MEDITERRANEO
 
Mediterraneo: ambasciatore ُEgitto Badr, nessuno sviluppo con crisi immigrazione e terrorismo
Roma, 28 giu 15:57 - (Agenzia Nova) - Non ci può essere alcun sviluppo sostenibile nel Mediterraneo “se non risolviamo il problema dell’immigrazione e del terrorismo”. E’ quanto ha affermato l’ambasciatore egiziano in Italia, Hisham Badr, nel corso del Mediterranean Forum di Roma. “Egitto e Italia hanno una storia molto ricca di cooperazione – ha spiegato l’ambasciatore - Questo è il momento per i nostri due paesi di parlare in modo approfondito sul Mediterraneo perché sono tante le sfide davanti a noi. Non possiamo parlare di sviluppo sostenibile nella regione senza parlare di immigrazione, del terrorismo e del radicalismo”. Per Badr “sono diventati importanti gli obiettivi del millennio perché sono diversi dal passato. La parola sviluppo sostenibile la sentiamo tutti i giorni. Io sono presidente di un gruppo di coordinamento della Fao con 130 paesi e ho visto che quando si parla di sviluppo tutti i paesi hanno le loro idee. Io credo che oggi molti si rendono conto dell’importanza della collaborazione e che non siamo noi contro di loro nel Mediterraneo. Non possiamo pensare allo sviluppo sostenibile con l’idea di carità. Siamo un tutt’uno e dobbiamo lavorare insieme per essere influenzati positivamente dalla globalizzazione o avremo un impatto negativo con immigrazione illegale e disoccupazione”. Per fare questo “ci serve un’impostazione comune tra le due sponde del Mediterraneo”. In Egitto per lo sviluppo nel 2015 “abbiamo lanciato la nostra strategia “Vision 2030” con l’obiettivo di avere una economia equilibrata e diversificata e considerando un sistema di collaborazione di tutte le parti in gioco. La nostra visione è quella di dare uno sviluppo agli egiziani che includono misure di protezione sociale ampie per i più vulnerabili e l’adozione di un sistema sanitario completo, il primo in Egitto”. I punti di sviluppo nei rapporti tra Italia e Egitto "riguardano l'energia e in particolare il gas", ha aggiunto il diplomatico anche se "il problema dell'immigrazione va affrontato occupandoci delle cause alla radice di questo fenomeno rappresentato dalle guerre e dai conflitti politici e per questo è difficile occuparsi di questo problema senza pensare alla crisi in Libia e in Siria". (Res)
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