Energia: intesa italo-serba

Romani saluta con favore la firma dell'accordo Seci-Eps
 
Belgrado, 11 feb - (Agenzia Nova) - La società italiana Seci Energia svilupperà in Serbia impianti idroelettrici della potenza di 321 megawatt (Mw) lungo il corso del fiume Drina: è quanto prevede l’accordo preliminare firmato oggi a Belgrado - nella sede del governo serbo - tra il presidente di Seci energia, l’architetto Gaetano Maccaferri, e il direttore generale dell’ente elettrico serbo Elektroprivreda Srbije (Eps), Dragomir Markovic, alla presenza del ministro italiano dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e del ministro dell’Energia della Serbia, Petar Skundric. Il valore degli investimenti è stimato intorno agli 819 milioni di euro. Nel corso della sua visita a Belgrado, Romani ha incontrato anche il ministro dell'Economia serbo, Mladjan Dinkic, e il premier Mirko Cvetkovic.

Il ministro Romani ha detto che questo è l’inizio di una collaborazione molto importante tra i due paesi. “Nei prossimi mesi la collaborazione sarà ancora rafforzata per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che dovrebbe iniziare nel 2014”, ha detto Romani. Il ministro italiano ha spiegato che l’Italia dall’attuale 8 per cento dovrebbe arrivare al 17 per cento di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per poter raggiungere gli obbiettivi fissati dall’Unione europea per il 2020.
 

Il ministro italiano dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e il ministro serbo dell'Energia, Petar Skundric

 

L'accordo tra Seci Energia ed Eps
 

Belgrado, 11 feb - (Agenzia Nova) - La società italiana Seci Energia investirà in Serbia 819 milioni di euro per lo sviluppo di impianti idroelettrici della potenza di 321 megawatt (Mw) sul fiume Drina: questo il contenuto dell’accordo preliminare firmato oggi a Belgrado - nella sede del governo serbo - tra il presidente di Seci energia, l’architetto Gaetano Maccaferri, e il direttore generale dell’ente elettrico serbo Elektroprivreda Srbije (Eps), Dragomir Markovic, alla presenza del ministro italiano dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e del ministro dell’Energia della Serbia, Petar Skundric.
 
“Grazie alla comune produzione di energia elettrica nelle nuove centrali, attraverso il cavo sottomarino tra Italia e Montenegro, l’Italia potrà raggiungere la soglia del 17 per cento di produzione di elettricità da fonti rinnovabili”, ha spiegato Romani. Il ministro italiano ha detto che si parlerà ancora della collaborazione tra i due governi al forum italo serbo che si terrà a maggio a Belgrado. Il presidente della società italiana Seci energia, Gaetano Maccaferri, ha affermato, da parte sua, che la stipula dell’accordo oggi è molto importante e che nel pomeriggio sarà inaugurato anche l’ufficio di Seci energia a Belgrado.

“L’accordo di oggi è un’ulteriore prova del nostro impegno in Serbia - ha detto Maccaferri -. L’intesa per il progetto sul fiume Ibar è stata firmata nel giugno 2009. Seci Energia ed Eps hanno firmato a luglio scorso un altro accordo sulla fondazione di una società comune per la realizzazione dei progetti”. Il presidente della società italiana ha annunciato inoltre che l’apertura dei cantieri per le centrali idroelettriche sul fiume Ibar è prevista per la prima metà del 2012 e il loro completamento nel 2015. “Il valore del progetto di costruzione delle centrali idroelettriche sul fiume Ibar è di 300 milioni di euro e la loro potenza sarà di 103 megawatt”, ha detto Maccaferri.

 
Dopo la sottoscrizione dell’accordo, il ministro dell’Energia serbo, Petar Skundric, anche lui presente, ha detto che si prevede la costruzione di centrali idroelettriche con una potenza di 300 megawatt sulla Drina media che è una delle migliori potenzialità idriche in Serbia. Skundric ha detto che la collaborazione tra la Serbia e l’Italia sta andando bene. “L’accordo di oggi rappresenta un rafforzamento della già buona collaborazione tra i due paesi”, ha detto Skundric. Il direttore generale di Eps, Dragomir Markovic, ha spiegato che il valore complessivo dei progetti comuni supera il miliardo di euro. “Si prevede che le nuove centrali sulla Drina media producano 1.200 gigawatt/ora di energia elettrica all’anno”, ha detto Markovic, aggiungendo che “si sta lavorando intensamente per il coinvolgimento della Repubblica Srpska in questo progetto”.
 

 Diga sulla Drina

 
Cvetkovic: Italia tra i principali partner della Serbia
 
Belgrado, 11 feb - (Agenzia Nova) - Il ministro dello Sviluppo economico italiano, Paolo Romani, ha incontrato oggi a Belgrado il premier serbo Mirko Cvetkovic. Secondo quanto si legge in un comunicato del premier serbo, tra i due paesi esiste “un’ottima collaborazione” nel settore economico e “l’Italia è tra i primi partner commerciali del paese”. Durante l’incontro tra Cvetkovic e Romani è stata espressa inoltre soddisfazione per i positivi sviluppi della cooperazione nel settore energetico. Il premier serbo ha ringraziato il governo italiano per l’appoggio che sta dando alla Serbia nel processo d’integrazione europea e ha sottolineato che il governo serbo sta lavorando intensamente alla realizzazione delle riforme per ottenere entro fine anno lo status di candidato all’adesione Ue. Il ministro italiano Romani ha avuto oggi a Belgrado colloqui con il ministro dell’Economia Dinkic, il ministro dell’Energia, Petar Skundric e il ministro delle Telecomunicazioni, Jasna Matic.
 

