SPECIALE INFRASTRUTTURE

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Speciale infrastrutture: India-Cina, al vertice Sco la Nuova via della Seta non conquista il consenso indiano

Nuova Delhi, 11 giu 2018 18:00 - (Agenzia Nova) - L’India è stato l’unico paese partecipante al vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco), che si è svolto nel fine settimana nella città cinese di Tsingtao, a non sostenere la Nuova via della seta, la grande iniziativa di connettività lanciata dalla Cina: Pechino non è riuscita a ottenere un consenso unanime. Nella Dichiarazione di Tsingtao vengono espressamente citati gli Stati membri che hanno ribadito il sostegno al programma di infrastrutture: Kazakhstan, Kirghizistan, Pakistan, Russia, Uzbekistan e Tagikistan. L’India ha confermato, invece, il suo dissenso. Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha detto che “la connettività con i paesi Sco e i vicini è una priorità”, ma anche che l’India “accoglie positivamente i nuovi progetti di connettività che siano inclusivi, sostenibili, trasparenti e che rispettino la sovranità e l’integrità territoriale delle nazioni”. Il riferimento è a quella porzione della Nuova via della seta che più vede contraria Nuova Delhi: il Corridoio economico Cina-Pakistan, che attraversa il territorio del Kashmir occupato dal Pakistan.

La Cina, invece, è riuscita a coinvolgere anche l’India nella difesa del commercio aperto e nell’opposizione al protezionismo; il presidente cinese, Xi Jinping, ha così potuto dichiarare nella conferenza stampa congiunta che l’Organizzazione “è per un regime commerciale aperto, inclusivo, trasparente, non discriminatorio, multilaterale fondato sulle regole”. Nell’incontro bilaterale a margine del vertice Sco, Xi e Modi hanno espresso la volontà di andare oltre le divergenze sulle questioni di confine e di cooperare in vari settori. La decisione più significativa riguarda un progetto congiunto di pace per l’Afghanistan: l’iniziativa dovrebbe accrescere il ruolo dell’India in Afghanistan, ma potrebbe anche ridimensionare il rapporto tra Cina e Pakistan, al quale si attribuiscono responsabilità nella destabilizzazione afghana. È “responsabilità comune far sì che le cause che minacciano la sovranità e la sicurezza dell’Afghanistan non si ripetano”, ha spiegato il premier indiano.

Modi e il presidente pakistano, Mamnoon Hussain, si sono stretti le mani, ma non hanno avuto un colloquio. Il leader di Nuova Delhi ha sintetizzato la sua visione per la regione in sei punti: sicurezza per i cittadini, sviluppo economico per tutti, connettività, unità tra i popoli, rispetto della sovranità e integrità territoriale, tutela dell’ambiente. Xi, accogliendo i due nuovi paesi membri, ha sottolineato che l’ingresso dell’India e del Pakistan ha “un grande significato storico” e rafforza l’Organizzazione. Il presidente cinese ha auspicato il superamento della “mentalità da Guerra fredda” e un nuovo slancio per lo “spirito di Shanghai”, cooperativo e inclusivo, per la sicurezza e lo sviluppo.

Il premier di Nuova Delhi ha avuto conversazioni a due con gli altri leader presenti, tra i quali il presidente kazakho Nursultan Nazarbayev. Nell’incontro, definito “produttivo” dal ministero degli Esteri indiano, Modi ha invitato il Kazakhstan, ottenendo una risposta affermativa, ad aderire all’Alleanza solare internazionale (Isa), la nuova organizzazione lanciata dall’India che riunisce 121 paesi, soprattutto tropicali, intorno al comune obiettivo di potenziare lo sfruttamento dell’energia solare e, più in generale, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. I colloqui tra Modi e i presidenti dell’Uzbekistan e del Tagikistan, Shavkat Mirziyoyev ed Emomali Rahmon rispettivamente, sono stati incentrati sul rafforzamento dei rapporti bilaterali e della presenza indiana nei due paesi dell’Asia centrale, ricchi di risorse.

Più in generale, Nuova Delhi punta a espandere la cooperazione economica nel mercato Sco, che conta il 42 per cento della popolazione mondiale e genera il venti per cento del prodotto interno lordo del mondo. Uno dei settori di interesse, in particolare, è quello del turismo: attualmente solo il sei per cento dei turisti stranieri che visitano l’India proviene dai paesi membri dell’Organizzazione, una percentuale che, secondo Modi, può agevolmente essere raddoppiata. Per farlo, il leader indiano ha tracciato una strada: “accrescere la consapevolezza delle nostre culture condivise”. Inoltre, ha annunciato che prossimamente l’India ospiterà due iniziative: un festival sulla gastronomia dell’area Sco e un festival del buddhismo. (Inn)
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