Frattini in Serbia e Kosovo

Frattini sostiene il dialogo tra Serbia e Kosovo
 
Belgrado/Pristina, 28 apr - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, è giunto ieri sera a Belgrado, per una visita in Serbia e Kosovo, tesa a preparare il vertice Ue-Balcani occidentali, previsto per il 2 giugno prossimo a Sarajevo. Il capo della diplomazia italiana ha incontrato a cena il presidente serbo, Boris Tadic, mentre questa mattina ha avuto colloqui con il ministro degli Esteri, Vuk Jeremic, e con il vice-premier per l’integrazione europea, Bozidar Djelic. A Belgrado, il ministro è stato insignito della Laurea “ad honoris causa” in Scienze dall’Ateneo della capitale, per il suo sforzo a favore dell'avvicinamento della Serbia all'Ue, dell'abolizione del regime dei visti per i cittadini serbi e per la buona collaborazione tra le università dei due paesi. Il resto della giornata è stato dedicato ai colloqui con il presidente della Repubblica kosovara, Fatmjr Sejdiu, con il ministro degli Esteri, Skender Hyseni, e con il premier, Hashim Thaci.
 
Successivamente, il capo della diplomazia italiana è intervenuto presso l'Assemblea nazionale di Pristina riunita in sessione solenne per poi incontrare i vertici internazionali presenti in Kosovo. Tra gli obiettivi della visita, quello di consolidare il consenso di Belgrado (e parallelamente di Pristina) su una formula capace di assicurare la presenza contemporanea di Serbia e Kosovo all'incontro politico di alto livello Ue-Balcani occidentali, che si terrà a Sarajevo il 2 giugno prossimo. L'auspicio, in vista della conferenza, è che Belgrado s'impegni ad astenersi da iniziative politiche e toni suscettibili d'innalzare la tensione, e che potrebbero avere ripercussioni negative sul percorso di avvicinamento all'Europa. L'Italia, da parte sua, ha confermato il suo impegno a favore della prospettiva europea della Serbia e ha incoraggiato Belgrado a perseguire una politica regionale moderata e costruttiva.
  Il presidente serbo, Boris Tadic

 

La Serbia verso l'integrazione europea
 

Belgrado, 28 apr - (Agenzia Nova) - Nel suo colloquio con il presidente serbo, Boris Tadic, il ministro Frattini ha dichiarato di sostenere la liberalizzazione del regime dei visti e la riforma della polizia in Serbia, dicendosi fiducioso nelle "reali intenzioni di Belgrado di diventare membro a pieno titolo dell'Ue". Parlando a Belgrado, dopo gli incontri con l’omologo serbo Vuk Jemeric e con il vicepremier Bozidar Djelic, Frattini ha anche espresso apprezzamento per il programma 2020 di sviluppo dei Balcani occidentali presentato dal governo serbo, affermando che la regione può offrire molto all’Europa in termini di in termini di possibilità d'investimento, in particolare nei settori dell'energia, dei trasporti e delle grandi opere infrastrutturali. “Con la crisi finanziaria della Grecia in atto, è necessario avere una visione politica”, ha detto Frattini, aggiungendo che l’Europa dovrà intervenire il prima possibile per evitare che “forze centrifughe” favoriscano la dispersione dei Balcani verso altri centri di riferimento. In tale contesto, infatti, l'influenza della Russia sulla Serbia è storicamente forte, così come quella della Turchia.

Il capo della diplomazia italiana ha quindi indicato due obiettivi immediati, da raggiungere prima che la Spagna concluda la sua presidenza di turno dell'Ue e dunque entro la fine di giugno. Il Consiglio dei ministri dell'Unione, innanzi tutto, deve trasmettere alla Commissione europea la domanda di adesione della Serbia; l'Italia, da parte sua, vorrebbe che la decisione finale sull'ingresso di Belgrado nell'Ue possa essere presa entro la fine del 2011, durante la presidenza di turno ungherese. Il secondo obiettivo è la ratifica dell'Accordo di stabilizzazione e associazione (Asa) tra Serbia e Ue.

