Gentiloni a Belgrado
Sostegno al percorso europeo della Serbia
 
Belgrado, 31 mar - (Agenzia Nova) - L’Italia conferma l’ottimo livello delle relazioni economiche e politiche con la Serbia e auspica l’apertura dei capitoli negoziali con l’Ue entro l’anno. E’ quanto emerge dalla visita a Belgrado del ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, la prima da quando ha assunto l’incarico nell’ottobre del 2014. Il titolare della Farnesina è stato accolto dall’omologo serbo Ivica Dacic ed ha incontrato anche il premier serbo Aleksandar Vucic, la presidente del parlamento serbo Maja Gojkovic ed il presidente serbo Tomislav Nikolic. Il ministro ha partecipato infine ad una panel discussion intitolata “Stemming the tide of radicalization: is a comprehensive response possible?” presso la residenza dell’ambasciatore d’Italia a Belgrado, Giuseppe Manzo. L’evento è stato organizzato dal Belgrade fund for political excellence.
 
Durante la conferenza stampa congiunta con Dacic, Gentiloni ha parlato del processo di integrazione europea della Serbia, sottolineando che l’Italia è convinta che tale processo debba fare dei passi in avanti con l’apertura di capitoli negoziali entro quest’anno. “Noi avevamo cercato durante la nostra presidenza di turno dell'Ue - ha aggiunto - di aprire il capitolo 32. E’ importante che ci siano segnali concreti. Ho apprezzato l’impegno di Federica Mogherini (Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue, ndr) e l’Italia, come stato membro, lavorerà in questa direzione".
 
Parlando ai media italiani nella residenza dell’ambasciatore Manzo, il ministro ha detto che Roma preme affinché il processo d’integrazione europea della Serbia faccia dei progressi entro quest’anno. “L’Italia spinge – ha precisato Gentiloni - perché il processo d’integrazione europea della Serbia faccia entro quest’anno qualche passo concreto, aprendo alcuni dei capitoli del percorso di adesione. Naturalmente abbiamo alle spalle anni nei quali guerre, immigrazioni irregolari, conflitti etnici e religiosi sono stati importantissimi e drammatici in una delle regioni più difficili del mondo. Gradualmente si è trasformata in una regione di maggiore cooperazione e anche in un’occasione di sviluppo. Penso che l’Italia stia cogliendo questa occasione e la deve cogliere anche l’Unione europea”.
 
A questo proposito Dacic ha ringraziato l’Italia per l’assistenza prestata in ogni sede per aprire dei capitoli negoziali con l’Ue ed accelerare il processo di integrazione europea. “L’Italia – ha infine ricordato il ministro serbo – contribuisce alla stabilità regionale, ed in questo contesto il ministro Gentiloni ha organizzato nei mesi scorsi una trilaterale con l’Albania a Roma. Noi facciamo tutto il possibile – ha concluso – per conservare e costruire la pace nella nostra regione, ed è fondamentale in questo senso avere l’appoggio di un paese importante come l’Italia”.
 

 

Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, con l'omologo serbo, Ivica Dacic

Foto del ministero degli Esteri serbo

 

 

 

 

 

 

 

 

     
Relazioni politiche rafforzate    
     
Oltre alle relazioni economiche, ha osservato Gentiloni nella conferenza stampa congiunta con Dacic, ci sono importanti e antiche relazioni politiche. A questo proposito il titolare della Farnesina ha annunciato la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Belgrado il 25 maggio. Nelle prossime settimane, invece, è atteso il vertice bilaterale tra i due governi. “Noi - ha detto Gentiloni - siamo molto affezionati all’idea che l’Italia sia non solo il primo partner commerciale, ma anche il primo sostenitore del processo di integrazione fra Ue e Serbia, un processo che deve vedere al più presto l’apertura di capitoli concreti che lo portino avanti in modo visibile anche alla luce dei passi in avanti che l’Italia ha apprezzato nel dialogo fra Belgrado e Pristina e nelle altre questioni importanti per l’integrazione”.
 
