Forum euro-mediterraneo

Verso un'area di libero scambio per il Mediterraneo
 
Milano, 13 lug - (Agenzia Nova) - Si è conclusa oggi a Milano la seconda edizione del Forum economico e finanziario per il Mediterraneo. Come già l'anno scorso, l'appuntamento si è tenuto nella cornice di tre palazzi di piazza Affari e ha visto la partecipazione di centinaia di rappresentanti istituzionali ed economici di tutta l'area del bacino mediterraneo, dai padroni di casa italiani agli ospiti proveniente dal nord Africa al Medio Oriente ai Balcani. Una due giorni di incontri suddivisi per aree tematiche, tutte incentrate sulla cooperazione internazionale e sulle possibilità di business per le imprese tra i vari paesi della zona, dal settore dell'energia a quello delle infrastrutture.

Nel suo intervento il premier, Silvio Berlusconi, ha incoraggiato gli imprenditori autoctoni a rivolgersi al bacino mediterraneo per investire, assicurando che “il governo è ad assoluta disposizione di ogni singolo imprenditore che abbia bisogno di aiuto per lavorare in questi e altri paesi. Ai nostri imprenditori, che tante volte ho chiamato 'capitani coraggiosi', voglio dire che possono guardare con fiducia al futuro: il mondo è il nostro mercato, ed è un mercato che si schiude ai prodotti delle aziende italiane”. Proprio a vantaggio delle imprese è emersa, come tema chiave di questa edizione del Forum, la volontà di creare una zona di libero scambio commerciale per tutta l'area mediterranea, ipotesi caldeggiata particolarmente dal vice presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, e dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e a sua volta rilanciata dal Ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha rilanciato la proposta di una “banca Mediterranea” per dare un seguito al “processo iniziato ma mai portato a termine con la conferenza di Barcellona del 1995”.
  Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi

 

Quadrino (Edison): l'Ue incentivi lo sfruttamento energetico
 

Milano, 13 lug - (Agenzia Nova) - Rivedere le direttive europee sulla green economy per incentivare lo sfruttamento energetico in Albania e nei Balcani. Lo ha chiesto Umberto Quadrino, Ceo di Edison, al Forum economico e finanziario per il Mediterraneo che si è concluso oggi a Milano: "L'Albania ha grandi risorse sfruttabili per la produzione di energia idroelettrica - ha detto Quadrino -, ma per com'è concepita oggi la direttiva sulle fonti rinnovabili, alle imprese italiane difficilmente conviene un investimento di questo tipo perché la produzione di energia da fonti rinnovabili viene 'conteggiata' al paese che la produce solo se le infrastrutture sono in patria, oppure se sono all'estero ma collegate fisicamente al paese patrio".

Il riferimento è al "pacchetto energia" detto 20-20-20, che prevede cioè entro il 2020 l'abbattimento a livello europeo del 20 per cento delle emissioni di anidride carbonica e la provenienza in media del 20 per cento dell'energia prodotta da fonti rinnovabili. "C'è una disparità di trattamento - ha detto però Quadrino - perché se l'Italia contribuisce ad abbattere l' emissione di CO2 in altri paesi, ad esempio diminuendo gli agenti inquinanti delle sue imprese all' estero, questo abbattimento viene conteggiato per la valutazione degli obiettivi europei. Se invece le imprese italiane investono, ad esempio, nell'energia idroelettrica albanese, devono anche farsi carico del collegamento infrastrutturale con l'Italia perché questo sforzo sia tenuto in considerazione. E' un sistema che va rivisto, sia nell'ottica di tutelare l'ambiente, sia nell'ottica di favorire l'internazionalizzazione delle imprese".

  L'interno di una centrale idroelettrica Edison
 
Albania: l'Europa acceleri la realizzazione del corridoio 8
 
Milano 13 lug - (Agenzia Nova) - "Serve un intervento forte per rimettere in moto il progetto del Corridoio 8, che negli ultimi anni è andato troppo a rilento. E' un'opera di grande importanza ma finora, purtroppo, non si è fatto granché". Lo ha detto a Milano Sokol Olldashi, ministro per i Trasporti e i Lavori pubblici dell'Albania, auspicando anche che "il Forum per il Mediterraneo (che si è concluso oggi nel capoluogo lombardo) sia proprio l'occasione per rilanciare la cooperazione dei paesi coinvolti nella realizzazione del Corridoio 8. Noi - ha continuato Olldashi - lavoriamo abitualmente con l'Italia, con la Bulgaria e la Fyrom, ma sul Corridoio finora tutti i paesi si sono occupati ciascuno del proprio lato. C'è bisogno di un incontro per rilanciare questo progetto, il cui accordo risale addirittura al 1991 e che interessa due stati europei e altri due che sono alle porte dell'Europa".

L'Albania, ha ricordato Olldashi, ha un grande bisogno di infrastrutture, specialmente se si tiene conto che "è uno dei paesi del mondo che meglio ha resistito alla crisi: nel 2009 ha avuto una crescita del Pil del 3,6 per cento e una crescita del 72 per cento nelle esportazioni nel primo trimestre del 2010. Il nostro è un paese nel quale una nuova azienda si registra nel giro di sessanta minuti al costo di un solo euro, ha grandi agevolazioni fiscali per gli investitori esteri, specialmente nel campo dell'energia, ed è anche uno dei paesi con la minor pressione fiscale del mondo. Stiamo investendo nelle infrastrutture, i nostri aeroporti stanno crescendo e sono in fase di realizzazione alcuni progetti come la nuova autostrada per Skopje, ma il Corridoio 8 potrebbe dare un'ulteriore grande slancio allo sviluppo economico del paese e di tutti quelli che ne beneficerebbero".
  IIl ministro dei Trasporti albanese, Sokol Olldashi
 
Croazia, trasporto marittimo, ambiente e pmi nostre priorità
 

Milano, 13 lug - (Agenzia Nova) - Sviluppare il trasporto marittimo, aiutare gli investimenti esteri e le piccole e medie imprese locali e specializzarsi nella tutela dell'ambiente. Con un obiettivo, a lato: entrare nell'Unione europea entro il 2012. E' questa la sintesi fatta da Andrej Plenkovic, segretario di Stato per l'Integrazione europea della Croazia, al termine del Forum per il Mediterraneo a Milano. "Dubrovnik (Ragusa) - ha aggiunto Plenkovic - è già sede di un'importante conferenza sull' ambiente e sullo sviluppo sostenibile". Resta ovviamente il lungo processo per entrare a far parte dell'Unione: "La nostra impressione - ha detto ancora il segretario croato - è che negli ultimi tempi la discussione internazionale sia stata in qualche modo sopraffatta dalla questione mediorientale. Ciononostante siamo ai passi finali per poter ottenere l'ammissione in Europa, puntiamo a chiudere i negoziati entro 6-9 mesi e a diventare ufficialmente il 28esimo membro dell'Unione europea nel 2012". Un ingresso, quello della Croazia, che secondo Plenkovic gioverebbe a tutta l'Unione: "E' sotto gli occhi di tutti - ha detto - come l'Europa abbia subito dei duri colpi, prima con la crisi istituzionale, dopo l'esito del referendum in Francia e nei Paesi Bassi, e poi con la crisi economica che ha coinvolto tutto il mondo. E' un momento difficile, serve dare un segnale di ripresa: l'Europa deve continuare ad avere una forte attrattività anche per quei paesi, come la Croazia, che stanno per entrare".

  Il centro storico di Dubrovnik (Ragusa)