I rapporti Italia-Albania
Italia-Albania: legami storici e cooperazione strategica
     
L’obiettivo principale dell’Albania è l’integrazione europea: l’Italia rappresenta un partner fondamentale dei paesi dei Balcani che puntano ad entrare nell’Ue non come “consumatori ma come fonte di contributo allo sviluppo economico ed al rafforzamento della sicurezza”. Così il presidente della Repubblica albanese Bujar Nishani in un’intervista ad “Agenzia Nova” nel corso della sua visita ufficiale in Italia di lunedì 10 ottobre, nell'ambito della quale ha incontrato il suo omologo italiano Sergio Mattarella, il presidente del Senato Pietro Grasso e il presidente della commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini.  “La mia visita è molto importante perché l’Italia è uno dei partner principali dell’Albania in termini di cooperazione strategica, amicizia, e per una certa eredità e tradizione storica” tra i due paesi, ha evidenziato Nishani, il quale ha parlato di “relazioni storiche” tra Roma e Tirana con una “vera comprensione interculturale”. “Nei momenti cruciali della nostra storia l’Italia è stata vicina all’Albania”, ha sottolineato Nishani, ricordando che dopo la seconda guerra mondiale e dopo la caduta del comunismo negli anni Novanta moltissimi albanesi hanno lasciato la loro patria per recarsi in Italia che “è stata la prima e principale porta per iniziare nuove vite”. “Per questa ragione rimaniamo grati ai cittadini ed alle autorità italiane che hanno aperto e hanno dato il benvenuto agli albanesi per integrarli nella società italiana”, ha detto il presidente rimarcando anche come l’Italia ha continuato poi ad essere uno dei principali sostenitori del processo di integrazione euro atlantica di Tirana con delle “relazioni bilaterali eccellenti”. Queste relazioni solide sono state messe in luce anche nel corso degli incontri di oggi con i rappresentanti istituzionali italiani, ha spiegato Nishani, aggiungendo che altri temi di confronto sono stati quelli del rafforzamento della cooperazione economica, l’integrazione dei Balcani nell’Ue, la collaborazione nel contrasto al crimine organizzato, al terrorismo e nella gestione dei flussi migratori. 
 
Passando ai temi più importanti della politica interna, Nishani ha dichiarato che “la riforma della giustizia è una priorità” per l’Albania. “Abbiamo da poco completato il primo passo con l’approvazione parlamentare della riforma, con gli emendamenti costituzionali. Ora il parlamento ha approvato il nuovo pacchetto legislativo. Ma adesso rimane il secondo passo che è il più grande e importante che è la concreta attuazione”, ha spiegato Nishani. Il presidente ha parlato di “ottimo lavoro” da parte dell’Ue che offre assistenza alle autorità di Tirana tramite la missione Euralius; ma questo lavoro non è stato fatto da zero – ha evidenziato il capo dello Stato – “perché abbiamo avuto per diversi anni una cooperazione molto efficiente con l’Italia nel settore giudiziario”, con “esperti italiani e sostegno finanziario” grazie anche alle “molte somiglianze dei nostri sistemi giudiziari”. Secondo Nishani, per portare a compimento l’attuazione concreta della riforma giudiziaria - passo decisivo per i cittadini albanesi e per lo stato di diritto, ma anche per l’integrazione europea e per l’attrazione degli investitori stranieri - sarà “molto positivo il sostegno dell’Italia grazie all’esperienza e alla conoscenza della cultura del paese”. La riforma giudiziaria è uno dei temi cruciali per portare avanti il processo di integrazione europea di Tirana, ha sottolineato il capo dello Stato.   
 

 

     
Tirana è pronta ad affrontare le sfide alla sicurezza    
     
Per quanto riguarda l’immigrazione il presidente albanese ha dichiarato che “fino ad ora l’Albania non è stata colpita” direttamente dai flussi migratori e “l’unica strada per raggiungere l’Albania sarebbe attraverso il Mar Adriatico, che credo dal punto di vista psicologico sia una scelta molto dura per i migranti dopo aver vissuto un tale dramma avvicinandosi nei Balcani dalla Siria fino alla Grecia”; ma una crescita dei flussi migratori in arrivo “potrebbe succedere nel futuro” e per questo l’Albania si prepara costantemente “lavorando con Bruxelles” e con i vari paesi Ue inclusa l’Italia. Da una parte – ha detto Nishani - l’Albania sostiene le soluzioni individuate a livello Ue, ed è pienamente pronta a cooperare. “L’altra faccia della medaglia è la questione della sicurezza: abbiamo la responsabilità di proteggere i nostri confini, perché i confini albanesi sono quelli con l’Ue”, ha affermato il capo dello Stato, parlando di necessità di proteggere i confini per evitare che l’Italia sia toccata da eventuali minacce provenienti dall’Albania. Nishani ha parlato di “un’ottima cooperazione” con l'agenzia europea Frontex e con la Guardia di Finanza italiana, con cui “monitoriamo attentamente i nostri confini marittimi e terrestri e non abbasseremo il livello di guardia per questa sfida, dal momento che da una parte ci sono persone che fuggono dai conflitti ma dall’altra i cittadini italiani ed europei hanno diritto ad avere sicurezza”. “L’Albania è assolutamente pronta e impegnata ad offrire il suo sostegno”, ha aggiunto Nishani.
 
