Iniziativa adriatico-ionica

 
Iai: i ministri degli Esteri firmano la dichiarazione di Ancona
 
Ancona, 5 mag - (Agenzia Nova) - Si è concluso oggi ad Ancona il XII Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Iniziativa adriatico-ionica (Iai), presieduto dal titolare della Farnesina, Franco Frattini, alla presenza degli omologhi degli otto paesi membri. Nell'ambito della conferenza di Ancona, che segna il passaggio dalla presidenza italiana a quella montenegrina, i ministri degli Esteri degli stati membri hanno firmato una dichiarazione in cui per la prima volta si fa riferimento alla creazione di una macro-regione adriatico-ionica (che verrà presentata in sede europea). L'obiettivo è quello di farla approvare dall'Ue nel 2014, anno in cui Italia e Grecia avranno la presidenza di turno dell'Unione e in cui partirà il nuovo bilancio 2014-2019.

Nata nel 2000 per migliorare la collaborazione regionale, la Iai vede oggi fra i suoi membri tre paesi nell'Ue (Italia, Grecia e Slovenia), oltre alla Croazia, che è ormai prossima all'ingresso nell'Unione, e quattro paesi che vorrebbero accedervi: Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia. Al consiglio ministeriale di Ancona, città che dieci anni fa diede i natali alla Iai, hanno partecipato il ministro degli Esteri dell'Albania, Ilir Meta, quello della Bosnia-Erzegovina. Sven Alkaj, della Croazia. Gordan Jandrokovic, del Montenegro, Milan Rocen, della Serbia, Vuk Jeremic, della Slovenia, Samuel Zbogar, mentre a fare le veci della Grecia è il vice ministro degli Esteri, Spyros Kuvelis. Presenti anche il presidente della regione Marche, Mario Spacca, e Sarunas Adomavicius, vice ministro degli Esteri della Lituania, paese che presiede la presidenza di turno della Strategia Ue per il Mar Baltico, prima macro-regione riconosciuta dai 27 membri dell'Unione.
 

(Da destra) il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini,  il governatore della regione Marche, Gian Mario Spacca, e il ministro degli Esteri montenegrino, Milan Rocen

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La dichiarazione della Iai
 

Ancona, 5 mag - (Agenzia Nova) - Nella dichiarazione della Iai approvata oggi al XII Consiglio adriatico ionico di Ancona, i rappresentanti di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia sottolineano "la necessità di accelerare" il processo di adesione all'Ue "attraverso passi concreti verso la liberalizzazione dei visti per Albania e Bosnia-Erzegovina" e accolgono "il prossimo incontro ministeriale Ue-Balcani occidentali che si terrà il 2 giugno a Sarajevo come un'opportunità unica per riaffermare le prospettive Ue della regione". Nel documento i paesi membri auspicano "che l'area adriatico-ionica possa sviluppare e beneficiare in futuro di politiche simili" a quella della macro-regione del Mar Baltico, l'unica finora riconosciuta dall'Ue, e a quella in fase di costruzione dei paesi del Danubio, "attraverso la creazione di una strategia Ue per la regione adriatico-ionica". Gli otto paesi accolgono con favore "la stesura di un protocollo di cooperazione per le piccole e medie imprese, per il patrimonio archeologico sottomarino, per lo sviluppo del turismo nel bacino adriatico-ionico, così come il rafforzamento della cooperazione nello sviluppo delle aree rurali". La dichiarazione prende nota "delle opinioni espresse negli incontri del Comitato degli ufficiali anziani durante la presidenze italiana riguardo l'uso appropriato di meccanismi di cooperazione per il raggiungimento delle priorità nei settori di interesse comune". Priorità che riguardano piccole e medie imprese, trasporti marittimi, turismo, cultura, università, ambiente, lotta agli incendi, agricoltura e sviluppo rurale.