  Un'immagine del parlamento di Belgrado
 
La conferenza di Sarajevo
 
Belgrado/Pristina, 28 apr - (Agenzia Nova) - La controversia sulla presenza della delegazione del Kosovo alla conferenza Ue-Balcani, prevista per il 2 giugno prossimo a Sarajevo, potrebbe essere risolta grazie al ricorso alla “formula Gymnich”: il formato informale dei consigli dei ministri degli Esteri dell'Ue, chiamato così dal nome della località tedesca in cui fu adottato per la prima volta. La soluzione, che prevede la presenza formale dei capi delegazione, piuttosto che degli stati nazionali, è stata caldeggiata a Belgrado da Frattini, che ne ha parlato con l’omologo serbo Vuk Jeremic. "La formula Gymnich funziona", ha detto Frattini, "l'atteggiamento delle autorità serbe è positivo, dovrò ora prospettare questa soluzione alle autorità di Pristina".
 
Il governo del Kosovo, da parte sua, ha annunciato che accetterà di partecipare alla conferenza Ue-Balcani che si terrà il 2 giugno prossimo a Sarajevo, se sarà adottata una formula che consenta a tutti i paesi uguale rappresentanza e dignità: lo ha detto il ministro degli Esteri kosovaro Skender Hyseni, accettando di fatto la soluzione proposta da Frattini. Si tratterà dunque di una conferenza in cui, ha detto Frattini, "noi invitiamo tutte le parti interessate a prendere la parola, senza discriminazioni, su una base di parità e di pari dignità". Il capo della diplomazia italiana è sembrato inoltre favorevole a soddisfare la richiesta del governo serbo, circa la partecipazione alla conferenza di Lamberto Zannier, l'ambasciatore italiano che è il rappresentante dell'Unmik, la missione Onu in Kosovo. "Credo che non ci sia l'opposizione di nessuno a che al tavolo si sieda anche Zannier", ha detto Frattini, il quale, sollecitato dai giornalisti del Kosovo, ha concluso dicendo che se questa sarà la formula adottata dalla conferenza di Sarajevo, "la Serbia accetterà" di prendere posto allo stesso tavolo dei rappresentanti del Kosovo”. 
 

Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, con il suo omologo serbo, Vuk Jeremic

©Agenzia Nova

 
Kosovo: Frattini invita al rispetto delle minoranze e al dialogo con la Serbia
 

Pristina, 28 apr - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha esortato i parlamentari del Kosovo a rafforzare il decentramento ed a rispettare i diritti delle minoranze etniche e religiose. "Il Kosovo deve essere la patria di tutti i suoi cittadini", ha detto il ministro. Parlando in inglese davanti all' Assemblea nazionale del Kosovo, riunita a Pristina in seduta solenne, Frattini ha detto: "Dobbiamo essere perfettamente coscienti del fatto che la sicurezza e lo sviluppo del Kosovo e dei Balcani dipendono anche dalla difesa della coesistenza multietnica e dal rispetto per i diritti umani di tutti, a cominciare dalla libertà religiosa". Il capo della diplomazia italiana ha espresso apprezzamento per le elezioni locali tenute nel novembre scorso, cui ha partecipato anche "la minoranza serba a sud del (fiume) Ibar". Frattini ha però sottolineato che "la decentralizzazione è un elemento chiave dell' architettura istituzionale del Kosovo, e deve quindi restare una priorità politica per l'intero paese", garantendo, in particolare, "risorse finanziarie sufficienti" alle amministrazioni locali. Gli obiettivi del decentramento, ha insistito Frattini, sono "produrre benefici concreti per tutti i cittadini, assicurare che servizi pubblici più efficienti siano resi disponibili a tutti, ed assicurare che le risorse economiche siano distribuite in tutto il paese in modo trasparente, con il coinvolgimento diretto delle comunità locali nella gestione delle risorse stesse".

