Medvedev a Roma
 
Incontri con Napolitano, Berlusconi e Benedetto XVI
 
Roma, 16 feb - (Agenzia Nova) - Giorni densi di appuntamenti a Roma per Dmitrij Medvedev, presidente della Federazione Russa, in visita ufficiale nella capitale italiana il 16 e 17 febbraio su invito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Al centro dei suoi colloqui, cultura, economia e rapporti tra chiese cattolica e ortodossa. Subito dopo l’arrivo a Roma il capo del Cremlino è stato ricevuto al Quirinale, dove è stato accolto da una rappresentanza di tutte le Forze armate italiane e lo speciale reparto dei Corazzieri a cavallo. Dopo l’incontro con Napolitano, Medvedev si è recato Palazzo Madama per un colloquio con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Successivamente, Medvedev e Berlusconi si sono trasferiti al Palazzo delle Esposizioni di Roma per inaugurare l'Anno della lingua la cultura russa in Italia e della lingua e la cultura italiana in Russia. Il Palazzo delle Esposizioni ospiterà sino a maggio la prima grande presentazione monografica fuori dalla Russia di Aleksandr Deineka, il più importante pittore realista dell'ex Urss.


Il 17 febbraio Medvedev si è recato in Vaticano per essere ricevuto dal pontefice Benedetto XVI. E’ stato il secondo incontro fra il papa e il presidente russo: quello precedente si era svolto il 3 dicembre del 2009. Nell'ambito della visita del leader del Cremlino si è tenuto anche un incontro tra il ministro degli Esteri Franco Frattini e il collega russo Sergej Lavrov, occasione per discutere di rapporti bilaterali, allargando a tematiche internazionali, come le crisi in Medio oriente. Medvedev era accompagnato da una delegazione comprendente, oltre a Lavrov, il ministro della Cultura, Alexandr Avdeev, il rappresentante speciale del presidente per gli scambi culturali internazionali, Mikhail Shvydkoj, e il presidente dell’agenzia Russotrudnichestvo, Farit Mukhametshin.
 

  L'arrivo di Medvedev a Roma

 

Due ore di colloquio con Napolitano al Quirinale
 
Roma, 16 feb - (Agenzia Nova) - E’ durato quasi due ore l'incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente della Federazione russa Dmitrij Medvedv. Nel colloquio, seguito dalla colazione di lavoro, è entrata anche la situazione in Medio Oriente e le rivolte che stanno infiammando Egitto, Tunisia e altri stati del Nord Africa. Di fronte a questo scenario, ha detto Napolitano nelle dichiarazioni alla stampa seguite all’incontro, servono risposte comuni. “Abbiamo parlato anche della situazione nell'Africa del nord e nel Medioriente – ha spiegato Napolitano – e vogliamo dare risposte comuni”. La strada è quella “della modernizzazione e dell'affermazione dello stato di diritto”: in questo modo “consolidando la giustizia sociale e garantendo i diritti” si potranno evitare tensioni. Anche Medvedev si è detto convinto del fatto che “tutti i conflitti in corso in quell'area dovranno essere risolti nel rispetto delle costituzioni e dei diritti”.
   
 
Medvedev: “Con l’Italia rapporti non solo importanti ma strategici”
 

Roma, 16 feb - (Agenzia Nova) - Nel corso del colloquio con il capo dello stato italiano Giorgio Napolitano, il presidente russo Dmitrij Medvedev ha “sottolineato che i rapporti con l'Italia non sono solo importanti ma strategici''. Il territorio della Federazione Russa, ha continuato Medvedev, “è sempre più visitato da imprenditori italiani, e questo testimonia che l'Europa sta uscendo dalla crisi”. In questo senso rivestono particolare importanza, ha continua il presidente russo, “i tre accordi siglati dai rispettivi governi oggi e che indicano le direttrici della cooperazione tra Russia e Italia”.

