LEGGE ELETTORALE
 
Legge elettorale: Parrini (Pd) a "Il Sole 24 Ore", proporzionale ma con soglia alta
 
 
Roma, 01 ott 09:54 - (Agenzia Nova) - "Il Rosatellum, una volta approvata la riforma che taglia di 345 unità il numero dei parlamentari, va cambiato perché diventa insostenibile: produce abnormi iniquità territoriali e almeno un'assurdità". Dario Parrini, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali del Senato, si trova in disaccordo con quanto sostenuto da Roberto D'Alimonte sulle colonne de "Il Sole 24 Ore il 28 settembre ("Una buona notizia: almeno per ora la riforma elettorale non si farà"), ossia che piuttosto che tornare al proporzionale è meglio tenersi il Rosatellum con il suo 35 per cento circa di collegi uninominali. Il senatore Pd spiega allo stesso quotidiano perché è necessario rivedere il Rosatellum. "Sono sette le Regioni che in seguito alla riforma eleggerebbero dai 3 ai 5 senatori Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo, Basilicata e Sardegna. Col Rosatellum in queste regioni avremmo una compressione eccessiva del pluralismo, e in tre di esse anche partiti con più del 15 per cento dei voti non eleggerebbero alcun rappresentante - sottolinea -. Effetti così pesanti sulle minoranze sono oltre ogni limite di tollerabilità. L'assurdità concerne invece la dimensione dei 74 collegi uninominali del nuovo Senato: sarebbero in media di 800 mila abitanti. Alcuni, per esempio Abruzzo e Friuli, supererebbero largamente il milione di abitanti. In nessun posto al mondo c'è una cosa del genere per eleggere una camera dotata di potere fiduciario". Ma con il proporzionale non si rischia un'eccessiva frantumazione? "No, perché si ragiona di uno sbarramento al 5 per cento. Nella Prima Repubblica c'era un sistema proporzionale puro senza soglia. Nel 1992 e nel 1979 quel sistema consentì l'ingresso alla Camera di otto e sei partiti sotto il 5 per cento dei voti, complessivamente 97 deputati nel 1992 e 70 nel 1979. Un proporzionale con soglia alta ridurrebbe in realtà la frammentazione più efficacemente di quanto non faccia il Rosatellum, che ha una soglia al 3 per cento". D'Alimonte cita tra i pregi del Rosatellum l'indicazione delle alleanze prima del voto. "La realtà è che dopo le ultime elezioni si sono succeduti due governi con due maggioranze diverse, nessuna delle quali corrispondente a una delle coalizioni indicate sulla scheda elettorale del 4 marzo 2018". Insomma, moriremo proporzionalisti? "Posto che una proporzionale col 5 per cento di soglia dà un effetto maggioritario simile a quello del Rosatellum, la certezza che siano i cittadini votanti a scegliere chi governa la offre solo un sistema col ballottaggio nazionale. Ma su questo D'Alimonte, storico sostenitore del doppio turno, la pensa senz'altro come me", conclude Parrini. (Rin)
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