La Conferenza di Sarajevo

Il futuro dei Balcani è nell'Ue
 
Sarajevo, 2 giugno - (Agenzia Nova) -  Si è tenuta oggi a Sarajevo, la conferenza Ue-Balcani occidentali, storico incontro che riunisce i ministri degli Esteri dei 27 stati membri dell'Ue, dei paesi della regione (Albania, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Fyrom, Kosovo, Montenegro e Serbia), nonché di Russia, Turchia e Stati Uniti. Oltre al ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, che ha promosso la Conferenza, erano presenti anche l'Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera e di difesa, Catherine Ashton, e il commissario per l'Allargamento, Stefan Fuele. Per la prima volta nella storia, i rappresentanti di Belgrado e Pristina, rispettivamente i ministri degli Esteri Vuk Jeremic e Skender Hyseni, si sono seduti allo stesso tavolo grazie al formato Gymnich, che indica i nomi dei partecipanti anziché dei paesi. Il programma ha previsto una sessione plenaria nel parlamento bosniaco, aperta alla partecipazione di Russia, Turchia e Usa, dedicata alle sfide attuali e alle prospettive future del processo d'integrazione dei Balcani occidentali nell'Unione europea. E' seguita poi una sessione ristretta alla quale hanno preso parte solo gli stati membri dell'Ue e i paesi dei Balcani, dove è stata presentata la dichiarazione finale. Successivamente si è tenuta la conferenza stampa della presidenza di turno dell'Ue, presieduta dal ministro degli Esteri spagnolo, Angel Moratinos, dall'Alto rappresentante Ashton, dal commissario Fuele e dal ministro degli Esteri della Bosnia-Erzegovina, Sven Alkalaj. L'obiettivo della conferenza era chiaro la: piena adesione dei paesi dell'area all'Unione europea.
 
Nella dichiarazione finale del vertice si riconosce quindi "un inequivocabile impegno verso la prospettiva europea dei paesi dei Balcani occidentali, essenziale per la stabilità e lo sviluppo della regione" e si riconosce che sono stati fatti "importanti progressi nelle riforme politiche ed economiche", ma si sottolinea che "i paesi dei Balcani occidentali devono intensificare il loro impegno per soddisfare pienamente i criteri necessari e raggiungere le condizioni poste nel loro percorso verso l'integrazione europea". Le maggiori sfide della regione riguardano le riforme legislative e amministrative, così come quelle giudiziarie e la lotta contro la corruzione e il crimine organizzato: "Sono questioni chiave per il funzionamento della democrazia e dell'economia", si legge nella dichiarazione. Altre priorità riguardano il "completamento del processo per un ritorno sostenibile dei rifugiati" e i "problemi della libertà di espressione e di stampa". Il Consiglio di cooperazione regionale, organismo per migliorare l'integrazione euro-atlantica del sud-est Europa, "deve migliorare la sua efficienza implementando una strategia basata sui risultati che fisserà delle chiare linee di priorità d'azione", in modo che "possa provvedere a gettare le basi per snellire le varie iniziative della regione".
  Il ministro degli Esteri della Spagna, Miguel Angel Moratinos, quello della Croazia, Gordan Jandrokovic, e il commissario all'Allargamento, Stefan Fuele

 

Il nodo del Kosovo
 

Sarajevo, 2 giugno - (Agenzia Nova) - L'incontro ministeriale Ue-Balcani Occidentali a Sarajevo ha rappresentato un passaggio importante ai fini della stabilizzazione del Kosovo e dell'intero scacchiere regionale. Gli organizzatori della conferenza hanno rispettato le condizioni poste dalla Serbia, affinché i rappresentanti del Kosovo fossero inseriti nella delegazione dell'Unmik - la missione Onu nell'ex provincia jugoslava. La presenza dei delegati del Kosovo è stata garantita in conformità con la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. Le trattative sul formato della partecipazione del Kosovo alla conferenza, secondo alcune fonti, sarebbero durate fino a tarda notte. Alcuni paesi avrebbero infatti esercitato pressioni affinché il responsabile dell'Unmik - l'ambasciatore italiano Lamberto Zannier - non prendesse la parola, o non fosse addirittura fisicamente presente alla conferenza. La delegazione serba è tuttavia "riuscita ad assicurare il rispetto della risoluzione 1244", in modo che il Kosovo non fosse presente come paese indipendente.