L’Italia, ha proseguito Gentiloni, è anche interessata ad altri aspetti di collaborazione, dalle infrastrutture di trasporto a materia come lo stato di diritto e la lotta alla corruzione. “Infine apprezziamo il ruolo della Serbia nella presidenza di turno dell’Osce, che in questo momento è importante in tante parti del mondo, ma è cruciale in particolare nel monitoraggio dell’attuazione dei protocolli di Minsk”, ha detto il ministro. La regione dei Balcani, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana, anche grazie alla Serbia può diventare oggi una zona di maggiore collaborazione fra i governi e di strettissima collaborazione fra le due sponde dell’Adriatico.
 
Il ministro Dacic, da parte sua, ha detto che il rapporto tra Italia e Serbia è caratterizzato da un’amicizia che pone Roma come primo partner non solo economico per Belgrado. “E’ prosecuzione logica di tale legame – ha detto Dacic – la firma di un partenariato strategico fra i due paesi”. Il ministro serbo ha aggiunto a tale proposito che Belgrado attende la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e che venga fissato il vertice intergovernativo fra i due paesi. 
 


L'incontro tra le delegazioni al ministero degli Esteri serbo

Foto del ministero degli Esteri serbo

     
Italia primo partner commerciale    
     
Il titolare della Farnesina ha precisato che le relazioni tra Italia e Serbia sono molto importanti sul piano economico, non solo per il volume di interscambio, ma anche per l’importanza delle centinaia di imprese italiane che impiegano circa 20 mila persone in territorio serbo. “Il livello delle nostre relazioni economiche avrà un’occasione in più per manifestarsi e forse rafforzarsi grazie alla partecipazione della Serbia a Expo Milano 2015. La presenza del paese nel cluster Mediterraneo sarà un’occasione in più di conoscenza reciproca tra le nostre business community”, ha detto il ministro.
 
L’Italia, ha inoltre ricordato Dacic, è il primo partner commerciale, con 3,6 miliardi di scambio e numerose aziende italiane che danno lavoro a operai e lavoratori serbi. L’Italia, ha proseguito il ministro, è in primo piano anche per progetti ed investimenti congiunti. A questo proposito Dacic ha ribadito che Belgrado si aspetta che vengano definiti anche i progetti regionali che già esistono, come quelli relativi a strade, infrastrutture ferroviarie ed energia. “Ci aspettiamo – ha osservato – che i gruppi di lavoro formati per l’accordo sull’energia arrivino a delle soluzioni per portare a termine i lavori progettati”.
 
Secondo i dati diffusi dall’ambasciata italiana a Belgrado, a partire dal 2013 l’Italia ha rafforzato la propria posizione commerciale, e se nel 2012 era il secondo partner nel 2013 è diventato il primo partner commerciale mantenendo la posizione anche nel 2014. Più nello specifico, l’anno scorso l’Italia è stata il terzo paese fornitore, preceduta da Germania e Russia e primo paese acquirente, seguita da Germania e Bosnia Erzegovina. I dati dell’Istituto nazionale serbo di statistica indicano che nel 2014 lo scambio commerciale è ammontato a 3,6 miliardi di euro, costituito da 1,732 miliardi di esportazioni italiane e da 1,932 miliardi di importazioni italiane. Le prime voci nelle esportazioni sono state le autovetture, i prodotti tessili e i macchinari, mentre per le importazioni le principali voci sono state le autovetture, l’abbigliamento e le calzature, con un saldo negativo della bilancia commerciale per l’Italia per circa 200 milioni di euro.
 
L'Italia rappresenta anche il primo investitore estero in Serbia con una presenza di circa 500 aziende, una quota di capitale investito stimata in oltre 2 miliardi di euro ed un volume d’affari di oltre 2,5 miliardi di euro. Fra i principali settori di attività vi è quello automobilistico, con Fiat che rappresenta il primo investimento estero in Serbia, con 1,2 miliardi di euro e 3.000 dipendenti nello stabilimento di Kragujevac. Fiat è anche il primo esportatore del paese, con 1,36 miliardi di euro totalizzati nel 2014. Sempre secondo i dati pubblicati sul sito dell’ambasciata italiana a Belgrado, un altro settore importante è quello bancario, che vede Intesa e Unicredit detenere il 25 per cento del mercato locale. Importante è anche il settore assicurativo, con Generali e Sai-Fondiaria che detengono il 45 per cento del mercato serbo. Altri settori in cui spicca la presenza italiana è il tessile, con la presenza del gruppo Benetton, di Calzedonia, Pompea e Goldenlady, il calzaturiero con Geox, quello agricolo con investimenti in via di sviluppo come quelli di Ferrero e Rigoni di Asiago.
 
