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Speciale difesa: Sudan, Consiglio di sicurezza Onu proroga di un anno missione nel Darfur

Khartum, 30 giu 2015 15:30 - (Agenzia Nova) - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha prorogato di altri 12 mesi il mandato della Missione dell'Unione africana delle Nazioni Unite in Darfur (Unamid) e legato la strategia di uscita dalla regione ai progressi che saranno compiuti nel quadro della sicurezza e della situazione umanitaria. La risoluzione presentata dal Regno Unito, secondo quanto riferisce il quotidiano “Sudan Tribune”, è stata votata all’unanimità e prevede l’impiego di 15.845 militari e 1.583 poliziotti. La risoluzione sottolinea la "mancanza di progressi sul versante umanitario e il significativo deterioramento della situazione della sicurezza", riaffermando le priorità strategiche della missione individuandole nella protezione dei civili, nella facilitazione della fornitura di assistenza umanitaria, nella sicurezza del personale umanitario e nel sostegno alla mediazione delle comunità in conflitto". Per quanto riguarda il ritiro dal paese, invocato a più riprese dal presidente sudanese Omar al Bashir, la risoluzione chiede una rapida ripresa delle consultazioni tra Sudan, Unione africana e Nazioni Unite per sviluppare una strategia di uscita. La proroga della missione era stata richiesta ufficialmente lo scorso 24 giugno dal Consiglio di pace e sicurezza dell'Unione africana, che in una dichiarazione aveva reso noto la propria decisione chiedendo al Consiglio di sicurezza dell’Onu “di fare lo stesso". Il mandato attuale della missione Unamid scade oggi. All’inizio di giugno era esplosa un’aspra polemica tra il governo sudanese e le Nazioni Unite, dopo che il vice segretario generale dell’Onu per le operazioni di mantenimento della pace, Edmond Mulet, aveva presentato un duro rapporto sulla pessima situazione della sicurezza nel Darfur, dove i ripetuti attacchi da parte delle forze governative hanno provocato lo sfollamento di 78 mila persone dall’inizio dell’anno. Khartoum ha fortemente respinto le accuse contenute nel rapporto, accusando i funzionari delle Nazioni Unite di essere “manipolati” da alcuni esponenti all’interno dell’Onu e di fornire dati errati al Consiglio di sicurezza, al fine di garantire la prosecuzione della missione Unamid.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha prorogato di altri 12 mesi il mandato della Missione dell'Unione africana delle Nazioni Unite in Darfur (Unamid) e legato la strategia di uscita dalla regione ai progressi che saranno compiuti nel quadro della sicurezza e della situazione umanitaria. La risoluzione presentata dal Regno Unito, secondo quanto riferisce il quotidiano “Sudan Tribune”, è stata votata all’unanimità e prevede l’impiego di 15.845 militari e 1.583 poliziotti. La risoluzione sottolinea la "mancanza di progressi sul versante umanitario e il significativo deterioramento della situazione della sicurezza", riaffermando le priorità strategiche della missione individuandole nella protezione dei civili, nella facilitazione della fornitura di assistenza umanitaria, nella sicurezza del personale umanitario e nel sostegno alla mediazione delle comunità in conflitto". Per quanto riguarda il ritiro dal paese, invocato a più riprese dal presidente sudanese Omar al Bashir, la risoluzione chiede una rapida ripresa delle consultazioni tra Sudan, Unione africana e Nazioni Unite per sviluppare una strategia di uscita. La proroga della missione era stata richiesta ufficialmente lo scorso 24 giugno dal Consiglio di pace e sicurezza dell'Unione africana, che in una dichiarazione aveva reso noto la propria decisione chiedendo al Consiglio di sicurezza dell’Onu “di fare lo stesso". Il mandato attuale della missione Unamid scade oggi. All’inizio di giugno era esplosa un’aspra polemica tra il governo sudanese e le Nazioni Unite, dopo che il vice segretario generale dell’Onu per le operazioni di mantenimento della pace, Edmond Mulet, aveva presentato un duro rapporto sulla pessima situazione della sicurezza nel Darfur, dove i ripetuti attacchi da parte delle forze governative hanno provocato lo sfollamento di 78 mila persone dall’inizio dell’anno. Khartoum ha fortemente respinto le accuse contenute nel rapporto, accusando i funzionari delle Nazioni Unite di essere “manipolati” da alcuni esponenti all’interno dell’Onu e di fornire dati errati al Consiglio di sicurezza, al fine di garantire la prosecuzione della missione Unamid. (Res)
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