Mattarella in Tunisia
Una visita dal forte significato politico e morale
 
Tunisi, 18 mag - (Agenzia Nova) - Una visita dal forte significato politico e morale a due mesi esatti dai tragici fatti del museo del Bardo, per ribadire il sostegno dell’Italia alla transizione democratica della Tunisia e per cercare una soluzione politica al dossier libico: questo il senso della presenza oggi a Tunisi del presidente della Repubblica italiano, Sergio Mattarella, ricevuto con gli onori militari dai massimi vertici del paese nordafricano. Il presidente è stato accolto dall’omologo Beji Caid Essebsi presso il palazzo di Cartagine, sede dell’amministrazione presidenziale tunisina. I due leader hanno discusso, tra le altre cose, di lotta al terrorismo; sostegno alla crescita democratica del paese; aumento degli scambi economici; contrasto dell’immigrazione clandestina; la situazione nella vicina Libia e la questione dei migranti tunisini scomparsi.
 
Durante la conferenza stampa congiunta dopo i colloqui, Mattarella ha detto che la Tunisia è un punto di riferimento importante in questa area del Mediterraneo e per questo è importante che l’Unione europea intensifichi il più possibile la collaborazione con Tunisi. "Ci sono già intese fra Ue e Tunisia - ha aggiunto - ma occorre svilupparle ulteriormente". Il presidente ha poi dichiarato di aver affrontato con l'omologo Essebsi anche la questione del terrorismo, sottolineando il comune impegno dei due paesi nella lotta contro tale minaccia, al fine di difendere i valori della civiltà. Il capo dello stato italiano ha inoltre ricordato l'organizzazione di un concerto nel pomeriggio per esprimere la solidarietà alla Tunisia e per commemorare le vittime dell’attentato del museo del Bardo costato la vita a 23 persone, tra cui quattro cittadini italiani.
 
"Tunisia e Italia - ha aggiunto - non sono solo legate, ma in piena condivisione di intenti nello stimolare un patto di civiltà fra coloro che desiderano la pace e il rispetto della dignità umana contro il terrorismo". Nel suo discorso, Mattarella ha anche affrontato il dossier dei circa 500 migranti tunisini approdati sulle coste italiane nel 2011 e ad oggi dispersi, garantendo sforzi per verificare la sorte di queste persone di cui non si hanno ancora notizie, e fornendo notizia al governo di Tunisino su eventuali sviluppo della situazione.
 
Il presidente Essebsi, da parte sua, ha ringraziato l’Italia per “tutti gli sforzi” profusi nel sostegno al paese dopo la rivoluzione dei gelsomini del 2011. “Abbiamo parlato di tanti argomenti, come quello dell’immigrazione clandestina, una questione di vecchia data”, ma anche "di Libia, disoccupazione giovanile ed economia” ha detto il capo dello Stato tunisino. Essebsi ha detto che è suo dovere, in qualità di capo dello Stato, trovare una soluzione alla questione dei tunisini scomparsi in Italia dopo la traversata del Mediterraneo. Da questo punto di vista, il presidente Essebsi ha precisato che il presidente italiano ha promesso di agire positivamente per appurare la sorte dei concittadini di cui non si hanno più notizie.
 

     
La questione libica
     
Spazio anche alla crisi nella vicina Libia, dove proprio oggi le milizie “Alba” hanno sequestrato 172 cittadini tunisini a Tripoli. Per aiutare la Libia serve una soluzione politica e non militare, ha detto il presidente della Repubblica italiana. Secondo Mattarella occorre lavorare per creare in Libia un governo che riporti la stabilità nel paese e sia in grado di garantire la sicurezza dei confini. Secondo il presidente italiano, la Tunisia è un punto di riferimento importante in questa area del Mediterraneo e per questo è importante che l’Ue intensifichi il più possibile la collaborazione con Tunisi. "Ci sono già intese fra Ue e Tunisia - ha aggiunto - ma occorre svilupparle ulteriormente". Il presidente ha poi dichiarato di aver affrontato con l'omologo Essebsi anche la questione del terrorismo, sottolineando il comune impegno dei due paesi nella lotta contro tale minaccia, al fine di difendere i valori della civiltà "Tunisia e Italia - ha aggiunto - non sono solo legate, ma in piena condivisione di intenti nello stimolare un patto di civiltà fra coloro che desiderano la pace e il rispetto della dignità umana contro il terrorismo". 
 

 

     
La collaborazione economica
     
Il presidente italiano ha ricordato la firma di un memorandum d'intesa fra i due paesi, sottolineando l'importanza della collaborazione fra Roma e Tunisi. "Dobbiamo sviluppare il più possibile la nostra collaborazione - ha detto Mattarella", sollecitando inoltre un livello di cooperazione fra Tunisia e Unione Europea. Si tratta in particolare di un memorandum di cooperazione italo-tunisina siglato per la parte italiana dal sottosegretario agli Affari Esteri, Mario Giro. L'intesa prevede, tra le altre cose, la concessione di crediti alle piccole e medie imprese per 50 milioni di euro circa e la conversione dei debiti per altri 25 milioni di euro.
 
 
L'Italia è il primo investitore straniero nel settore energetico in Tunisia e il secondo dopo la Francia per numero di aziende. E’ quanto si legge in un documento distribuito dalla presidenza tunisina ai giornalisti locali in occasione dei colloqui tra due capi di Stato. Sono 800 le aziende italiane attive in Tunisia, per un totale di 60 mila posti di lavoro creati, si legge nel documento. Le imprese italiane hanno avviato un totale di 34 nuovi progetti nel corso del 2014. Negli ultimi dieci anni l'Italia ha investito circa 270 milioni di euro tra prestiti e donazioni nel settore del turismo.
 
