IRAQ
 
Iraq: presidente curdo Barzani riceve leader Alleanza nazionale irachena Allawi, focus su referendum indipendenza
Baghdad, 12 set 14:11 - (Agenzia Nova) - Il presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Masoud Barzani, ha ricevuto questa mattina il vice presidente iracheno, Ayad Allawi, con il quale ha discusso i principali dossier che attualmente dividono Erbil e Baghdad, in particolare il referendum per l’indipendenza del Kurdistan previsto per il prossimo 25 settembre. Lo riferisce un comunicato stampa dell’ufficio di Barzani. Allawi è giunto ad Erbil insieme ad una delegazione dell’Alleanza nazionale irachena, partito religioso sciita rappresentato nel parlamento di Baghdad. Durante l'incontro, entrambe le parti hanno discusso la situazione politica e di sicurezza dell'Iraq, in particolare la guerra al terrorismo e il futuro della città di Mosul, capoluogo della provincia settentrionale di Ninive, dopo la sua liberazione dallo Stato islamico. Allawi e Barzani hanno inoltre affrontato le principali problematiche che rischiano di rallentare il processo di pace in Iraq, oltre a scambiare la propria opinione sul referendum per l’indipendenza della regione autonoma del Kurdistan e delle future relazioni tra Erbil e Baghdad.

Oggi il parlamento iracheno ha votato contro il referendum sull'indipendenza della regione autonoma del Kurdistan iracheno. Il parlamento ha autorizzato il primo ministro, Haider al Abadi, a prendere tutte le misure necessarie per difendere l'unità dell'Iraq e avviare un dialogo serio per risolvere i problemi esistenti tra Baghdad ed Erbil. Secondo fonti di "Agenzia Nova", 168 deputati iracheni, su un totale di 204 presenti, hanno votato contro il referendum, ad eccezione dei curdi che hanno disertato l'aula per protesta. Parlando in aula il presidente del parlamento iracheno, Salim al Jubouri, ha commentato il voto dei deputati sul referendum per l'indipendenza della regione autonoma del Kurdistan, ricordando che, "in base alla Costituzione, i membri dell'assemblea legislativa devono preservare l'integrità del paese". Jubouri ha aggiunto che anche l'inclusione di aree contese, come Kirkuk, nel referendum "viola la Costituzione".

La campagna per il referendum nella regione autonoma del Kurdistan iracheno è iniziata ufficialmente il 5 settembre e si concluderà il 22 settembre. Il governo di Baghdad ha già espresso la sua contrarietà alla consultazione, così come la vicina Turchia, l'Iran e gli Stati Uniti. L’inviato speciale Usa per la coalizione contro lo Stato islamico, Brett McGurk, ha incontrato il mese scorso Barzani e il premier iracheno Haider al Abadi. A entrambi ha detto che Washington è pronto a sostenere “un nuovo formato di dialogo”, mentre più volte esponenti del governo Usa hanno chiesto a Erbil di rinviare il referendum, previsto per il 25 settembre, nel timore che questo possa “distrarre da priorità più urgenti” come la lotta ai jihadisti dello Stato islamico.

La Turchia è invece nettamente contraria al referendum, dati i suoi problemi interni con la minoranza curda. Il premier turco, Binali Yildirim, ha definito il referendum “un grave errore”, che aggiunge nuovi problemi a quelli già esistenti nella regione. Il presidente del Consiglio iraniano per il discernimento, Mohsen Rezayee, ha messo in guardia invece dalla possibile "disintegrazione" dell'Iraq, mentre già lo scorso luglio il presidente del parlamento iraniano, Ali Larijani, si era espresso contro l'ipotesi di un referendum, definendolo un rischio per la regione e uno strumento funzionale alla "disintegrazione" dell'Iraq.

Secondo la Commissione elettorale di Erbil sono 5,5 milioni di persone gli aventi diritto al voto. Il quesito sarà posto nelle quattro lingue parlate nella regione (curdo, arabo, assiro e turco) e si voterà anche in alcune città controllate dalle forze curde Peshmerga come Kirkuk. L'Ufficio elettorale di Kirkuk ha reso noto che oltre 900 mila persone hanno diritto al voto nella provincia, dove sono stati allestiti 43 seggi dopo che il consiglio provinciale ha approvato la partecipazione della popolazione locale alla consultazione. (Irb)
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