Ministeriale a Zagabria

 
Roma e Zagabria sempre più vicine
 
Zagabria, 15 set - (Agenzia Nova) - Si è conclusa con la firma di una dichiarazione congiunta tra il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, e il suo omologo croato, Gordan Jandrokovic, la seconda riunione del Comitato di coordinamento dei ministri dei due paesi svoltasi oggi a Zagabria, cui hanno partecipato tra gli altri il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan e il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli.
 
E' stato firmato anche un Memorandum di intesa nel settore dell'agricoltura e dello sviluppo rurale. "L'Italia crede che la Croazia possa con successo firmare il trattato di adesione (all'Unione europea, ndr) entro la prima metà del 2011, in modo che il 2012 sia l'anno dell'ingresso della Croazia nella famiglia dell'Ue", ha detto Frattini. "La firma del memorandum di oggi tra l'Italia e la Croazia rafforza il rapporto tra i nostri due Paesi", ha detto Galan. "Il fatto che la Croazia sia paese candidato ad entrare nella famiglia europea", ha proseguito il ministro dell'Agricoltura, "ci pone nelle condizioni di rafforzare la nostra partnership e di mettere a disposizione della Croazia la nostra esperienza in agricoltura e nello sviluppo rurale, principale pilastro della Politica agricola comune".
 
Nella dichiarazione congiunta - oltre a un lungo riferimento del già citato sostegno dell'Italia al percorso europeo della Croazia - è stato concordato di "continuare le regolari consultazioni su questioni europee ed internazionali di comune interesse", in particolare nei settori dei trasporti e delle infrastrutture, dell'agricoltura e nell'industria alimentare, nel campo degli investimenti, dell'energia, dell'ambiente, del turismo, della cultura, dell'educazione e della scienza. E' stato inoltre stabilito che la prossima riunione del Comitato di coordinamento dei ministri tra i due paesi si terrà in Italia nei primi mesi del 2011.
 
Resta tuttavia aperta la questione degli indennizzi degli esuli italiani in Croazia. Frattini ha "apprezzato i recenti sviluppi, anche a livello costituzionale" nell'approccio del governo croato nei confronti della minoranza italiana (oltre diecimila persone), ed ha ascoltato con attenzione le spiegazioni sull'attuazione della decisione della Corte suprema croata, che lo scorso agosto ha confermato la validità della legge che garantisce pari trattamento a cittadini croati e stranieri nella restituzione dei beni nazionalizzati in epoca comunista. La legislazione esclude però gli indennizzi che ricadono sotto i trattati internazionali. Secondo l'Unione degli Istriani (organizzazione in difesa degli esuli provenienti dalla ex "Zona B" del Territorio libero di Trieste) questi indennizzi ammontano a 93 milioni di dollari. "Il mio auspicio - ha detto Frattini - è che le richieste pendenti, a suo tempo accantonate per la nazionalità dei richiedenti, possano essere esaminate alla luce di questa decisione che ha caratteristiche molto chiare".
 

 La premier croata, Jadranka Kosor

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 Zagabria, i tetti del centro storico

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La questione dei beni degli esuli
 

Zagabria, 15 set - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha "apprezzato i recenti sviluppi, anche a livello costituzionale", nell'approccio del governo della Croazia nei confronti della minoranza italiana, garantendo che l'Italia "non diminuirà i flussi di finanziamento" alla comunità croata presente in Molise. Nel corso della visita di oggi a Zagabria, il capo della diplomazia italiana ha detto di aver ascoltato con attenzione le spiegazioni sull'attuazione della decisione della Corte suprema croata, che nello scorso agosto ha confermato la validità della legge del 1996 che garantisce pari trattamento a cittadini croati e stranieri nella restituzione dei beni nazionalizzati in epoca comunista. La nostra attesa - ha detto il ministro Frattini - è per una piena attuazione della decisione ed il mio auspicio è che le richieste pendenti, a suo tempo accantonate per la nazionalità dei richiedenti, possano essere esaminate alla luce di questa decisione che ha caratteristiche molto chiare".

La legislazione esclude tuttavia gli indennizzi che ricadono sotto i trattati internazionali. In particolare, sotto il Trattato di Osimo del 1975 e il Trattato di pace di Roma del 1983, firmati dall'Italia con l'allora Repubblica socialista federativa di Jugoslavia. Come si legge nell'articolo 4 del Trattato di Osimo, i due governi si sono impegnati a concordare "l'indennizzo globale e forfettario (...) equo ed accettabile dalle due parti, dei beni, diritti ed interessi delle persone fisiche e giuridiche italiane". Con l'Accordo di Roma del 1983, l'Italia ha concesso i beni degli esuli in cambio di un indennizzo pari a 21 centesimi di dollaro al metro quadrato. In totale la Jugoslavia si era impegnata a pagare 110 milioni di dollari in 13 rate annuali, di cui solo due sono state pagate in seguito alla disgregazione del regime comunista. Secondo l'Unione degli Istriani (organizzazione in difesa degli esuli provenienti dalla ex "Zona B" del Territorio libero di Trieste), lo scoperto del debito della Croazia nei confronti dell' Italia ammonta a 93 milioni di dollari. Il ministero della Giustizia della Croazia, in collaborazione col quello italiano, dovranno ora riesaminare le domande di restituzione alla luce della sentenza della Corte suprema, cercando di trovare una soluzione al problema degli indennizzi dovuti da Croazia (e Slovenia) per i beni nazionalizzati nella ex Zona B.