Dalla rivoluzione dei gelsomini del 2011, tuttavia, la presenza dei turisti italiani ha visto un forte calo, scendendo a quota 252 mila ingressi italiani (oltre il 30 per cento in meno) nel 2014. Sono invece 199.968 i cittadini tunisini residenti in Italia: i maggiori problemi affrontati da questi ultimi, riferisce ancora la nota, riguardano il rinnovo del permesso di soggiorno e le procedure amministrative legate alla residenza. I migranti tunisini di cui si sono perse le tracce sono invece 501.
 
La collaborazione tra l’Italia e la Tunisia, prosegue la nota diramata dalla presidenza, si sviluppa su più livelli e si concentra soprattutto sul fronte della sicurezza. Roma ha aiutato Tunisi nel controllo delle frontiere e nella lotta contro l'immigrazione clandestina, fornendo alle autorità locali attrezzature adeguate. Tra i due paesi è in vigore un accordo sul contrasto dell’immigrazione clandestina che ha portato a ridurre a poche centinaia gli ingressi irregolari dal paese nordafricano (circa 350), a fronte delle centinaia di migliaia di migranti e richiedenti asilo provenienti invece dalla vicina Libia.
 
Secondo i dati dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice), l’Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia dopo la Francia, con scambi bilaterali superiori a 5,4 miliardi di euro nel 2014 e una bilancia commerciale in attivo, pari a oltre un miliardo di euro. L’Italia esporta merci per 3,28 miliardi di euro, principalmente coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (696 milioni), macchinari e apparecchiature (435 milioni) e prodotti tessili (342 milioni). Dalla Tunisia il nostro paese importa merci pari a 2,2 miliardi di euro, principalmente articoli da abbigliamento (597 milioni di euro), prodotti delle miniere e delle cave (287 milioni) e articoli in pelle e simili (235 milioni di euro).
 
In base alle cifre dell’Istituto Nazionale di statistica locale, a guidare la classifica delle imprese straniere è la Francia con 1.250 aziende, concentrate soprattutto nel settore tessile e dei servizi. Con 750 imprese circa, l’Italia è il secondo paese per numero di aziende che hanno deciso di investire in Tunisia. Si tratta soprattutto di piccole e medie imprese sorte negli ultimi anni e fra esse prosperano le aziende di servizi come i call center, che offrono lavoro a circa 17 mila tunisini per un totale di 150 aziende.
 

 
L'intervento in parlamento
     
Particolarmente carico di significato, infine, l’intervento di Mattarella davanti ai deputati tunisini dell’Assemblea nazionale del popolo riuniti in sessione straordinaria. Il presidente ha esortato a non rassegnarsi all’idea che il Mediterraneo si sia trasformato nel “cimitero dei profughi e delle loro speranze”, perché “la vocazione di questo Mare straordinario è, invece, quella di essere un luogo di vita, un ponte di pace” Italia e Tunisia “stanno affrontando questione migratoria in modo coordinato e in uno spirito di esemplare cooperazione”, ha detto il presidente. Il presidente ha auspicato che in Europa ci sia una “maggiore cooperazione” per evitare il “dramma umanitario” di chi “parte per andare incontro alla morte”.
 
“Sono oggi qui per rinnovarvi, a nome dell’intera Italia, un messaggio di amicizia e di forte sostegno”, ha detto ancora Mattarella. “Desidero rendere omaggio alla lungimiranza, vostra e del popolo tunisino, per aver scelto la via della democrazia. Potete contare sulla pluralità della vostra Assemblea, arricchita dalla presenza di tante donne. Il processo democratico in Tunisia costituisce una storia di successo e un punto di riferimento per tutta regione mediterranea”, ha detto ancora il capo dello Stato italiano, oggi in visita in Tunisia a due mesi esatti dall’attacco terroristico al museo del Bardo. “La Tunisia ha saputo reagire all’attentato con compostezza, fermezza e coesione. Tunisia e Italia sono, e saranno, unite nella lotta contro il terrorismo”, ha aggiunto Mattarella.
 
La vera contrapposizione, secondo il presidente italiano, “non è tra fedi o culture diverse, ma tra chi opera per il dialogo e la pace e chi fomenta odio”. La situazione in Libia, ha aggiunto Mattarella, “è particolarmente preoccupante” perché “il quadro di sicurezza si sta sempre più deteriorando”. In questo senso l’Italia e la Tunisia, ha detto Matterella, sono convinte che non può esserci una soluzione militare al conflitto libico. “a nuova Tunisia è chiamata ad assumere ruolo internazionale e responsabilità e troverà l’Italia al suo fianco. Il legame storico tra i nostri Paesi non è soltanto il frutto di una vicinanza geografica o di interessi economici. Nella cornice dei valori che ci uniscono, l’Italia resterà al fianco della Tunisia nel percorso di crescita civile”, ha concluso il capo dello Stato.
 

 
     
Il museo del Bardo    
     
Il presidente si è recato infine al Museo del Bardo, dove ha deposto una corona di fiori presso la stele commemorativa delle vittime dell’attentato del 18 marzo scorso. La visita si è conclusa con un concerto del quartetto d’archi dell’orchestra sinfonica nazionale Rai, preceduto dall’esecuzione degli inni nazionali, con flauti e chitarra, da parte degli alunni della scuola italiana di Tunisi. La tappa in Tunisia si inserisce in un ampio giro di visite del presidente nei paesi europei: Francia, Germania, Spagna e poi ancora Slovenia, Croazia, Serbia e Montenegro. Questi ultimi due appuntamenti balcanici si svolgeranno in particolare nell’ultima settimana di maggio. La Tunisia è dunque la prima tappa del presidente che esula dal continente europeo.