Frattini ha poi espresso la convinzione che il futuro del Kosovo sia nell'Ue. "Non possiamo lasciare spazi vuoti sulla carta geografica", mentre gli altri paesi dei Balcani occidentali procedono verso l'Unione. Il capo della diplomazia italiana ha dunque invitato le autorità di Pristina a adottare una "legislazione di riammissione" ed a migliorare le condizioni per l' integrazione dei "cittadini kosovari di ritorno", in modo che il paese soddisfi le condizioni poste da Bruxelles per la concessione dell' abolizione dei visti. L'Italia, ha detto il ministro, è impegnata nella preparazione di un accordo commerciale tra l'Ue e il Kosovo.

Frattini si è infine soffermato sulla conferenza Ue-Balcani occidentali, che si terrà il 2 giugno prossimo a Sarajevo. Affinché essa sia "un successo, tutti i paesi della regione, primi fra tutti Belgrado e Pristina, devono partecipare e mostrare un atteggiamento costruttivo e flessibile". Frattini ha dunque rinnovato "l'invito che ho esteso ieri alle autorità incontrate a Belgrado, diretto ad aprire un dialogo fruttuoso tra il Kosovo e la Serbia. Dobbiamo fare ogni sforzo per attuare una vera riconciliazione nazionale e regionale. Pristina e Belgrado devono trovare un canale di comunicazione costruttiva". Ciò contribuirà, tra l'altro, a "migliorare la situazione nel Kosovo del nord", dove vive la più folta minoranza serba, grazie a "soluzioni pragmatiche a problemi concreti, come l'amministrazione della giustizia e l'operatività del sistema doganale. C'è l'urgente necessità i ha sottolineato Frattini - di migliorare le coondizioni economiche e sociali delle comunità, la qualità della vita della gente comune che vive in quella parte del Kosovo".

 

 Frattini nell'intervento al parlamento del Kosovo

©Agenzia Nova

     
Il problema dei ripetitori cellulari in Kosovo    
     

Belgrado/Pristina, 28 apr - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, e il suo omologo italiano, Franco Frattini, nell'incontro tenuto stamattina a Belgrado hanno parlato della difficile situazione in Kosovo relativa alla recente rimozione dei ripetitori degli operatori serbi di telefonia mobile da parte delle autorità di Pristina nelle parti a sud del fiume Ibar, nel Kosovo centrale. Alla conferenza stampa congiunta con Frattini, Jeremic ha detto che la situazione nel Kosovo è molto difficile e che non è sostenibile. "Telekom Serbija deve essere in grado di operare e collegare i serbi in quel territorio. Ho chiesto aiuto al ministro Frattini e all'Italia per risolvere questa situazione" ha detto Jeremic. Il ministro serbo ha detto che la Serbia non rinuncerà finché non sarà risolta la situazione. "Si sta facendo di tutto per riattivare il segnale della telefonia mobile. In alcune parti del Kosovo il segnale è già ripristinato e credo che avremo successo anche nelle altre parti dove le autorità temporanee kosovare hanno tolto i ripetitori di comunicazione telefonica. Nello stesso tempo si svolgono anche attività diplomatiche per risolvere questo problema" ha aggiunto il ministro Jeremic.

Frattini, da parte sua, ha chiesto con insistenza alle autorità del Kosovo di risolvere "quanto prima" la crisi dei ripetitori di telefonia mobile nelle enclave serbe del Kosovo meridionale. In una conferenza stampa tenuta assieme al ministro degli esteri kosovaro Skender Hyseni, il capo della diplomazia italiana ha detto di avere "molto insistito affinché vengano adottate al più presto misure tecniche che consentano ai cittadini serbi del sud del Kosovo di avere ripristinate quanto prima le comunicazione telefoniche". Hyseni ha detto che i ripetitori erano stati installati da società serbe da lui definite "operatori illegali". Il ministro degli Esteri del Kosovo si è tuttavia impegnato a trovare una soluzione al problema, precisando che il governo ha già offerto ai cittadini serbi migliaia di schede telefoniche gratuite

   Militari italiani della Kfor di guardia ad un monasteroortodosso in Kosovo