Jeremic a Roma

Frattini: al più presto Belgrado nell'Ue
 
Roma, 14 set - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha incontrato oggi alla Farnesina, a Roma, il suo omologo serbo, Vuk Jeremic, con il quale ha parlato delle aspirazioni europee di Belgrado, dicendosi fiducioso nella possibilità che "l'Europa esamini al più presto la domanda di candidatura serba" e "possa adottare questa decisione politica" nel mese di ottobre. Frattini ha prima di tutto elogiato "l'atteggiamento flessibile e strategico" mostrato da Belgrado all' Assemblea generale dell' Onu che ha adottato la risoluzione sul Kosovo concordata dalla Serbia con l'Ue, ricordando come Jeremic sia tornato da poco proprio da New York, dove è stata approvata la risoluzione. 

Il titolare della Farnesina ha detto di apprezzare in particolar modo il fatto che la Serbia abbia deciso di "dare priorità alla sua vocazione europea, nonostante un tema così sensibile dal punto di vista nazionale come quello del Kosovo. Ci saremmo aspettati - ha continuato - che la domanda di candidatura serba fosse sul tavolo all' ultimo consiglio informale dei ministri degli Esteri comunitari (la scorsa settimana) ma ciò sfortunatamente non è accaduto. Ora in ogni modo - ha aggiunto Frattini - bisogna fare tutto il possibile perché l'Ue prenda in esame la domanda serba nel mese di ottobre, al prossimo Consiglio dei ministri europeo, e perché la Commissione adotti quella decisione politica il prima possibile". Frattini ha inoltre sottolineato come l'Italia sia "il migliore amico della Serbia tra i paesi europei" e come "sostenga fortemente" la sua candidatura per l'ingresso nell' Unione. "Ottobre è vicino - ha aggiunto il ministro - e siamo speranzosi che entro quella data l'Ue riconosca la profonda vocazione europea della Serbia". Il capo della diplomazia italiana ha quindi elogiato "la vocazione europea dimostrata dal presidente (serbo Boris) Tadic", affermando che la Serbia ha agito molto bene in termini europei".

Secondo quanto affermato dall'ambasciatrice serba a Roma, Sanda Raskovic-Ivic, in un colloquio con "Nova", la "vera discussione" sulla domanda di candidatura della Serbia è prevista per il 25 ottobre. "Nel frattempo dobbiamo tutti operare su questo - ha detto la Raskovic-Ivic - e superare la riluttanza di alcuni paesi alla candidatura serba, prima fra tutti la Germania, che non è anti-serba ma ritiene prioritario il rafforzamento politico dell'Ue rispetto all'allargamento". Frattini e Jeremic hanno annunciato comunque che, prima del Consiglio europeo del mese prossimo, il 13 e il 14 ottobre si svolgerà un importante vertice inter-governativo italo-serbo, cui parteciperanno esponenti di entrambi gli esecutivi. In quell'occasione si terrà anche un business council, alla presenza di numerosi imprenditori. "Ci aspettiamo importanti accordi durante il 'business council' che si terrà a Belgrado", ha detto Jeremic, aggiungendo che c'è "una buona intesa tra Italia e Serbia". "L'Italia ha dimostrato un'inequivocabile sostegno al percorso di integrazione della Serbia nell'Ue - ha detto ancora Jeremic - e siamo fiduciosi che possa continuare a contribuire allo sviluppo del nostro paese anche dal punto di vista economico". Jeremic ha concluso quindi che al vertice di ottobre a Belgrado si parlerà anche di sicurezza e della cooperazione bilaterale nella lotta alla criminalità organizzata.
 

Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, con il ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, a Bruxelles nel 2007

 

Jeremic incontra Fassino
 
Roma, 14 set - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri della Serbia, Vuk Jeremic, ha incontrato questa mattina Piero Fassino, presidente del Forum Esteri del Partito democratico (Pd). Lo riferisce l'ufficio stampa del Pd in un comunicato. Tema principale dell'incontro la prospettiva europea dei Balcani e la situazione del Kosovo. "Accelerare l`integrazione europea dei Balcani occidentali - ha detto Fassino - è la scelta essenziale e necessaria per dare compimento all`impegno di stabilizzazione della regione. Ed è anche il modo utile per sollecitare i paesi e i popoli della regione a risolvere i loro conflitti sulla base di soluzioni negoziate e condivise".  

 

 
I rapporti economici tra l'Italia e la Serbia
     
Roma, 14 set - (Agenzia Nova) -  Nel 2009 l'Italia è risultata il terzo partner commerciale della Serbia, dietro a Russia e Germania. I dati del 2009 risentono peraltro della difficile congiuntura economica mondiale, con una flessione del 23,2 per cento delle esportazioni italiane e del 25,5 per cento delle importazioni. Va notato però che l'Italia è riuscita nello stesso anno ad aumentare la propria quota nel mercato serbo, raggiungendo il 9,8 per cento, a fronte del 9,5 raggiunto nel 2008. I settori prioritari della cooperazione bilaterale sono l'energia, con i progetti di sfruttamento idroelettrico sulla Drina e sull'Ibar; le infrastrutture, con le prospettive d' investimento per l'ammodernamento delle reti stradali, ferroviarie e aeroportuali; e infine il settore automobilistico, con l'importante investimento realizzato dal gruppo Fiat a Kragujevac. In quella città Fiat sta realizzando un polo automobilistico nell'area degli storici impianti industriali Zastava, in base al memorandum d'intesa firmato con il governo serbo il 30 aprile dello scorso anno, con cui è stata creata una società mista: 70 per cento Fiat e 30 per cento Belgrado. L'investimento complessivo nel progetto è di circa 700 milioni di euro, cui il governo serbo contribuisce con un capitale iniziale di 50 milioni e con circa 150 milioni in incentivi e sussidi, quali contributi diretti, esenzioni fiscali e altre agevolazioni. Agli incentivi statali si affiancano agevolazioni a livello locale, previste in un accordo firmato con il comune di Kragujevac lo scorso 6 maggio, che prevede l'esenzione per la Fiat dai dazi e dalle tasse locali per un periodo di dieci anni. La città, inoltre, concederà gratuitamente i terreni per gli eventuali ampliamenti. 

Oltre a Fiat, vi sono circa 200 aziende italiane presenti in Serbia, per un giro d'affari e un numero di addetti stimati rispettivamente intorno a circa 2 miliardi di euro e a circa 18 mila unità. Il numero di aziende italiane che hanno delocalizzato in Serbia negli ultimi anni è quasi triplicato. Nel quadro del processo di privatizzazione, le aziende italiane figurano al secondo posto per numero d'imprese acquistate. Nel settore finanziario, con gli investimenti di Intesa-SanPaolo, UniCredit e Findomestic, le banche italiane contano oggi su una quota di mercato di circa il 25 per cento dell' intero settore bancario serbo. Quanto al settore assicurativo, il gruppo Generali ha acquistato nel 2006 il 50 per cento della Delta Osiguranje, primo gruppo assicurativo privato e terzo operatore del mercato, mentre la Fondiaria-Sai nel 2007 ha acquistato in fase di privatizzazione la compagnia statale Ddor di Novi Sad che, con una quota di mercato del 30 per cento, è la seconda società assicuratrice in Serbia. La quota complessiva di mercato controllata dalle aziende italiane è intorno al 44 per cento.
 

L'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ed il ministro dell'Economia serbo; Mladan Dinkic