Medvedev: l'euro “ha aiutato anche i paesi che non lo usano a superare la crisi”
Roma, 16 feb (Agenzia Nova) - L'euro “ha aiutato anche i paesi che non lo usano come moneta a superare le conseguenze della crisi e ha contribuito alla risoluzione dei problemi finanziari”: lo ha detto il presidente russo Dmitrij Medvedev dopo l'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Dobbiamo fare di tutto - ha aggiunto Medvedev - perché il summit del G20 in Francia (tenutorsi il 18 e 19 febbraio a Parigi, ndr) possa essere positivo” e l’euro è “una componente importante nella lotta per risolvere i problemi finanziari” e la crisi che hanno investito l’Europa. “Per l’Ue sono stati anni difficili e siamo grati all’Europa che ha trovato la forza per consolidare la sua posizione, per mantenere l’euro e per aiutare i paesi in difficoltà”, ha spiegato Medvedev nelle dichiarazioni alla stampa. Sull'euro, ha ribadito dal canto suo Napolitano, “l’Ue non farà passi indietro, potrà fare solo passi avanti, sulla via dell'integrazione”. Il capo dello stato ha richiamato “le difficoltà e le tensioni che hanno investito la moneta comune europea”, ribadendo “la convinzione che le conquiste dell'euro saranno pienamente garantite”. Un’Europa più integrata e più unita “può pesare maggiormente sulla scena mondiale”, ha detto ancora Napolitano, ribadendo l'intenzione di favorire “la massima cooperazione con la Russia, perché comuni sono le sfide e le minacce cui fare fronte in molti campi e per molti aspetti”.

   Il presidente Giorgio Napolitano riceve Medvedev al Quirinale
 
Siglate intese su sicurezza, energia e finanza
 

Roma, 16 feb - (Agenzia Nova) - Sicurezza, energia e finanza sono gli accordi alla sigla dei governi di Italia e della Federazione Russa nel corso della visita di due giorni del presidente russo Dmitrij Medvedev, come ha voluto anticipare quest’ultimo dopo il suo incontro al Quirinale con il capo dello stato Giorgio Napolitano. Il primo accordo è quello sulla “cooperazione nell'ambito della sicurezza”, con la definizione del “transito militare dall'Afghanistan e in Afghanistan”. E questo, ha detto Medvedev, “è un tema molto importante sul quale la Russia vuole collaborare con l'Unione Europea”. Altro documento è quello relativo alla “cooperazione energetica, che rappresenta la base della cooperazione in altri settori”, come “lo sviluppo del commercio del gas e lo sviluppo dell'energia atomica”. Il terzo accordo, ha concluso Medvedev, è relativo alla “cooperazione nella sfera finanziaria: un passo importante per gli stati che saranno usciti dalla crisi economica”.

   
 
Berlusconi:  Italia e Russia "due superpotenze culturali"
 
Roma, 16 feb - (Agenzia Nova) - L’Italia e la Russia “sono due stati amici con importanti relazioni politiche, economiche e commerciali. Ma siamo soprattutto due superpotenze culturali. Con l'iniziativa di oggi vogliamo consolidare e rendere più forte la nostra relazione ed amicizia”: così il presidente del consiglio Silvio Berlusconi in una breve conferenza stampa al Palazzo delle Esposizioni di Roma ha inaugurato l'anno della lingua e della cultura russa in Italia e l'anno della lingua e cultura italiana in Russia, in sieme con il capo del Cremlino Dmitrij Medvedev. Berlusconi ha aggiunto che i rapporti tra Italia e Russia sono “di consolidata amicizia”, sottolineando di rappresentare “il punto di riferimento per Mosca nell'Unione europea” avendo “personalmente curato il rapporto tra Ue e Federazione russa”. L’anno della cultura, ha detto poi il premier italiano, “toccherà più di 200 città in entrambi i Paesi: porteremo in Russia i nostri capolavori d'arte, il Botticelli, il Caravaggio, e i tesori del Cremlino arriveranno in Italia, saranno esposti a Firenze”. Italia e Russia, ha detto ancora Berlusconi, hanno “importanti ragioni” per proseguire e rafforzare “la cooperazione nel settore economico. La Russia “è il più grande esportatore di petrolio e di gas del mondo e ha bisogno dell'Unione europea. Ma l'Unione europea e l'Italia hanno bisogno del gas e del petrolio russo. Per questo – ha concluso Berlusconi – ci sono importanti ragioni di cooperazione nel settore economico” tra i due paesi.   Medvedev con Berlusconi
 
