EURASIA
 
Eurasia: presidente Istituto studi eurasiatici Frattini, relativismo nuova minaccia dopo estremismo e secolarismo militante
Roma, 24 mag 2017 16:09 - (Agenzia Nova) - Il relativismo rappresenta per l’Europa la terza minaccia dopo l’estremismo religioso e il secolarismo militante ed una delle grandi “colpe di noi europei è aver interpretato il principio del dialogo e della comprensione come una tolleranza ingovernata e ingovernabile di qualunque azione in quanto giustificata dalle tradizioni, dalla storia e dalla cultura”. È quanto dichiarato dal presidente dell’Istituto di studi eurasiatici Franco Frattini, intervenendo oggi al seminario dal titolo “Insieme nella testimonianza fino al martirio. Cattolici e ortodossi e le sfide del XXI secolo", organizzato nella Città del Vaticano presso la Pontificia accademia di scienze sociali. L’evento è stato promosso dall’Istituto di studi euroasiatici, dal Pontificio comitato di scienze storiche e dell’Istitute de la democratie et de la cooperation. Al seminario hanno preso parte tra gli altri l’arcivescovo maronita di Aleppo Joseph Tobij, l'ambasciatore russo presso la Santa sede Aleksander Avdeev e il delegato del presidente della Federazione russa per la cooperazione culturale e internazionale, Michajl Svydkoj. Nel suo intervento Frattini ha ricordato alcuni effetti negativi derivanti da un approccio relativistico nei confronti delle culture a cui appartengono molte persone giunte in questi anni nei paesi dell’Unione europea, tra cui il proliferare della mutilazioni genitali femminili. Frattini ha citato in merito una ricerca condotta ai tempi del suo mandato come vicepresidente della Commissione Ue, dalla quale era emerso che in terra europea vi erano stati oltre 25 mila casi di mutilazioni genitali. “Se noi immaginiamo, come altre vicende ci insegnano, che una famiglia in Italia possa segregare la figlia perché non deve andare a scuola oppure ucciderla perché si è fidanzata con un cristiano, dobbiamo capire che l’idea indiscriminata di accoglienza senza rispetto di regole non negoziabili è la fine dell’identità e dei nostri valori”. Frattini ha inoltre ricordato come ad oggi le Nazioni Unite non abbiano fornito una definizione comune di terrorismo, dato che per alcuni morire uccidendo innocenti è un’azione giustificata dalla religione.
(Sic)
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