INFRASTRUTTURE
 
Infrastrutture: Buia (Costruttori edili) a "la Repubblica", appalti con gare trasparenti ma il Paese adesso è fermo
 
 
Roma, 18 mar 09:23 - (Agenzia Nova) - Il super commissario non va bene. E alzare le soglie per gli obblighi di gara non serve, anzi può essere dannoso perché comprime la concorrenza. Gabriele Buia, imprenditore di Parma e dal 2017 alla guida dell'Ance, l'associazione dei costruttori italiani, dice in una intervista a "la Repubblica" che il settore è in apprensione. Il governo litiga sullo sblocca-cantieri. La Lega lo vuole maxi e anche per l'edilizia privata. M5S punta su piccole opere pubbliche, specie a Sud. "Ci aspettiamo misure giuste per un settore all'undicesimo anno di decrescita non felice, con 120 mila imprese perse. Ma girano tanti testi e distinguo che non rendono chiaro cosa davvero il governo voglia fare. Mentre ci sono 600 cantieri fermi per 51 miliardi di investimenti bloccati e 800 mila posti di lavoro potenziali". Litigano anche sul commissario: unico per la Lega, ad hoc per la singola opera nell'idea dei Cinque Stelle, attenti a non sminuire il ministro Toninelli. Non è quello che ci serve - osserva il presidente -. Ma se proprio dobbiamo puntare sul commissario che almeno sia come quello della Bali-Napoli che ha accorciato i tempi di due anni. Il punto è un altro. Il codice degli appalti non è adeguato alle necessità del Paese. Per realizzare un'opera sopra i 100 milioni oggi - continua - servono 15 anni e 7 mesi. E il 55 per cento di questa durata - definita da uno studio di Palazzo Chigi 'tempi di attraversamento' — per noi sono solo tempi morti: autorizzazioni Cipe, vidimazioni della Corte dei Conti, pareri. La filiera decisionale che porta all'appalto va ottimizzata. E in fretta, cambiando il codice. Il Paese è fermo, non si cresce. Il governo pensa di alzare le soglie per gli obblighi di gara a 2 o anche 5 milioni. "Non ci interessa, non ci fa svoltare, anzi non è neanche corretto e comprime la competizione. Noi siamo per misure che garantiscano trasparenza, legalità, concorrenza. La soglia non negoziale deve rimanere un'eccezione, non la prassi. Non abbiamo mai chiesto di innalzarla. Anzi, non vogliamo scorciatoie. Ma regole chiare, valide per tutti, in grado di condurre velocemente a bandi e assegnazioni".

Il sistema industriale - aggiunge - è allo stremo. Se le procedure di gara sono farraginose e incomprensibili, i tempi si dilatano, passano anni, gli investitori scappano. Ormai siamo passacarte, stressati da verifiche continue. Il codice degli appalti ha bloccato tutta la pubblica amministrazione. I funzionari evitano di firmare perché temono l'abuso d'ufficio o il danno erariale. È ora di tornare a un regolamento chiaro, semplice, applicabile. Chi vuole agire in modo illecito, peraltro, continuerà a farlo. Non è inasprendo le pene che si bloccano le infiltrazioni. E poi più norme ci sono e più si aggirano. L'Anac ha ancora senso solo se fa il controllore e non il regolatore. Ma non può essere - dice - la Santa Inquisizione. Il ruolo duale crea solo frizioni istituzionali. In Italia non c'è più lavoro, partiamo da questo. Le aziende che lavorano con il pubblico ormai sono ferme. Senza infrastrutture - grandi e piccole, pubbliche e private - non si cresce. E non si investe. "Le industrie ci snobbano. E mentre altri paesi europei già progettano sui fondi Ue 2021-2027 noi arriviamo al 10 per cento di spesa delle risorse E mentre altri paesi europei già progettano sui fondi Ue 2021-2027 noi arriviamo al 10 per cento di spesa delle risorse 2014-2020. E siamo nel 2019. Bloccati", ha concluso Buia. (Res)
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