Presidenziali in Croazia
Kolinda Grabar Kitarovic primo presidente donna della Croazia
 
Zagabria, 12 gen - (Agenzia Nova) - Kolinda Grabar Kitarovic è il primo presidente donna della storia della Croazia e il primo capo dello Stato proveniente dalle fila del centrodestra negli ultimi 15 anni. La Grabar Kitarovic ha sconfitto al ballottaggio il presidente uscente Ivo Josipovic con il 50,74 per cento delle preferenze. La vittoria del centrodestra alle presidenziali è stata alquanto inattesa per quanto riguarda le testate locali, mentre i sondaggi pre-elettorali hanno dato proiezioni molto discordanti tra di loro. La Grabar Kitarovic sarà il primo presidente croato proveniente dalle fila dei conservatori dopo la morte del primo capo dello stato croato Franjo Tudjman.


Dopo la vittoria, il presidente eletto ha dichiarato in conferenza stampa l’intenzione di "lavorare per il benessere della Croazia, che diventerà uno dei paesi più sviluppati d'Europa e del mondo”. La Grabar Kitarovic ha inoltre detto che "è arrivata la fine del periodo delle spaccature" e che "ora è tempo dell'unione della patria, nell'amore e nella fede verso il paese". Rispondendo alla domanda sulla corruzione nel governo di cui ha fatto parte in passato, la Grabar Kitarovic ha dichiarato che il nuovo capo dell'Hdz, Tomislav Karamarko "ha ripulito il partito da persone corrotte".

Per quanto riguarda la politica estera, la vincitrice delle consultazioni ha ribadito l’impegno per "portare il paese all'interno dell'Ue e della Nato in modo migliore, più consono a quello che ci meritiamo". Delusione tra le fila del Partito socialdemocratico (Sdp), leader della maggioranza attuale, che ha sostenuto Josipovic in campagna elettorale. Il premier Zoran Milanovic ha affermato che la Grabar Kitarovic "ha condotto una campagna da setta chiusa, sembrando un combattente militante del suo schieramento". Lo stesso Josipovic ha affermato di essere stato sconfitto "con poco distacco, ma questo è il senso della democrazia".

I risultati delle elezioni, inoltre, "indicano che il paese è completamente spaccato in due, non soltanto per quanto riguarda il sostegno ai candidati, ma anche per quanto riguarda i due principali schieramenti politici". Secondo l'analista Zdravko Petak, interpellato dall'agenzia d’informazione "Hina", l'insediamento della Grabar Kitarovic "avrà una forte influenza anche sull'operato del governo", dato che "il candidato del centrodestra ha più volte annunciato di intendere scuotere politicamente il paese, nei limiti delle proprie competenze costituzionali".
 

Dal lato positivo, un presidente del centrodestra e un governo del centrosinistra "potrebbero portare alla creazione di una piattaforma politica comune sulle riforme che è necessario attuare". Kolinda Grabar Kitarovic ha ricoperto il ruolo del ministro degli Esteri di Zagabria dal 2005 al 2008, all'interno del governo guidato da Ivo Sanader, recentemente condannato per corruzione. Dal 2008 al 2011 la Grabar Kitarovic è stata ambasciatore croato a Washington e in seguito ha ricoperto il ruolo dell'assistente del segretario generale della Nato, incaricata per rapporti diplomatici.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     
Immediate le polemiche del centrosinistra
     
Zagabria, 12 gen - (Agenzia Nova) - Immediate le proteste del centrosinistra del Partito social-democratico (Sdp), legato al presidente uscente Ivo Josipovic, che ha minacciato di presentare ricorso. Secondo la stampa si tratta di una vera e propria "crisi costituzionale", mentre la socialdemocratica Sandra Petrovic Jakovina ha annunciato che l’Sdp si rivolgerà alla Corte costituzionale. Secondo i risultati diffusi dalla Commissione elettorale croata (Dik), Kolinda Grabar Kitarovic ha vinto con il 50,74 per cento dei voti, ovvero 1.114.856 elettori sui circa 3,8 milioni degli aventi diritto. Ma secondo il centrosinistra la percentuale del 50,74 non si riferisce al totale degli elettori che hanno votato.
 

L'articolo 95 della costituzione croata prevede che la vittoria al ballottaggio venga assegnata in base alla "maggioranza di tutti coloro che hanno votato". La Dik ha contato al primo turno anche le schede nulle. Tale metodologia non è stata applicata nel calcolo delle percentuali del secondo turno. Nel caso in cui venisse usata tale metodologia, i consensi per la Grabar Kitarovic sarebbero pari al 49,36 per cento, mentre per Josipovic al 47,9 per cento: se nessun candidato ottiene il 50 per cento più uno dei voti, la costituzione croata prevede una nuova chiamata alle urne dopo 14 giorni. La contestazione ufficiale dei risultati elettorali, in base alle leggi del paese, può essere avanzata sia dal candidato perdenti che dai partiti che lo hanno sostenuto.

Secondo il docente della Facoltà di legge di Zagabria, Vedran Djulabic, la Commissione elettorale avrebbe commesso un errore di calcolo: il distacco tra la Grabar Kitarovic e Josipovic è di 32.435 voti, ma 60.728 elettori ha annullato la scheda, grazie anche all'invito del terzo candidato al primo turno, Igor Sincic, a protestare con il voto nullo. L'esperto di legge del'Unione democratica croata (Hdz, lo schieramento che ha sostenuto la Grabar Kitarovic), Vladimir Seks, ha affermato che le contestazioni dei risultati "sono assurde". Secondo Goran Jandrokovic, altro esponente dell'Hdz, la contestazione rappresenta "una mossa disperata" mentre la stessa Grabar Kitarovic non ha voluto rilasciare commenti, affermando di "non capire il problema" e che "il popolo ha scelto il nuovo presidente della Repubblica".
 