 

Il ministro degli Esteri greco, Spyros Kuvelis, (a sinistra) e il ministro degli Esteri croato, Gordan Jandrokovic

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Frattini rilancia la cooperazione tra Italia e Balcani
     

Ancona, 5 mag - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha auspicato il lancio di "un nuovo strumento" per la cooperazione tra l'Italia ed i paesi della penisola balcanica: "Una strategia europea per l'Adriatico e lo Ionio". Aprendo il XII consiglio dell'Iniziativa adriatico-ionica (Iai), nel palazzo degli Anziani di Ancona, il capo della diplomazia italiana ha indicato come un obiettivo raggiungibile nel 2014 la creazione di una "macro-regione" adriatico-ionica riconosciuta come tale dall'Unione europea. "La Grecia, la Slovenia e l'Italia stanno già attivando tutti i possibili contatti a livello Ue per promuovere questa iniziativa presso tutte le istituzioni dell'Unione", ha detto Frattini, "abbiamo già avviato le consultazioni con la Commissione ed abbiamo già trovato un terreno comune su cui poter sviluppare la nostra iniziativa congiunta".
L'Unione europea ha finora riconosciuto solo una macro-regione, quella del Baltico. I presupposti per queste aggregazioni, ha ricordato Frattini, sono "no a nuovi fondi, no a nuova legislazione, no a nuove istituzioni". L'Italia condivide questa cornice, nella quale, comunque, gli otto paesi dell'Iniziativa adriatico-ionica potranno coordinare gli sforzi "per un migliore utilizzo dei già cospicui fondi europei" indirizzati alla regione.

"Temi come l'ambiente, la sicurezza dei porti, le 'autostrade del mare', i trasporti, l'energia, la pesca, il turismo e la cultura sono evidenti aree di cooperazione - ha detto Frattini - Ma l'accessibilità, la protezione contro gli incendi, la gestione delle coste, lo sviluppo rurale, la cooperazione tra università, la protezione civile e la collaborazione nel campo delle piccole e medie imprese, si propongono pure, per loro natura, per un rafforzamento della cooperazione". La strategia europea per l'area Adriatico-ionica, ha detto il ministro, consentirà "un migliore coordinamento delle risorse, una più coerente applicazione dei regolamenti e delle leggi, ed un più appropriato uso delle strutture esistenti". Per raggiungere l'obiettivo della costituzione di una macro-regione, ha avvertito Frattini, servono comunque "alcuni anni. Il processo potrebbe essere completato nel 2014, quando prima la Grecia e poi l'Italia eserciteranno la presidenza di turno dell'Unione europea". Il ministro ha infine augurato buon lavoro al Montenegro, che il primo giugno prossimo riceverà dall'Italia il testimone della presidenza dell'Iniziativa, il cui segretariato, comunque, resterà ad Ancona.

 

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Jeremic: Iai occasione di riconciliazione tra i paesi balcanici
 
Ancona, 5 mag - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, intervenendo oggi al XII Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Iniziativa adriatico-ionica (Iai), ha dichiarato ad Ancona che non vi è mai stato un momento più adatto di questo perché i paesi dei Balcani occidentali si uniscano come partner nei processi di pace e riconciliazione. "Credo che i tre paesi che costituiscono il principale triangolo balcanico - Croazia, Bosnia e Serbia - hanno l'obbligo particolare di essere portatori di cambiamenti - ha detto Jeremic - perché le loro terre sono quelle che più sono state bagnate di sangue". Il ministro serbo ha aggiunto che ciò rappresenta un compito importante perché bisogna "trasformare la sostanza delle relazioni tra i nostri tre paesi. La sfida più impegnativa e più complessa con la quale si confrontano i paesi balcanici è rappresentata dalla volontà di assicurare un futuro migliore alla Bosnia-Erzegovina", ha aggiunto. Il capo della diplomazia serba ha inoltre affermato che la Serbia è pienamente impegnata per la difesa della sovranità e integrità territoriale della Bosnia e sta favorendo e incoraggiando attivamente i rappresentanti di tutti e tre i popoli costitutivi e delle due entità politiche ad accettare il programma di riforme.   Il ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic
     