Secondo il capo dello Stato albanese, il terrorismo, l’estremismo e le guerre asimmetriche che esistono in diverse parti del mondo e che minacciano l’Europa necessitano una "alleanza allargata" ed in termini di sicurezza “i Balcani sono importanti per quanto riguarda le relazioni con l’Est e con il sud-Est”. “Tramite la riconciliazione nei Balcani riusciremo a convincere i cittadini europei che i Balcani devono essere parte integrante dell’Ue”, ha rimarcato Nishani precisando che questo è comunque un “processo che richiede profonde riforme” per unirsi all’Ue non come “consumatori ma come una fonte di contributo per lo sviluppo economico per la sicurezza e per lo sviluppo interculturale”.  “L’obiettivo principale dell’Albania è l’integrazione europea”, ha ribadito il presidente e per questo “abbiamo avviato i lavori per profonde riforme che certamente richiedono costi importanti per la classe politica”. Nishani ha infine evidenziato che “serve maggiore cooperazione per combattere il crimine organizzato”, settore nel quale abbiamo una forte cooperazione con l’Italia “ma che ancora rimane una grande sfida”. Inoltre, a parere del presidente, il traffico di droga e degli esseri umani richiedono una cooperazione più forte e ravvicinata perché le attività del crimine organizzato minacciano la sicurezza dei cittadini in Albania ma anche la stabilità e la sicurezza dei cittadini in Italia ed in Europa: “Per questo richiamo ad una cooperazione rafforzata tra tutte le agenzie di law enforcement di Italia ed Albania”, ha affermato Nishani.
 

 

 

     
Energia: gasdotto Tap strategico per integrazione positiva dei Balcani nell'Ue     
     

Affrontando i temi della cooperazione economica, nell'intervista con "Agenzia Nova", Nishani ha spiegato che “l’Italia è il primo e principale investitore estero in Albania”, ma “credo che ancora abbiamo alcune possibilità inutilizzate”. Secondo il presidente albanese l’energia è uno dei settori chiave in questo senso: “L’Italia – ha detto Nishani - può essere un partner molto importante per creare un mercato energetico comune nella regione, non solo con l’Albania ma anche con gli altri paesi dei Balcani; il progetto del gasdotto Transadriatico (Tap) si inserisce proprio in questa idea, perché offre non solo una situazione stabile dal punto di vista energetico per l’Italia, per la Grecia e l’Albania ma rappresenta chiaramente un’opportunità per altri paesi del centro Europa che potrebbero lavorare insieme all’Italia”. Nishani ha individuato in particolare i paesi dei Balcani a nord dell’Albania (ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Kosovo, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Croazia e Slovenia) come i possibili beneficiari futuri del progetto Tap: “In questa rete l’Italia può offrire assistenza per il consolidamento del mercato energetico regionale”, ha detto il presidente, in quanto la sicurezza energetica che rappresenta una delle sfide più importanti che si trova ad affrontare l’Europa e la diversificazione delle fonti di energia è una responsabilità per tutti i paesi. Inoltre, a parere di Nishani, considerando che l’Albania possiede molte risorse idriche “l’expertise di diverse società italiane potrebbe rappresentare un altro importante potenziale per lo sviluppo”.    

 

Per il presidente albanese, il processo di allargamento si trova ad affrontare diverse sfide, dopo il referendum nel Regno Unito sulla Brexit, il populismo montante in molti paesi e le ondate migratorie: “La regione dei Balcani è una parte integrante dell’Europa non solo da punto di vista geografico ma anche dal punto di vista dell’identità, della cultura e nella condivisione degli obiettivi futuri”. A causa della Guerra Fredda – ha ricordato Nishani - i Balcani sono rimasti in parte divisi dal resto dell’Europa occidentale; la popolazione della regione dei Balcani occidentali insieme è inferiore a quella della Romania e anche per queste ragioni questo i paesi balcanici “meritano che venga mantenuta l’attenzione sull’allargamento da parte dell’Ue per ragioni economiche e di sicurezza”. In direzione dell'obiettivo fondamentale dell'integrazione Ue, il processo di Berlino (l’iniziativa avviata dal cancelliere tedesco Angela Merkel per favorire la cooperazione trai i paesi della regione balcanica) - tramite il potenziamento della cooperazione nei settori strategici - "offre ispirazione ai paesi dei Balcani”, ha detto Nishani.