L'iniziativa delle diplomazie di Regno Unito e Germania sullo sblocco del percorso europeo della Bosnia presenta dei punti di forza, ma anche un grosso svantaggio, quello di non garantire l'uguaglianza dei croati all'interno del paese: lo ha detto il neo-eletto presidente della Croazia, Kolinda Grabar Kitarovic. Quest'ultima ha dichiarato all'emittente di Sarajevo "Federalna televizija" che "un accordo interno tra i tre popoli costitutivi e le minoranze che vivono in Bosnia sarebbe auspicabile, ma in caso non si dovesse raggiungere bisognerebbe organizzare una conferenza internazionale riguardo al futuro del paese e al suo funzionamento interno, in cui sarebbero coinvolti la comunità internazionale e gli Stati Uniti". La Grabar Kitarovic ha inoltre affermato che Zagabria "chiederà delle modifiche all'accordo di pace di Dayton" e ha precisato di sostenere le richieste dei croati bosniaci per la formazione di una terza entità nel paese.

 

 

 

     
Prime dichiarazioni di Kitarovic creano frizioni con la Serbia
     
Zagabria, 12 gen - (Agenzia Nova) - Le prime dichiarazioni di Grabar Kitarovic, rischiano di incrinare i rapporti di Zagabria con Bosnia e Serbia. La Grabar Kitarovic ha rilasciato un'intervista all'emittente bosniaca "Bht1", suscitando immediatamente polemiche. Il capo dello stato croato ha invitato la Serbia ad "affrontare la realtà dei fatti e accettare il Kosovo come uno stato indipendente". Una dichiarazione che certamente non farà piacere ai vertici di Belgrado, dopo le “provocazioni” della stessa Grabar Kitarovic sulla Vojvodina. L’esponente dell’Unione democratica croata (Hdz), che domenica scorsa ha sconfitto al ballottaggio il presidente croato uscente Ivo Josipoic, aveva dichiarato dopo la vittoria che avrebbe difeso i diritti delle minoranze in Croazia, ma anche dei croati in "Serbia, in Vojvodina e negli altri paesi vicini”, accostando in tal modo la Vojvodina, provincia serba settentrionale, a uno stato indipendente. Il presidente del Consiglio nazionale serbo in Croazia, Milorad Pupovac, ha dichiarato che “questo lapsus non sarebbe possibile in altri paesi o da altre parti, ma solo all’interno dell'Hdz”. Sulla vicenda è intervenuto anche il premier serbo Aleksandar Vucic, affermando che Belgrado ignora le provocazioni e “non reagisce a certi scivoloni” per senso di responsabilità.

Riguardo ai rapporti con Belgrado, la neo-eletto presidente di Zagabria ha auspicato nell’intervista a "Bht1" che "la Serbia, nell'ambito degli sforzi per aderire all'Ue, risolva anche la questione della minoranza croata nel paese". La Grabar Kitarovic ha poi espresso il "pieno auspico dell'avvio del percorso di adesione della Serba nell'Ue". La Grabar Kitarovic ha inoltre invitato il presidente serbo Tomislav Nikolic a visitare Zagabria. Lo stesso Nikolic, nel messaggio di congratulazioni per la vittoria alle presidenziali croate, aveva espresso la propria "convinzione che riusciremo a ottenere una buona cooperazione" e che tale collaborazione "contribuirà a un'ulteriore promozione dei rapporti bilaterali tra la Serbia e la Croazia". La Kitarovic ha detto a "Bht1" di considerare come “croati anche i cittadini della Croazia di religione ortodossa o di etnia serba”. Queste dichiarazioni sono dovute alla polemica, tuttora in corso, con i vertici uscenti della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, l'entità musulmana e croata della Bosnia, dopo una precedente uscita pubblica in cui la Grabar Kitarovic ha dichiarato di essere tendenzialmente a favore della formazione di una terza entità bosniaca per i croati. Tale dichiarazione è stata criticata dal premier federale uscente Nermin Niksic, secondo cui il neo-eletto presidente di Zagabria "ha dimostrato di conoscere molto poco la situazione in Bosnia" e ha "ripreso la politica della suddivisione che credevamo superata".

Niksic ha criticato il sostegno che la Grabar Kitarovic ha offerto ai "rappresentanti legittimi" del popolo croato in Bosnia, dato che lo schieramento dello stesso Niksic, il Partito social-democratico, insiste su principi "civici" di uguaglianza tra cittadini, piuttosto che tra i popoli costitutivi (serbi, bosniaci musulmani, croati). Le dichiarazioni della Grabar-Kitarovic sono state commentate anche dal ministro della Funzione pubblica di Zagabria, Arsen Bauk, il quale ha sollevato la questione, tramite i social network, su "cosa siano i croati in Serbia, se i serbi in Croazia sono croati". Il presidente della Coalizione dei profughi di Belgrado, Miodrag Linta, ha condannato a sua volta le dichiarazioni della Grabar Kitarovic, affermando in un'intervista al sito internet "Novosti" che "il messaggio che i serbi non sono i benvenuti in Croazia è chiaro". Linta ha inoltre invitato il neo-eletto presidente croato a "impegnarsi per la realizzazione degli obblighi derivanti dalla costituzione croata e non permettere che gli assassini dei serbi girino a piede libero in Croazia". La Grabar-Kitarovic dovrebbe infine "sostenere la restituzione dei diritti fondamentali ai serbi che ancora vivono in Croazia".