La minoranza italiana in Croazia conta in tutto 10.600 persone, lo 0,28 per cento della popolazione. E' costituzionalmente riconosciuta e ha diritto al doppio voto: è possibile cioè votare sia alle elezioni politiche nazionali croate, sia per il seggio riservato alla minoranza italiana, attualmente occupato da Furio Radin. Il governo croato ha leggermente ridotto i finanziamenti alla minoranza, che nel 2009 sono ammontati a circa 1,4 milioni di euro. Da segnalare che si registrano persistenti difficoltà per l' apertura di un asilo italiano a Zara. Per il 2010 i finanziamenti complessivi del ministero degli Esteri italiano in favore della minoranza italiana in Croazia e Slovenia ammontano complessivamente a 6,9 milioni di euro (nel 2009 erano cinque milioni).

 

 Il ministro degli Esteri croato, Gordan Jandrokovic

 
Roma primo partner commerciale di Zagabria
     

Zagabria, 15 set - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, nell'incontro di oggi a Zagabria con il suo omologo croato, Gordan Jandrokovic, ha affermato che "l'Italia è il primo partner commerciale della Croazia, e vuole mantenere e migliorare la sua posizione". Il ministro ha quindi sollecitato le grandi imprese italiane a sfruttare le opportunità d'investimento in Croazia, seguendo in questo le numerosissime piccole e medie imprese presenti nel paese balcanico.Oltre a essere il primo partner commerciale della Croazia, l'Italia è anche il primo esportatore ed il primo mercato di sbocco per i prodotti croati. Nel 2009 l'interscambio commerciale bilaterale, pari a 3,626 miliardi di euro, ha determinato un saldo attivo per l'Italia di 894 milioni di euro. Le esportazioni italiane hanno raggiunto il valore di 2,260 miliardi di euro (-27,7 per cento rispetto al 2008), le importazioni sono risultate pari a 1,366 miliardi di euro (-1,2 per cento). Secondo i dati provvisori, nel primo semestre 2010 l'interscambio commerciale, pari a 1,719 miliardi di euro, ha determinato un saldo a favore dell' Italia di 327 milioni di euro. In base ai dati della Banca nazionale croata, nel periodo fra il 1993 ed il settembre 2009 l'Italia si colloca all' ottavo posto tra i paesi investitori, con 991,3 milioni di euro pari al 4,2 per cento circa del totale degli investimenti diretti esteri in Croazia. Tuttavia, la consistenza degli investimenti diretti italiani è sottostimata dalle statistiche ufficiali croate che non considerano gli investimenti effettuati tramite triangolazioni finanziarie.

Nel periodo in esame l'ammontare degli investimenti esteri diretti italiani raggiungerebbe i 2 miliardi di dollari, ovvero oltre il 10 per cento dello stock totale degli investimenti esteri diretti in Croazia. In occasione della missione del 12 ottobre 2009 a Zagabria del vice-ministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, quale seguito concreto della Dichiarazione congiunta del primo luglio 2009 (prima riunione del Comitato di coordinamento dei Ministri di Italia e Croazia) e al fine di favorire gli investimenti produttivi delle pmi italiane, è stato istituito un Foro Economico italo-croato con lo scambio di punti di contatto fra i rispettivi ministeri dello sviluppo economico. La Croazia e l'Italia fanno parte inoltre dell' Iniziativa centro europea (Ince) e sono membri altresì dell'Iniziativa Adriatico-ionica (Iai) fin dalla sua istituzione nel 2000. La Croazia intravede nell'Ince e nella Iai uno strumento di sostegno all'integrazione europea dei paesi dei Balcani occidentali con un "valore aggiunto" alle politiche comunitarie nell' area, grazie anche alla composizione delle due Iniziative. Nove paesi Ince sono infatti membri dell'Unione europea e sei sono candidati o potenziali candidati in diversi stadi nel processo di adesione, mentre della Iai tre paesi sono membri dell'Unione europea, (quattro qualora si consideri la prossima auspicata adesione della stessa Croazia).

 

 Frattini e il ministro degli Esteri croato, Gordan Jandrokovic

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