Romania, la vittoria del Psd
I cittadini concedono un'altra opportunità ai socialdemocratici
 

Bucarest, 12 dic 2016 - (Agenzia Nova) - La schiacciante vittoria del Partito socialdemocratico (Psd) in Romania mostra come un’ampia fetta di popolazione creda nell’operato svolto dalla formazione politica durante il suo mandato di governo –interrotto con le dimissioni anticipate di Victor Ponta lo scorso anno –, mentre permane una certa sfiducia nei confronto dei vari partiti che compongono il centrodestra. Il Psd ha ottenuto il 45,2 per cento dei voti, con un netto vantaggio nei confronti del Partito nazionale liberale (Pnl), considerato il principale rivale, che si è fermato al 20 per cento. L’Unione salvate la Romania (Usr), neonata formazione politica di centrodestra sorta da un’organizzazione non governativa, si è fermata al 9,2 per cento dopo che alcuni sondaggi la indicavano come secondo partito in termini di preferenze. A seguire i cosiddetti “partiti minori” che con i loro voti avranno tuttavia un peso nella formazione della maggioranza. L’Unione democratica dei magiari in Romania (Udmr, espressione della minoranza ungherese) ha ottenuto il 6,22 per cento; l’Alleanza liberaldemocratica (Alde) il 5,8 per cento; mentre il Partito movimento popolare (Pmp) il 5,33 per cento.

 

Subito dopo l’annuncio dei risultati, il presidente del Psd Liviu Dragnea ha escluso un'alleanza per il futuro governo con il Pnl, l'Usr e il Pmp, ma non ha negato un'eventuale collaborazione con l'Udmr e ha ribadito che l'Alde resta il principale alleato del Psd per la formazione di una maggioranza parlamentare. "Il voto di oggi mostra una chiara scelta della popolazione romena. I cittadini hanno votato a favore della crescita economica, per avere più soldi nelle loro tasche, per tasse e imposte più basse, per il sostegno agli imprenditori, per posti di lavoro ben pagati per i giovani, per la rivitalizzazione delle zone rurali romene e per nutrirsi di ciò che produce la nostra terra. Il voto di oggi mostra che i romeni vogliono sentirsi a casa, nel loro paese, e io voglio che la Romania sia una buona casa per tutti i cittadini romeni", ha detto Dragnea commentando i dati elettorali. Solo il 40 per cento degli oltre 18 milioni di romeni aventi diritto di voto si sono presentati alle urne alle politiche di ieri, e quasi la metà di loro hanno optato per il Psd.

 
 
Una nuova cocente sconfitta per il centrodestra
     

Bucarest, 12 dic 2016 - (Agenzia Nova) - Il Partito socialdemocratico ha sconfitto il principale schieramento del centrodestra, il Partito nazionale liberale, senza troppa fatica. Il declino dei consensi dei liberali era iniziato già nel corso delle elezioni amministrative dell’estate scorsa ed è stato ampiamente rispettato dall’esito di queste politiche. Con solo il 20 per cento dei voti, i liberali speravano ancora domenica sera di favorire la permanenza in carica di Dacian Ciolos, alla guida del governo tecnico uscente che ha preso in mano le redini del paese dopo le dimissioni dell’ex leader socialdemocratico Victor Ponta di un anno fa. Ieri sera la oramai ex leader del Pnl Alina Gorghiu – oggi ha infatti rassegnato le sue dimissioni dalla guida del partito – aveva detto soltanto che “l’obiettivo prefissato, ovvero cercare di creare una maggioranza parlamentare per il progetto di Ciolos come primo ministro” era un’opportunità ancora possibile, in base anche ai risultati “degli altri partiti minori”. Questa notte, tuttavia, i risultati preannunciati dagli exit poll non sono cambiati di molto costringendo la Gorhiu, e probabilmente anche il segretario generale dei liberali Ilie Bolojan, a lasciare l’incarico. A Bucarest, presso la sede nazionale del partito, sono stati convocati anche i segretari delle sezioni locali del Pnl: anche per loro, infatti, si prospettano delle dimissioni forzate. I partiti più piccoli che la Gorghiu sperava di far confluire in una grande forza politica di centrodestra, in particolare l’Usr e il Pmp di Traian Basescu, hanno superato lo sbarramento del 5 per cento necessario per entrare nella nuova legislatura ma non hanno i numeri per prevaricare la certa alleanza fra il Psd e l’Alde.

 

Dopo il successo ottenuto nella capitale alle elezioni amministrative, l’Unione salvate Bucarest si è trasformata nell’Unione salvate la Romania e, con più del 9 per cento al primo test nazionale importante, si profila come un’alternativa, competente e non colpita dai tanti scandali di corruzione che hanno coinvolto diversi esponenti dei cosiddetti partiti politici tradizionali. “Siamo un partito formato da persone che non hanno mai fatto politica e che entra per la prima volta in parlamento”, ha detto il leader dell’Usr, Nicusor Dan. L’Alde, condotta dall’ex premier e attuale presidente del Senato Calin Popescu Tariceanu, entrerà a far parte della legislatura e con il suo 6 per cento, come anticipato durante la campagna elettorale, sosterrà il Psd, confermando la maggioranza di governo del periodo conclusivo del governo Ponta. Fa le file dell’opposizione siederà invece il Pmp dell’ex presidente della Repubblica, Traian Basescu, che ha superato di poco la soglia del 5 per cento.