Colloquio di 35 minuti fra Medvedev e papa Benedetto XVI
 

Roma, 17 feb - (Agenzia Nova) - A conclusione di un colloquio in Vaticano durato 35 minuti, il presidente russo, Dmitrij Medvedev, ha regalato al pontefice Benedetto XVI una “Enciclopedia ortodossa” e due volumi di lettere che il suo predecessore, Boris Eltsin, inviò dal 1996 al 1999 a diversi capi di stato, tra cui papa Giovanni Paolo II,. “Dovrei imparare il russo”, ha commentato il papa con una battuta nel ricevere i doni. Medvedev ha regalato a Benedetto XVI anche un quadro che raffigura il Cremlino. “Lei vive qui”, ha osservato il pentefice. “Ci lavoro”, ha risposto Medvedev. Il Papa ha donato al presidente russo un mosaico raffigurante la basilica di San Pietro e il Vaticano. La delegazione russa che accompagnava Medvedev, affiancato dalla consorte Svetlana, era composta da una decina di persone, tra cui il vicepremier Alexander Zhukov e il ministro degli Esteri Sergej Lavrov. Il papa ha accolto il presidente russo nella sala del Tronetto e ha definito l’incontro “molto importante”.

Il papa e il presidente russo Dmitrij Medvedev, nell'udienza che si è svolta in Vaticano, hanno concordato sulla necessità che Russia e Santa Sede collaborino nella promozione dei valori umani e cristiani. “Nel corso dei cordiali colloqui - si legge in una nota della sala stampa vaticana - ci si è compiaciuti per i buoni rapporti bilaterali e si è sottolineata la volontà di rafforzarli, anche in seguito all'allacciamento dei pieni rapporti diplomatici. Si è riconosciuta l'ampia collaborazione tra la Santa Sede e la Federazione russa sia nella promozione degli specifici valori umani e cristiani, sia in ambito culturale e sociale. Successivamente si è rivelato il contributo positivo che il dialogo interreligioso può offrire alla società. Infine, ci si è soffermati sulla situazione internazionale, con particolare riferimento al Medio Oriente”. La nota riferisce inoltre che dopo l'udienza del Papa, Medvede è stato ricevuto anche dal cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, e dal “ministro degli Esteri” della Santa Sede, monsignor Dominique Mamberti.

   Benedetto XVI riceve il presidente russo in Vaticano
 
Frattini e Lavrov: collaborazione a tutto campo tra i ministri degli Esteri
 

Roma, 17 feb - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha accompagnato in Italia il presidente Dmitrij Medvedev, a Roma per l’inaugurazione dell’Anno della cultura e della lingua italiana in Russia e della cultura e della lingua russa in Italia. Lavrov ha incontrato l’omologo italiano Franco Frattini: un appuntamento che ha fatto seguito a quello dello scorso dicembre in occasione del vertice intergovernativo di Sochi. Tra i più importanti temi all’ordine del giorno, il supporto russo alla candidatura italiana al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, lo sviluppo delle relazioni tra Russia e Nato e Unione Europea, la comune preoccupazione per il programma nucleare iraniano, gli ultimi sviluppi mediorientali dopo le rivolte in Tunisia ed Egitto.