In campo infrastrutturale, l’Italia ha assieme alla Serbia il coordinamento del pilastro connettività della Macroregione adriatico-ionica, approvata sotto la presidenza italiana di turno dell’Unione europea lo scorso ottobre. Un altro settore di collaborazione è infine quello energetico, in particolare per quanto riguarda l’idroelettrico e altre fonti rinnovabili. 
 

 

     
Accordo sull'energia entro due mesi    
     
Belgrado, 31 mar - (Agenzia Nova) - Le riunioni tecniche per aggiornare l'accordo di cooperazione sull'energia tra Italia e Serbia dovrebbero produrre un'intesa entro due mesi. Così il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, rispondendo a una domanda di "Agenzia Nova" durante un colloquio con la stampa italiana nel corso della sua visita a Belgrado. Il titolare della Farnesina ha spiegato che vi sono due aspetti centrali che riguardano la cooperazione tra Italia e Serbia nel campo dell’energia e delle infrastrutture: la Macroregione adriatico-ionica e la negoziazione in corso per l’aggiornamento degli accordi precedenti.
 
“Da una parte – ha detto Gentiloni – l’Italia e la Serbia guidano nell’ambito della Macroregione adriatico-ionica il gruppo di lavoro dedicato all’energia e ai trasporti. Sono progetti che si stanno elaborando adesso, che verranno messi a punto e che riceveranno, se ritenuti validi, anche degli importanti finanziamenti europei. L’idea è collegare sempre meglio tra di loro i paesi dei Balcani occidentali dal punto di vista delle infrastrutture. Certamente sono grandi progetti che possono interessare al sistema delle imprese in Italia”. Il secondo aspetto, ha detto Gentiloni, riguarda la negoziazione in corso per l’aggiornamento dell’accordo energetico tra Italia e Serbia.
 
“L’accordo è stato fatto alcuni anni fa e, anche alla luce di riunioni tecniche che si sono svolte anche qui a Belgrado la settimana scorsa, si sta lavorando per arrivare ad una definizione più aggiornata, che mi auguro si possa raggiungere entro un paio di mesi”. Italia e Serbia hanno siglato nell'ottobre 2011 un accordo di cooperazione sull’energia che prevede, fra le altre cose, la costruzione di impianti idroelettrici, realizzati da investitori italiani e serbi, allo scopo di importare energia pulita in Italia attraverso l’elettrodotto sottomarino che parte dal Montenegro. Attualmente il progetto è in attesa di un decreto attuativo da parte del governo italiano. 
 

 

 

     
Trilaterale con l'Albania, un formato da ripetere    
     
Quello di oggi è il secondo incontro con l’omologo serbo Dacic dopo la trilaterale tenuta insieme al ministro degli Esteri dell’Albania a Palazzo Madama. E proprio la riunione avvenuta a Roma nei mesi scorsi, secondo Gentiloni, può essere un formato utile da rinnovare, cercando degli argomenti specifici da discutere. “Credo - ha precisato il ministro - che nei prossimi mesi avremo occasione di incontrarci di nuovo in quel formato”. Gentiloni è poi tornato sul tema del processo di integrazione europea della Serbia, sottolineando che l’Italia è convinta che tale processo debba fare dei passi in avanti con l’apertura di capitoli negoziali entro quest’anno. “Noi avevamo cercato durante la nostra presidenza di turno dell'Ue - ha aggiunto - di aprire il capitolo 32. E’ importante che ci siano segnali concreti. Ho apprezzato l’impegno di Federica Mogherini (Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue, ndr) e l’Italia, come stato membro, lavorerà in questa direzione".
   
     
L'incontro con Vucic    
     
Belgrado, 31 mar - (Agenzia Nova) - L’Italia e la Serbia hanno relazioni bilaterali eccellenti e a ciò contribuiscono ulteriormente le visite regolari fra le autorità politiche dei due paesi. E’ quanto emerso dal colloquio avuto oggi a Belgrado dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni con il premier serbo Aleksandar Vucic, secondo quanto riporta una nota del governo serbo. Il titolare della Farnesina ha sottolineato, prosegue la nota, come la partecipazione della Serbia ad Expo 2015 sia un’occasione per presentare il paese in Italia nel migliore dei modi. La Serbia, ha proseguito Gentiloni, è un paese stabile dal punto di vista politico ed economico, che dunque porta stabilità all’intera regione.
 
