ECONOMIA
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Economia: Giansanti (Confagricoltura) a "Il Foglio", no ai dazi, sì al Ceta e all'innovazione genetica (2)
 
 
Roma, 01 ott 09:52 - (Agenzia Nova) - "L'Europa ha finora avuto come strategia soltanto quella di sostenere il reddito degli agricoltori. Bene, ma non basta. Non è sufficiente. Serve una traiettoria". Non servono regole? "Anche quelle, ma ancora meglio sono gli accordi tra stati. Un paese come l'Italia riesce a esportare e dimostrare tutto il suo valore nei mercati che si sono regolati attraverso accordi. Penso quindi ai trattati bilaterali come il Ceta, che si è rivelato un successo sia per noi sia per il Canada. Questo per dire che l'obiettivo non è fermare i nemici alle porte, ma fare in modo che la no- stra agricoltura abbia le porte spalancate in uno scenario globale". E per farlo non è una parolaccia usare il termine 'produzione' e pensare di aumentarla e con l'aiuto della tecnologia. "Dobbiamo tenere conto della crescita demografica del Sudamerica e della Cina. Il problema della capacità di derrate alimentari è un problema di primo piano che non va eluso". In agricoltura la ricerca scientifica, specie il miglioramento genetico, non è considerata il demonio? "Noi di Confagricoltura abbiamo sempre avuto una posizione chiara: ricerca e innovazione. Più ne abbiamo e più possiamo affrontare il tema della sostenibilità ambientale e del cambiamento climatico. Più ricerca e innovazione significa avere piante che non necessitano di chimica, significa ridurre il consumo di acqua. Non siamo contrari alla scienza e agli Ogm perché abbiamo un approccio pragmatico. La domanda è: che benefici può portarci?". (segue) (Rin)
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