È stata un’occasione per sottolineare ancora una volta la rilevanza del partenariato strategico tra Italia e Russia, con specifico riferimento al contesto delle relazioni euro-russe e Nato-Russia. Lavrov ha in programma la firma col ministro italiano della Difesa Ignazio La Russa di un accordo sul transito aereo di armamenti e personale diretti in Afghanistan, a integrare l’analoga intesa siglata a Soci per il transito per via ferroviaria. Sono inoltre in fase avanzata di negoziato gli accordi per l’ingresso di Gazprom nel progetto petrolifero Elephant, in Libia. Le parti hanno inteso sottolineare l’eccellenza dei rapporti bilaterali, auspicando, al contempo, un ulteriore rafforzamento della cooperazione in ambito economico; in questo senso, Mosca ha voluto assicurare un’importante e qualificata presenza all’Expo 2015 di Milano. Ma è stata soprattutto l’attualità politica a dettare l’ordine del giorno. L’Italia ha chiesto il sostegno di Mosca in vista della candidatura al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. I due paesi hanno obiettivi comuni e guardano con la stessa preoccupazione alle principali problematiche nello scenario internazionale.

In questo senso è visto come importante il costante avvicinamento della Russia all’Unione europea: l’Italia appoggia questa convergenza offrendo il proprio sostegno sul tema della liberalizzazione dei visti e sull’iniziativa europea del Partenariato per la modernizzazione. Complementari sono i buoni rapporti tra Russia e Alleanza atlantica, in particolare dopo il vertice Nato di Lisbona. Mosca guarda con favore alla stabilizzazione dell’Afghanistan: in questo senso, ha in programma di consegnare al governo afgano venti elicotteri (a condizione che sia confermato il necessario finanziamento Usa), pur scartando qualsiasi ipotesi di coinvolgimento diretto nelle operazioni militari.

Si è parlato anche di Iran. Dal colloquio tra Frattini e Lavrov è emersa la necessità di un fronte comune internazionale per l’applicazione delle sanzioni contro Teheran. Va comunque – ha rilevato la parte russa – tenuto aperto il dialogo con gli iraniani: la Russia non limiterà infatti la sua collaborazione economica con l’Iran, segnatamente nel settore energetico e nucleare (a questo proposito, il governo russo ritiene pienamente legittimo il programma relativo alla costruzione dell’impianto di Bushehr, che porterà anzi Teheran a collaborare con la comunità internazionale). Al contrario, la Russia ha congelato la vendita di missili S-300 all’Iran, prevista da un’intesa tra i due Paesi del 2007.

Infine, le due parti hanno analizzato gli ultimi sviluppi della situazione mediorientale. Si è parlato della crisi egiziana tenendo conto del ruolo centrale del Cairo sul piano regionale e dell’inevitabile impatto negativo che una sua destabilizzazione avrebbe sul processo di pace in Medio Oriente. Da parte russa non si guarda con particolare inquietudine al ruolo dei Fratelli Musulmani, sempre che essi accettino di partecipare in maniera costruttiva al dialogo con gli attori internazionali.

Dal punto di vista bilaterale, prossime occasioni per approfondire il dialogo italo-russo saranno offerte dal secondo vertice ministeriale 2+2 (esteri-difesa) che si terrà in Italia e dal tradizionale vertice intergovernativo di dicembre. A Roma, infine, si terrà a luglio il Consiglio di cooperazione economica, industriale e finanziaria, co-presieduto da Frattini e dal vice primo ministro e ministro delle finanze russo Alexei Kudrin.

   Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov
 
Anno della Cultura Italia-Russia, Putin si offre come testimonial
 
Roma, 17 feb - (Agenzia Nova) - Il premier russo Vladimir Putin si è offerto come “testimonial” dell’Anno della lingua e la cultura russa in Italia e italiana in Russia: lo ha detto il coordinatore del comitato promotore, Giuliano Urbani, presentando il programma delle iniziativa a Palazzo Chigi assieme ai sottosegretari Gianni Letta, che presiede il comitato, e Paolo Buonaiuti. “All'ultimo vertice di Soci, alla colazione finale, Putin si è improvvisamente alzato e mi ha detto: 'Per favore, quando avrete il calendario degli eventi, datemelo, perché ogni volta che potrò, voglio andare alla televisione russa ad annunciare gli eventi italiani”, ha raccontato Urbani. L'Anno della cultura e della lingua italiana in Russia ha luogo in concomitanza con un'analoga serie d'iniziative in varie città italiane. Ieri il presidente russo Dmitrij Medvedev e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi hanno inaugurato i due cicli d'eventi a Roma. Urbani ha spiegato che, tra grandi e piccole, sono più di mille le iniziative in almeno 32 città che l'Italia porterà in Russia nel 2011. I russi avranno l'opportunità di ammirare Botticelli, Caravaggio, Antonello da Messina, i tesori dei Medici, che saranno esposti al Cremlino. E si susseguiranno eventi musicali, dal “Nabucco” a Mosca diretto da Riccardo Muti, al Maggio Fiorentino con tre concerti diretti da Zubin Mehta e il “Requiem” di Verdi con l'Orchestra del Teatro alla Scala, diretta da Daniel Barenboim.    
 
Eni e Gazprom fanno il punto sul South Stream e il gas della Siberia
 

Roma, 17 feb - (Agenzia Nova) - L'ad di Eni Paolo Scaroni e il numero uno del colosso russo del gas, Gazprom, si sono incontrati a Roma per discutere “le prospettive di collaborazione bilaterale e fare il punto sui progetti congiunti già in campo”. Lo riferisce una nota di Gazprom, secondo cui “particolare attenzione è stata riservata alle questioni che riguardano la realizzazione del gasdotto South Stream”, progetto ache vede coinvolti pariteticamente i due gruppi. E’ stato deciso inoltre che Eni e Gazprom firmeranno entro il 28 febbraio un accordo sul gas prodotto in Siberia da Severenergia, società partecipata da Gazprom, Eni ed Enel. L’intesa riguarda un contratto di compravendita del metano che sarà prodotto nei giacimenti di Severenergia, le cui riserve stimate assommano a 919 miliardi di metri cubi di gas, 330 milioni di tonnellate di greggio e 109 milioni di tonnellate di condensato, riferisce ancora la nota.

Viktor Vekselberg, l’industriale russo che si sta occupando della raccolta di capitali per il progetto del polo dell’innovazione di Skolkovo (distretto alle porte di Mosca destinato a diventare una specie di Silicon Valley) ha annunciato che una trentina di aziende italiane, comprese Enel e Eni, hanno negoziati in corso per entrare nel progetto. Secondo le intenzioni del presidente russo Dmitrij Medvedev, Skolkovo dovrà imporsi come centro di riferimento per informatica, energia, ricerca biomedica e tecnologie nucleari. Sono previste speciali normative per incentivare gli investimenti esteri. Al progetto sono interessate le statunitensi Microsoft e Cisco Systems, che ha già concordato un investimento da un miliardo di dollari. Altre grandi aziende Usa che stanno valutando il progetto sono Intel, Google e Boeing. Interesse anche dal colosso della telefonia finlandese Nokia e dalla tedesca Siemens.

   Piattaforma South Stream
 
Accordo Eni-Gazprom su cessione quote del giacimento libico Elephant
 
Roma, 17 feb - (Agenzia Nova) - Gazprom entra nel progetto petrolifero Elephant in Libia attraverso uno scambio di asset con Eni. In base all'accordo, siglato dagli amministratori delegati Alexei Miller e Paolo Scaroni nell'ambito della visita del presidente Dmitrij Medvedev a Roma, la controllata GazpromNeft entra in possesso della metà delle quote Eni nel giacimento, ossia del 33 per cento. Il giacimento Elephant si trova a 800 chilometri a sud di Tripoli In cambio, ad Eni sarà consentito di partecipare allo sviluppo dei campi petroliferi nella Siberia Nord occidentale. In seguito alla cessione, Eni incasserà circa 170 milioni di dollari.