L’Italia, ha aggiunto il ministro, rispetta ciò che compie il governo serbo nell’ambito delle riforme economiche. Il governo italiano, ha concluso, continuerà a sostenere una rapida apertura dei capitoli negoziali di adesione con l’Unione europea. Vucic ha ricordato che prossimamente si terrà a Belgrado la seduta congiunta dei due governi. “Ciò rappresenta una buona base – ha aggiunto – per un ulteriore avanzamento della cooperazione economica e dello scambio commerciale”.
 
Sempre in campo economico, il premier serbo ha detto di aspettarsi nuovi investimenti da parte italiana, in particolare nel settore agricolo e agroalimentare. Dal punto di vista politico, Vucic ha ringraziato l’Italia per il sostegno al percorso di integrazione europea della Serbia. Quest’ultimo, ha osservato Vucic, è obiettivo prioritario per Belgrado. “La Serbia – ha osservato – continuerà ad essere pilastro di stabilità nella regione, attraverso l’avanzamento delle relazioni con i paesi vicini. Questo – ha concluso Vucic – contribuirà allo sviluppo economico dei Balcani occidentali”.
 

 

L'incontro tra Gentiloni e Vucic

Foto del governo serbo

     
La lotta al terrorismo    
     
Belgrado, 31 mar 19:10 - (Agenzia Nova) - Esiste una grande cooperazione con la regione balcanica nella lotta allo Stato islamico e al fenomeno dei combattenti stranieri. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ai media italiani presso la residenza dell’ambasciatore d’Italia Giuseppe Manzo, nel corso della sua visita ufficiale a Belgrado. “I Balcani sono stati in passato sia un luogo dove sono andati i 'foreign fighter' da altri paesi dell’Europa occidentale, sia fattore di tensione tra comunità religiose diverse. Oggi c’è una grande cooperazione con quasi tutti i paesi. L’Italia e la Serbia per esempio sono entrambe nella coalizione contro lo Stato islamico, si scambiano informazioni e una delle ultime operazioni che abbiamo fatto in Italia contro lo Stato islamico è stata fatta in collaborazione anche con le agenzie d’informazione della Serbia”.    
     
L'intervista a "Politika"    
     
Belgrado, 31 mar 09:44 - (Agenzia Nova) - L’Unione europea non sarà completa fino a che non si arriverà alla piena integrazione dei Balcani. E’ quanto ritiene l’Italia, secondo le parole del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni contenute in un’intervista al quotidiano serbo “Politika”. “Intendo portare nuovamente – ha detto Gentiloni – il fermo sostegno dell’Italia alla Serbia nel suo percorso europeo. L’Italia non ha mai fatto mancare alla Serbia il proprio appoggio al processo di integrazione Ue, e non lo farà mai mancare, neppure agli altri paesi dei Balcani occidentali”. Il titolare della Farnesina ha poi menzionato i prossimi appuntamenti istituzionali che riguarderanno la cooperazione fra Italia e Serbia. “Tenendo conto del vicino vertice intergovernativo e della visita del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, voglio ricordare anche la forte base dei nostri legami: l’Italia non è solo un sostenitore indiscusso delle autorità di Belgrado, ma è anche il più importante investitore e partner commerciale della Serbia”.
 
E’ un fatto, ha proseguito Gentiloni, che Fiat è il maggiore investitore singolo in Serbia, con una cifra investita di oltre 1,2 miliardi di euro, e l’anno scorso è stato il maggior esportatore.”Si parla – ha osservato – di un investimento straordinario e del più importante simbolo della collaborazione economica fra i due paesi”. Gentiloni ha inoltre ricordato le oltre 500 aziende italiane che hanno investito un totale di circa 2 miliardi di euro, per cui l’Italia è il maggior investitore nel paese. Oltre a ciò, ha concluso Gentiloni, dal 2013 l’Italia è il primo partner commerciale, e nel 2014 Serbia e Italia hanno totalizzato quasi 4 miliardi di interscambio.
 

 

Foto dell'ambasciatore Giuseppe Manzo (@beppemanzo)