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Imprese: Volkswagen propone Suv elettrico per mercato cinese entro 2021
Pechino, 15 apr 07:13 - (Agenzia Nova) - Volkswagen progetta di costruire un veicolo elettrico Suv per il mercato cinese, che sarà in vendita nel 2021, nel tentativo da parte la casa automobilistica tedesca di incrementare la produzione di veicoli a emissioni zero. Lo riferisce la stampa cinese. Volkswagen ha spiegato che il nuovo Suv è l'ultima mossa della strategia di crescita della casa automobilistica in Cina, dove le auto elettriche ricevono un trattamento preferenziale da parte del governo. Il nuovo Suv, presentato dal costruttore tedesco ieri a Shanghai, avrà un'autonomia fino a 450 chilometri con una singola carica. "Intendiamo produrre più di 22 milioni di auto elettriche nei prossimi 10 anni", ha detto l'amministratore delegato di Volkswagen, Herbert Diess, aggiungendo che circa la metà degli ingegneri dell'azienda sta lavorando a prodotti destinati al mercato della Cina.

Il gruppo tedesco Bmw ha annunciato il mese scorso che avvierà la produzione di auto elettriche del marchio Mini in Cina nel 2021, tramiite una joint venture paritaria con Great Wall Motor. La joint venture verrà battezzata Spotlight Automotive, e opererà a Zhangjiagang, nella provincia cinese centrale di Jiangsu, con una capitalizzazione di 1,7 miliardi di yuan (253 milioni di dollari). Le due aziende intendono realizzare uno stabilimento dal costo di 5,1 miliardi di yuan, e dalla capacità annua di 160mila veicoli. I piani sono stati illustrati dal general manager di Great Wall, WangFengyang, nell’ambito di una intervista scritta al quotidiano “Nikkei”. Le due aziende avevano già annunciato il loro partenariato lo scorso anno, senza fornire però alcun dettaglio in proposito.

Il mercato dei veicoli a energia rinnovabile (Nev) in Cina ha segnato un nuovo aumento della produzione e delle vendite nel mese di febbraio. Lo ha reso noto l'Associazione cinese dei produttori di automobili (Caam), secondo cui circa 52.900 vetture Nev sono state vendute a febbraio, un aumento del 53,6 per cento su base annua. Anche la produzione ha visto una rapida espansione, con un aumento di oltre il 50 per cento. Negli scorsi anni la Cina ha intensificato gli sforzi tesi a promuovere la diffusione dell’elettromobilità, offrendo esenzioni fiscali e sconti sugli acquisti di auto. Il governo ha inoltre incoraggiato le case automobilistiche a realizzare nuovi stabilimenti produttivi e a migliorare la tecnologia. La Cina è da anni il principale mercato mondiale dell’elettromobilità, con circa 1,26 milioni di automobili vendute nel 2018.

Non più di tre produttori di veicoli elettrici, dei circa 60 attualmente in affari, sopravviveranno a lungo termine. Lo ha previsto lo scorso anno Freeman Shen, fondatore e amministratore delegato di Vm Motor Technology, una delle startup cinesi del settore dal maggior valore di mercato. L’azienda, proprietaria del marchio Weltmeister, è valutata 5 miliardi di dollari. “Ci sono aziende che tirano avanti grazie ai loro investitori, e aziende che hanno realizzato auto solamente sulla carta”, ha dichiarato Shen in una intervista a Nikkei. Il mercato cinese delle auto elettriche ha esibito una crescita dell’82 per cento lo scorso anno, a 468mila unità, grazie soprattutto ai sussidi pubblici. Questo mercato attrae operatori di ogni genere, inclusi molti che non hanno alcuna esperienza nemmeno nell’industria automobilistica tradizionale.

Grandi aziende come Byd e Beijing Automobile Works sono in prima fila, ma gli investitori hanno riversato capitali anche su numerosi soggetti di nuova istituzione che non hanno ancora iniziato a commercializzare i loro prodotti, e le autorità cinesi hanno già diffuso i primi avvertimenti per quella che ha già i contorni di una bolla finanziaria. Un sondaggio effettuato dallo Stato lo scorso anno ha rivelato che una trentina di aziende che dispongono della licenza per la produzione di auto elettriche non hanno fabbricano un solo veicolo nell’arco dei 12 mesi precedenti. Ad alimentare la bolla sono anche gli incentivi offerti dalle province cinesi, che sperano di aggiudicarsi stabilimenti produttivi con cui alimentare l’economia e l’occupazione locali.

La fine dei sussidi dello Stato cinese all’elettromobilità, il prossimo anno, innescherà un brusco consolidamento del settore, che lascerà in vita solo gli attori più grandi e affermati, come Contemporary Amperex Technology (Catl) e Byd. Dal 2012 ad oggi Pechino ha riversato sulle aziende produttrici di batterie per auto elettriche oltre 10 miliardi di dollari, consentendo la nascita di una serie di attori di piccole dimensioni che ad oggi non paiono in grado di sopravvivere in un ordinario contesto di mercato. Pechino ha già iniziato la fase di “phaseout” dei sussidi nel 2017, e prevede la loro completa dismissione nel 2020. La fase di transizione è stata concepita proprio per incoraggiare le aziende a tagliare i costi e divenire più competitive. (Cip)
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