Italia e Slovenia più vicine

Stop alle contrapposizioni per combattere insieme la crisi economica
 
Roma, 17 gen - (Agenzia Nova) - Crisi economica, prospettive di sviluppo nell’Unione europea e la questione delle minoranze linguistiche sono stati gli argomenti chiave dell’incontro tra il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, e il capo di Stato sloveno, Danilo Turk, che si è svolto oggi a Roma. Il presidente Turk si è detto “preoccupato” per la mancanza di “un approccio unico dell’Ue sulla crisi economica e finanziaria”. Da questo punto vista la Slovenia si è detta favorevole all’idea delle emissioni di debito comuni alla Zona euro, i cosiddetti Eurobond, sponsorizzati dal ministro italiano dell’Economia, Giulio Tremonti, e dal premier lussemburghese, Jean-Claude Juncker. “È una proposta interessante che merita di essere valutata”, ha detto Turk, auspicando “un approccio unico, rapido e una strategia integrata” dell’Unione europea per contrastare gli effetti della recessione.

Napolitano ha espresso la convinzione che “per avere nuove prospettive di sviluppo complessivo delle nostre economie nazionali sia indispensabile una comune visione europea e un comune impegno europeo”. La Slovenia è stato il primo (e finora unico) paese dell’ex Jugoslavia a entrare nell’Unione europea nel 2004 e adottare l’euro nel 2007. “C’è poco da fare: Italia e Slovenia sono paesi legati ad uno sviluppo più esteso delle relazioni economiche all’interno dell’area euro”, ha detto Napolitano, sottolineando che nonostante la Slovenia sia un paese diverso per dimensioni e specializzazioni, “siamo collegati con il mercato tedesco e l’economia tedesca” e “abbiamo un approccio che ci rende egualmente interessati ai nuovi sviluppo dell’integrazione europea”.

“L’Italia è il secondo partner commerciale della Slovenia, con un interscambio complessivo di 4 miliardi di euro: un risultato notevole se si considera le dimensioni del nostro paese”, ha detto a sua volta il presidente sloveno Turk. Le infrastrutture tra i due paesi sono tuttavia carenti: ad oggi non esiste un treno Trieste-Lubiana e i collegamenti aerei scarseggiano. I lavori per il corridoio paneuropeo 5 (che da Venezia dovrebbe passare per Lubiana per arrivare in Ucraina) procedono a rilento. “È mio desiderio che aziende italiane tecnologicamente avanzate e innovative entrino nel mercato sloveno portando innovazione ed esperienza”, ha auspicato Turk. “Slovenia e Italia - ha aggiunto - vivono in uno spazio europeo che ci impone la collaborazione. In futuro saremo avvantaggiati dalla conoscenza dei traffici marittimi e dalla collaborazione tra i porti. Il mio auspicio è che si faccia di più anche a livello di governo e che ci sia un intensa collaborazione in questo segmento del Mediterraneo”.

Il presidente sloveno ha quindi auspicato una “strategia comune, efficiente ed efficace” nel Mediterraneo. “Esiste già una piattaforma di base ed è l’Iniziativa adriatico ionica, che speriamo diventi presto una regione sostenuta dall’Unione Europea. Noi in Slovenia siamo fortemente interessati al ‘Mare nostrum’, un mare veramente nostro, di ciascuno di noi dal punto vista sia ambientale che economico”, ha detto Turk. “Ho consegnato a Napolitano un breve promemoria in cui è elaborata la proposta di istituire una ‘via della pace’ lungo quello che nella Grande guerra fu il fronte dell’Isonzo: da Duino a Bovec fino alle Alpi Giulie”, ha aggiunto il capo di Stato della Slovenia.

“Sappiamo cosa ci ha terribilmente diviso in passato, sappiamo quali sofferenze siano scaturite dalla seconda guerra mondiale per le nostre popolazioni”, ha detto Napolitano. “Siamo dell’avviso che essendo le leadership politiche e istituzionali dei due paesi sempre vicine sul piano umano, emotivo e della memoria storica a coloro che hanno sofferto”, ha dichiarato il presidente italiano, non si deve e non si può “rimanere prigionieri delle contrapposizioni del passato, che è stato condannato e non tornerà mai più”. In tale contesto, ha continuato Napolitano, “è necessario sviluppare lo spirito di Trieste”, in riferimento al concerto dello scorso luglio promosso e diretto dal maestro Riccardo Muti, con un’orchestra composta da musicisti dei tre paesi e alla presenza dei presidenti della Repubblica italiano, sloveno e croato.
 

 Il capo di Stato sloveno, Danilo Turk, e il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una veduta di Lubiana

 
L'interscambio commerciale
 
Roma, 17 gen - (Agenzia Nova) - Secondo i dati dell’Istituto per il commercio estero italiano del primo semestre del 2010, l’interscambio commerciale tra Italia e Slovenia è stato pari a 2.794 milioni di euro. Le esportazioni italiane sono ammontate a 1.682 milioni, le esportazioni slovene a 1.112 milioni. L’Italia resta stabile in seconda posizione dopo la Germania e prima dell’Austria, con un aumento dell’export verso la Slovenia del 12,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (1.491 nel primo semestre 2009). Le esportazioni italiane verso la Slovenia sono aumentate di 191 milioni di Euro; la quota di mercato dell’export italiano verso la Slovenia, invece, è rimasta invariata (18 per cento). Nel primo semestre del 2010 le esportazione slovene verso l’Italia sono aumentate del 19,4 per cento (passando da 931 a 1.112 milioni di euro). Il saldo della bilancia commerciale slovena è stato negativo anche nel primo semestre del 2010 (- 570 milioni di euro).  

 

 
La questione delle minoranze
 

Roma, 17 gen - (Agenzia Nova) - Nel loro incontro, il capo dello stato italiano e quello sloveno hanno infine affrontato lo spinoso tema delle minoranze: quella italiana in Slovenia e quella slovena in Italia, che rappresenta la più numerosa minoranza linguistica nel nostro paese. “Il supporto finanziario al mondo della scuola non va ridotto”, ha detto il presidente Turk. “È un principio espresso in modo pratico nelle leggi finanziarie italiane e slovene. È nostro desiderio che in futuro sia rispettato il principio del bilinguismo per cui è possibile fare di più”, ha aggiunto il capo di Stato sloveno.

 

Da parte sua, il presidente Giorgio Napolitano ha fatto riferimento alla legge 38, del 23 febbraio 2001, che stabilisce la tutela della minoranza linguistica slovena in Friuli-Venezia Giulia. “Penso che iniziative specifiche per valorizzare il decimo anniversario della legge di tutela - ha detto il presidente - possano essere rapidamente messe in cantiere e collegate con tutte le altre dimensioni della presenza degli italiani in Slovenia e degli sloveni in Italia”.