Mantica: Italia portavoce dei Balcani    
     

Ancona, 5 mag - (Agenzia Nova) - "L'Italia sfrutterà la conferenza di Ancona per lanciare le proprie idee e proporsi come "portavoce" dei Balcani occidentali in sede Ue". E' quanto affermato dal sottosegretario agli Affari esteri italiano, Alfredo Mantica, alla vigilia del XII Consiglio dell'Iniziativa adriatico-ionica ad Ancona. "Abbiamo ritenuto corretto presentare prima della riunione a tutti i paesi dell'Iniziativa un documento politico e quindi l'idea della macro-regione (...) e abbiamo ottenuto un ampio e motivato consenso da parte di tutti. L'obiettivo è la firma di un documento "che nel rilanciare la Iai ne faccia la fonte di un nuovo progetto di macro-regione europea, cioè di una struttura regionale che comprenda gli otto paesi". L'esempio da seguire è quello della Strategia Ue del mar Baltico (Eusbsr), primo e unico organismo di questo tipo ad essere riconosciuto dai 27 paesi membri Ue, "che per struttura geografica assomiglia molto a quello dell'Adriatico, nel senso che è un mare chiuso", ha detto Mantica, sottolineando che l'Eusbsr ha però vicina la Russia che ne limita il raggio d' azione. "La macro-regione non comporta finanziamenti europei", ha assicurato il sottosegretario italiano. "Anche perché l'Unione europea pone tre vincoli alla creazione delle macro-regioni: il primo è quello che non deve esserci una sovrastruttura; secondo non ci deve essere alcun aumento dei fondi; terzo non devono esserci costi aggiuntivi e noi soddisfiamo tutte e tre queste richieste". La Iai ha però la possibilità attraverso l'Ince, l'Iniziativa Centro Europea che comprende anche quella Adriatico-Ionica, "di finanziare gli studi di fattibilità di alcuni progetti attraverso i fondi Bers", la Banca europea per lo sviluppo. I progetti della struttura regionale per ora riguardano piccole e medie imprese, turismo, cultura, cooperazione inter-universitaria, ambiente, protezione degli incendi.

"C'è ad esempio l'idea di fare un progetto riguardo la protezione civile. Pensiamo agli incendi sui boschi della Grecia: potremmo realizzare un sistema che prevede che le protezioni civili dei paesi membri siano in grado di coordinarsi e di cooperare assieme per far fronte all' emergenza", ha continuato il sottosegretario. L'idea è di introdurre tra i progetti anche le infrastrutture e in futuro forse anche l'energia e i gasdotti. "Non sarà un lavoro facile individuare i progetti prioritari per la regione e andare in sede Ue a chiedere gli stanziamenti necessari. Diventa anche un lavoro politico", ha spiegato Mantica, aggiungendo che la riunione ministeriale di Ancona "non è una conferenza di Sarajevo", nel senso che "sono altre le sedi in cui risolvere i problemi politici e istituzionali". Le idee ci sono ma i progetti devono ancora essere discussi: "Stiamo parlando di quelli che sono più o meno i temi. Uno è legato strettamente al mare, quindi sicurezza dei porti, autostrade del mare, ambiente, industria della pesca. L'altro è quello delle infrastrutture, quindi le strade", ha continuato Mantica, concludendo che "la grande ambizione italiana è quella di stabilire degli standard di turismo sul mare Adriatico: le quattro stelle croate dovrebbero corrispondere alle quattro stelle italiane e alle quattro stelle greche e del Montenegro".

