ECONOMIA
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Economia: Giansanti (Confagricoltura) a "Il Foglio", no ai dazi, sì al Ceta e all'innovazione genetica
 
 
Roma, 01 ott 09:52 - (Agenzia Nova) - Il rischio è sempre quello: a furia di chiedere dazi ci sarà un paese che ne chiederà uno più del nostro. "E cosi facendo anziché andare avanti torniamo indietro. E' il vecchio difetto protezionistico che alla fine si può sintetizzare cosi: un paese non riconosce l'altro ed entrambi si fanno male a vicenda". E' vero che le scelte dell'amministrazione Trump, l'introduzione di dazi e tariffe, possono portare a una crisi del nostro comparto, ma è altrettanto vero che il peggiore modo di affrontarla è invocare "il sovranismo agroalimentare". E infatti per Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, oltre 350 mila imprese associate, uno che preferisce allargare invece che chiudere, l'unico modo per attraversare questo spavento e scongiurare questo pericolo è pensarla anche in agricoltura come la pensava Cavour sulla religione: "Libere merci in liberi mercati". Dopo aver minacciato mezzo mondo, Donald Trump vuole fare scoppiare la 'guerra formaggio' (tra i prodotti penalizzati Grana padano, Parmigiano, ma anche vino, olio, pasta...) per punire l'Ue per i suoi aiuti ad Airbus. "E però io - spiega Giansanti a 'Il Foglio' - non credo alla vendetta, credo che oggi le guerre siano commerciali, che Usa e Cina ne stiano combattendo una e che ciascuno cercherà di imporre il proprio dazio. Il dazio è un mezzo e le nostre politiche, intendo quelle europee, non sono al momento all'altezza della sfida". E sia chiaro, non perché vuole recintare il continente. (segue) (Rin)
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