Il governo di Pristina, da parte sua, ha ribadito, al termine della conferenza, che "l'indipendenza del Kosovo non sarà e non può essere oggetto di discussione". Lo ha detto il ministro degli Esteri di Pristina, Skender Hiseni, aggiungendo però che "il Kosovo è pronto a parlare con i rappresentanti della Serbia delle questioni pratiche d' interesse comune (...). Questi colloqui - ha precisato il ministro - si potranno svolgere esclusivamente su una base di parità, il che significa tra due stati indipendenti e sovrani". Hiseni ha poi sottolineato che alla conferenza di Sarajevo il Kosovo ha per la prima volta preso parte su una base di parità con tutti gli altri stati dei Balcani occidentali.

 

L'ambasciatore Lamberto Zannier

UN Photo/Mark Garten

 
Frattini esprime soddisfazione per il successo della Conferenza
 
Sarajevo, 2 giugno - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha espresso una "soddisfazione speciale" per il successo della conferenza Ue-Balcani occidentali "promossa dall'Italia un anno fa". Secondo Frattini l'Italia ha giocato un ruolo da protagonista nella conferenza che ha riunito i 27 pesi membri dell'Ue, i paesi dei Balcani occidentali più Russia, Usa e Turchia: "Come non sempre accade - ha sottolineato il capo della diplomazia italiana - tutti, dalla presidenza europea a Catherine Ashton, alla Commissione e alla presidenza della Bosnia Erzegovina, hanno pubblicamente ringraziato me personalmente per questo impegno, ma direi l'Italia per aver riproposto i Balcani nell'agenda politica europea". Il ministro ha sottolineato l'importanza della contemporanea presenza allo stesso tavolo dei rappresentanti di Kosovo e Serbia, seppure nella formula Gymnich: "Questo risultato l'abbiamo raggiunto con un po' di fantasia, ma il senso politico è che Kosovo e Serbia hanno simbolicamente ripreso a parlarsi allo stesso tavolo", ha detto Frattini, augurandosi che questo sia l'inizio di un nuovo "dialogo bilaterale".
 
Il capo della diplomazia italiana ha evidenziato gli enormi progressi compiuti rispetto a un decennio fa: "Dieci anni nella storia sono molto pochi, qualcuno mi ha detto che 15 anni fa qui ci avrebbero cannoneggiato e sparato con i cecchini, mentre oggi siamo qui a parlare di prospettiva europea". Un importante elemento politico, secondo il ministro, è l'aver marcato alcuni obiettivi concreti: "la liberalizzazione di visti e l'inizio dell'esame di tutte le domande d'adesione pendenti". Il titolare della Farnesina ha ammesso che "vi sono riserve, tedesche in particolare, sul carattere politico anche della semplice trasmissione dei dossier d'adesione agli uffici della Commissione europea". Secondo Frattini si tratterebbe solo di un adempimento tecnico e non politico, "ma è evidente che la Commissione può e deve esercitare la sua azione politica e con lei l'Alto rappresentante (per la politica estera e di sicurezza comune, Lady Catherine Ashton), affinché prima dell'estate tutte le domande di applicazione comincino ad essere esaminate". A mancare all'appello è però quella di Belgrado: "Mi auguro che per la Serbia avremo la ratifica dell'Accordo di stabilizzazione e associazione per l'inizio dei lavori sul dossier". Frattini ha precisato però che la trasmissione dei documenti a Bruxelles "non vuol dire riconoscere lo status di candidato, ma iniziare il lavoro tecnico di preparazione del dossier". Il ministro ha detto infine di sperare che la disputa sul nome tra Skopje e Atene - che impedisce il proseguimento del processo di adesione all'Ue dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) - "possa essere risolta bilateralmente con la Grecia, rimuovendo questo ulteriore ostacolo all'inizio dei negoziati".
  Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini

 
Moratinos: impegno e responsabilità per l'integrazione dei Balcani
 

Sarajevo, 2 giugno - (Agenzia Nova) - La conferenza Ue-Balcani occidentali conclusa oggi a Sarajevo ha prodotto "risultati pienamente positivi" e si è svolta all’insegna della "responsabilità e dell’impegno": lo ha detto nel corso della conferenza stampa finale Miguel Angel Moratinos, il ministro degli Esteri della Spagna, paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione Europea. "Penso che l’Ue e i Balcani occidentali abbiano stretto un ‘new deal’, un accordo per un futuro di speranze, di pace e di piena integrazione europea", ha detto Moratinos riferendosi alla dichiarazione finale della presidenza spagnola, "la gente di Sarajevo, della Bosnia-Erzegovina, dei Balcani occidentali e dell’Ue deve essere soddisfatta".

 

Il ministro spagnolo ha sottolineato i recenti progressi realizzati nella regione: "Gli ultimi 5-6 mesi nei Balcani occidentali sono stati i più pacifici, produttivi e promettenti della storia". Moratinos si è soffermato su due parole in particolare: impegno e responsabilità. "Se dovessi definire il risultato della conferenza userei due parole: impegno e responsabilità. Impegno di tutti i partner per lavorare verso la piena riconciliazione e un futuro migliore. Responsabilità di tutti i partner per produrre i risultati che stiamo cercando di raggiungere". Il ministro spagnolo ha spiegato che l'impegno si esercita su tre piani: "Il primo riguarda l'Ue, che lavorerà il più velocemente possibile per dare alla prospettiva europea un buon risultato. Il secondo - ha continuato Moratinos - riguarda l'impegno dei Balcani occidentali ad attuare le riforme interne per prepararsi ed essere in condizione di entrare nell'Ue. Il terzo impegno riguarda la comunità internazionale nell'accompagnamento al processo di riconciliazione. Dobbiamo ringraziare i rappresentati di Stati Uniti, Tuchia e della Federazione Russa". Per quanto riguarda la questione dei visti di Albania e Bosnia-Erzegovina, "abbiamo accolto favorevolmente l'intenzione dell' Unione europea di estendere la liberalizzazione dei visti a tutta la gente dei Balcani occidentali".

  Il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos
 
La liberalizzazione dei visti per i cittadini albanesi
 

Sarajevo, 2 giugno - (Agenzia Nova) - La liberalizzazione dei visti per i cittadini dell'Albania potrebbe essere una realtà già prima dell'inverno: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, a margine della conferenza ministeriale Ue-Balcani occidentali tenuta a Sarajevo. "Dopo la pubblicazione dei documenti della Commissione europea - ha detto Frattini - penso che sia possibile avere la liberalizzazione dei visti per l'Albania prima dell'inverno". Il capo della diplomazia italiana ha sottolineato che il successo del processo dipende da criteri tecnici e non è una questione politica: "Abbiamo deciso di porre alcuni criteri tecnici da raggiungere, ma se le condizioni saranno soddisfatte non dovrebbero esserci ulteriori ostacoli politici". Per quanto riguarda la Bosnia-Erzegovina, paese per il quale il Parlamento europeo ha espresso ieri parere positivo all'abolizione dei visti, Frattini ha detto di sperare che "molto presto" sarà istituito "un rappresentante speciale europeo". Il ministro ha detto di essere favorevole a un "ulteriore coinvolgimento europeo nella regione, che è dimostrato dall' impegno politico preso da Cathreine Ashton e Stefan Fuele", rispettivamente Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera e di sicurezza comune, e commissario europeo all'Allargamento.    

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