  Il sottosegretario agli Affari esteri, Alfredo Mantica, con il ministro degli Esteri montenegrino, Milan Rocen
 
Kesic: Iai trampolino di lancio per l'Europa
 

Ancona, 5 mag - (Agenzia Nova) - "E' molto importante che Italia, Grecia e Slovenia aiutino Albania, Bosnia, Montenegro e Serbia nel processo di adesione all'Unione europea: lo ha detto all'agenzia Nova Branko Kesic, ambasciatore della Bosnia-Erzegovina in Italia, alla vigilia della conferenza dell'Iniziativa adriatico-ionica (Iai) di Ancona. "La Iai è un'iniziativa molto importante non solo in chiave regionale ma anche in prospettiva europea. E' molto importante che i tre paesi che fanno parte dell'Ue e la Croazia, ormai prossima all'ingresso, aiutino gli altri stati a rafforzare le loro chance di ingresso nell'Ue", ha detto Kesic. "Quello che forse all'inizio, cioè dieci anni fa, non era possibile adesso si può fare", ha aggiunto l'ambasciatore, spiegando che sono in corso trattative per avviare una cooperazione con la Strategia Ue per il mar Baltico, l'unica macro-regione riconosciuta dai 27 membri dell'Unione, e i paesi dell'area danubiana, che come quelli del bacino dell'Adriatico e dello Ionio spingono per creare una macro-regione appoggiata da Bruxelles. Kesic ha inoltre rivelato che già "esistono accordi di collaborazione tra le regioni italiane del Friuli Venezia-Giulia e del Veneto con la Repubblica Sprksa (entità serba della Bosnia, ndr) nei settori del commercio, dell'economia, della scienza, dell'istruzione superiore e dell'ambiente".

   
 
La strategia italiana per il rafforzamento della Iai
 

Ancona, 5 mag - (Agenzia Nova) - Si è concluso oggi l'anno di presidenza di turno italiana dell'Iniziativa adriatico-ionica, avviata ad Ancona il 16 giugno 2009 e che passa ora al Montenegro. Il sottosegretario Alfredo Mantica, in occasione del XII Consiglio ministeriale della Iai nel capoluogo marchigiano, ha presentato i risultati raggiunti dalla presidenza italiana, le cui linee-guida erano state presentate il 16 giugno dal ministro degli Esteri dell'Italia, Franco Frattini, in una lettera inviata ai colleghi degli altri paesi membri: Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro, Slovenia e Serbia. L'Italia aveva ribadito la necessità di sviluppare una strategia che attribuisca al bacino adriatico-ionico un ruolo crescente, di intensificare il dialogo con l'Ue, di rafforzare le relazioni con le altre organizzazioni regionali, di aumentare la dimensione parlamentare della Iai, di promuovere iniziative concrete su cui dovrebbero confluire co-finanziamenti comunitari, e di perseguire esperienze, progetti e contatti con le regioni coinvolgendo enti locali, camere di commercio e reti universitarie. A questo proposito i ministri dell'Economia della Iai hanno firmato lo scorso 11 febbraio a Verona un protocollo di cooperazione tra piccole e medie imprese per la realizzazione di progetti su cui far convergere finanziamenti comunitari, nel quadro degli strumenti di assistenza all'adesione (Ipa) e di cooperazione transnazionale (Erdf).

Sul turismo, tema a cui è stata dedicata la prima riunione della presidenza italiana della Iai, l'Italia ha proposto una bozza di un protocollo inteso a definire il carattere e le finalità della collaborazione regionale per progetti potenzialmente finanziabili dall'Ue. Il testo del protocollo dovrebbe essere firmato a Roma il prossimo 13 maggio. Sullo sviluppo rurale, l'Italia ha proposto un altro testo, che dovrebbe essere ufficializzato nela seconda metà di maggio, per l'istituzione di un "network per lo sviluppo rurale" che, attraverso reciproche visite di studio, agirà per creare progetti comuni anche in ambito comunitario. Per quanto concerne la cultura, area ritenuta di particolare interesse dalla presidenza italiana, è stato ipotizzata l'elaborazione di una Carta dell'Adriatico e dello Ionio per proteggere i reperti archeologici subacquei. Anche questo protocollo dovrebbe essere firmato nella seconda metà di maggio. Da segnalare anche che il 12 febbraio si è tenuta una riunione per la prevenzione, lo stato di allerta e la risposta in caso di emergenza di inquinamento marino nell'Alto Adriatico.