 

 
Dinkic: in crescita gli investimenti italiani
 
Belgrado, 11 feb - (Agenzia Nova) - Gli investimenti italiani in Serbia sono in crescita. È quanto emerge dall’incontro di oggi tra il ministro dello Sviluppo economico italiano, Paolo Romani, e il ministro dell’Economia serbo, Mladjan Dinkic, a Belgrado. Dinkic ha affermato che attualmente il ministero dell’Economia sta trattando con più di dieci società italiane interessate a investire in Serbia. “Grazie alle società italiane che già operano in Serbia, l’economia nazionale ha segnato una crescita nella bilancia delle partite correnti”, ha detto Dinkic, aggiungendo che “le esportazioni serbe in Italia sono aumentate del 44 per cento nel 2010”.
 
Dinkic ha detto inoltre che l’industria automobilistica e quella tessile sono i principali settori d’esportazione per l’economia serba. “In Serbia operano circa 250 imprese italiane in diversi settori, il loro complessivo giro d’affari è intorno ai 2,5 miliardi di euro e vi lavorano circa 20 mila persone”, ha ricordato Dinkic. Il ministro Romani ha fatto sapere che gli investitori italiani sono molto soddisfatti delle condizioni economiche in Serbia, annunciando l’arrivo di altre imprese italiane che sono interessate ad operare in Serbia.
 

Il ministro dell'Economia serbo, Mladjan Dinkic

     
Inaugurati gli uffici di Seci Energia a Belgrado
   
     

Belgrado, 11 feb - (Agenzia Nova) - Sono stati inaugurati stasera a Belgrado gli uffici locali di Seci Energia, la società italiana impegnata nello sviluppo di impianti idroelettrici in Serbia, alla presenza del ministro dello Sviluppo economico italiano, Paolo Romani, e del ministro dell’Energia della Serbia, Petar Skundric. “L’inaugurazione dei nostri uffici qui in Serbia e la presenza dei ministri Romani e Skundric testimonia la vicinanza del governo italiano a questa serie di iniziative”, ha detto a “Nova” il presidente di Seci energia, l’architetto Gaetano Maccaferri. Nel pomeriggio nella sede del governo serbo è stato firmato l’accordo preliminare tra Seci ed Elektroprivreda Srbije (Eps) per lo sviluppo di impianti idroelettrici della potenza di 321 megawatt (Mw) sul fiume Drina. Il valore dell’investimento si aggira intorno agli 819 milioni di euro, da ripartire tra i partner del progetto.

“Dalla parte serba c’è stato sempre stata molta coerenza rispetto ai presupposti e agli impegni presi”, ha dichiarato Maccaferri. “Devo dire - ha continuato - che ci siamo trovati molto bene. E’ chiaro che un mercato come quello dell’energia delle fonti rinnovabili è molto regolamentato ed è soggetto ai cambiamenti delle regole e a una complessità di sistema che va oltre quello della semplice produzione”. E’ essenziale sottolineare che i progetti prevedono che gli investimenti (51 per cento da parte italiana e 49 per cento da parte serba) siano effettuati con il sostegno dei certificati verdi italiani, senza i quali gli impianti diventerebbero difficilmente realizzabili. L’uso degli incentivi italiani è espressamente citato negli accordi tra Italia e Serbia del 9 marzo e 13 novembre 2009.

Il partenariato strategico tra Seci Energia ed Eps ha come scopo la realizzazione di impianti di generazione elettrica da fonti rinnovabili fino a mille megawatt di potenza installata. La produzione sarà destinata prevalentemente all’esportazione in Italia attraverso l’interconnessione sottomarina tra Italia e Montenegro che sarà realizzata da Terna, la società italiana responsabile della trasmissione elettrica. “Parlando con i responsabili di Terna ho avuto conferma che è stata avviata la fase del ‘procurement’, per cui il loro obiettivo è quello di rendere operativa la linea entro la fine del 2014. Più o meno nello stesso periodo avremo completato i primi impianti sul fiume Ibar”, ha detto Maccaferri.

“Penso che sia un momento molto importante per lo sviluppo del progetto strategico e per la costruzione delle centrali sui fiumi Ibar e Drina, che produrranno energia pulita che si potrà piazzare sul mercato italiano”, ha detto a “Nova” il ministro serbo dell’Energia, Petar Skundric. “Si tratta dei più grandi progetti di questo tipo nella regione e rappresentano la base per i parchi eolici e per lo sviluppo dell’energia pulita” in Serbia, ha continuato il ministro. Secondo Skundric, entro il 2011 sarà terminata la fase di documentazione e progettazione, mentre le centrali saranno pronte nel giro di quattro anni. Parallelamente verranno sviluppate le interconnessioni elettriche (non solo Italia-Serbia, ma anche Serbia-Montenegro e Bosnia-Montenegro) e “in questo modo si creeranno buone possibilità per la trasmissione dell’energia pulita sul mercato italiano”. Belgrado, secondo Skundric, non ha problemi nel dare a Roma la possibilità di produrre e trasmettere energia elettrica in Italia. “Queste risorse che saranno utilizzate per necessità dell’Italia, non influiranno sul bilancio della nostra produzione”, ha concluso Skundric.

   Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani