missili da crociera condotto contro le infrastrutture petrolifere dell’Arabia Saudita. Il raid ha visto l’utilizzo di 25 tra droni e missili da crociera ed è stato rivendicato dai ribelli sciiti Houthi, tuttavia sia Washington che Riad ritengono l’Iran responsabile dell’attacco. Diversi analisti citati dal quotidiano “Washington Post” ritengono che in caso di un conflitto con l’Iran, il Caoc potrebbe essere uno dei principali obiettivi. I sistemi di difesa delle basi, che includono batterie Patriot e altri sistemi di difesa missilistici di fascia alta, sono progettati principalmente per respingere attacchi aerei e missili balistici che giungono ad alta velocità e da un’alta quota invece di missili da crociera e droni che viaggiano a basa quota (come quelli utilizzati per colpire le infrastrutture petrolifere dell’Arabia Saudita). Rendendo mobili le operazioni di comando e controllo, gli Stati Uniti potrebbero rispondere ad un attacco molto più rapidamente. Tale flessibilità renderebbe anche il Caoc ad al Udeid un obiettivo meno prioritario, consentendo la redistribuzione dei sistemi di difesa anti-aerea su altre infrastrutture critiche. L'operazione per spostare il Coac è l’ultima di una serie di misure degli Stati Uniti per dimostrare l’agilità della propria aviazione. Nei mesi scorsi gli Usa hanno spostato i caccia di quinta generazione F-35 da al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti alle basi in Arabia Saudita e Qatar. Tali movimenti richiedono un notevole coordinamento logistico, considerato che insieme ai velivoli devono essere anche trasferiti il personale incaricato della manutenzione. Secondo quanto sottolineato da esponenti dell’aviazione ai media statunitensi, l'obiettivo è quello di gestire il Caoc da remoto una volta al mese, mantenendo comunque attiva la base di al Udeid. Il cambiamento tattico nella gestione delle operazioni dell’aviazione militare statunitensi potrebbe rappresentante per gli alleati del Golfo una mossa preoccupante. Il Qatar ha speso 1,8 miliardi di dollari per rinnovare la base, la più grande della regione, in grado di ospitare più di 10.000 militari statunitensi. (Res)
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