Tirana verso l'Europa
 
Frattini rafforza la cooperazione con Tirana
 
Tirana, 12 apr - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha iniziato oggi un breve tour dei Balcani, che lo vede impegnato in vari incontri istituzionali in Albania e Bosnia Erzegovina. A Tirana, stamattina, il capo della diplomazia italiana si è riunito con il suo omologo albanese, Ilir Meta, e successivamente con il primo ministro, Sali Berisha, con il quale ha firmato il nuovo Protocollo pluriennale di cooperazione allo sviluppo 2010-2012. Poi Frattini è stato ricevuto dal presidente albanese, Bamir Topi, mentre nel primo pomeriggio è avvenuta l'inaugurazione, assieme a Berisha, del programma di eventi "1990-2010, la cooperazione italiana allo sviluppo in Albania", tenuto nella cornice di "Italia-Albania 2010 - due popoli, un mare, un'amicizia".
 
Con i responsabili albanesi, Frattini ha discusso del partenariato strategico e della cooperazione italo-albanese, dell'importante dossier energetico e delle questioni migratorie. Sono stati affrontati inoltre i temi della prospettiva europea di Tirana, la liberalizzazione dei visti per i cittadini albanesi e la realizzazione del corridoio VIII. La visita è stata anche un’occasione per parlare del contesto regionale. Al centro dell'attenzione l'incontro politico Ue-Balcani occidentali, previsto per il giugno prossimo, ma si è parlato anche della missione Osce in Albania e dei fori di cooperazione regionale: l'iniziativa centro-europea e l'Iniziativa adriatico-ionica. Ultimo argomento sull'agenda, la riforma del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che per l'Italia ha un’importanza strategica.
  

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, con il premier albanese, Sali Berisha
Foto Antonio Scattolon

 
Tirana verso l'Europa
 

Tirana, 12 apr - (Agenzia Nova) - La visita a Tirana del ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, cade in un momento cruciale per il processo d'integrazione dell'Albania nelle istituzioni europee. Il 14 aprile, a Bruxelles, il governo di Tirana consegnerà infatti le risposte al questionario predisposto dalla Commissione europea, che dovrà poi esprimere il proprio parere formale sulla candidatura dell'Albania all' adesione all'Ue. La grave crisi politica in atto nel paese delle aquile, rischia tuttavia di complicare seriamente il processo. L'opposizione socialista, infatti, non riconosce la validità delle elezioni politiche e chiede il riconteggio dei voti.

La maggioranza di centrodestra è disposta a costituire una commissione parlamentare sul tema, ma è nettamente contraria al riconteggio. La disputa blocca il parlamento e rischia di ripercuotersi negativamente sulla valutazione della Commissione europea, che considera il regolare funzionamento delle istituzioni come un requisito essenziale per un paese candidato all'Ue. La crisi politica di Tirana potrebbe ritardare anche la concessione della liberalizzazione dei visti d' ingresso nell' Ue ai cittadini albanesi. Albania e Bosnia-Erzegovina sono gli unici paesi balcanica a non godere ancora di questo privilegio ma da parte albanese, recentemente, si è espresso il timore che la Bosnia possa ottenere soddisfazione per prima. L'instabilità politica a Tirana viene già indicata da alcuni paesi europei come causa sufficiente per rinviare ulteriormente la liberalizzazione del regime dei visti. E' dunque ragionevole attendersi che il ministro Frattini ribadisca ai dirigenti albanesi il sostegno dell'Italia alla candidatura europea di Tirana ed alla liberalizzazione dei visti, esortando però al tempo stesso maggioranza ed opposizione ad avviare un dialogo capace di superare una crisi politica potenzialmente pericolosa per il processo d'integrazione in Europa.

La recente visita a Belgrado del ministro degli Esteri albanese, Ilir Meta, è stata un passaggio importante per il rilancio delle relazioni con la Serbia. Frattini non mancherà di esortare gli albanesi a proseguire su questa strada, anche in vista della conferenza internazionale Ue-Balcani occidentali che, proposta dall'Italia, sarà organizzata dalla presidenza spagnola dell' Unione a Sarajevo, nel giugno prossimo. L'auspicio dell'Italia è che la conferenza possa diventare un momento decisivo per l' integrazione europea di tutta la regione balcanica. E' quindi importante che la leadership albanese eserciti la sua influenza sul governo del Kosovo, affinché Pristina partecipi alla conferenza con la flessibilità necessaria a garantire un dialogo produttivo e, dunque, il successo dell' iniziativa. Un primo momento di confronto, su questo piano, si avrà già il 5 maggio prossimo, quando ad Ancona si terrà la riunione ministeriale dell' Iniziativa adriatico-ionica, cui, oltre all'Italia, aderiscono Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro, Serbia e Slovenia.

 

La piazza centrale di Tirana

 

 

Il premier albanese, Sali Berisha, con il presidente della
            Commissione europea, José Manuel Barroso

 
Frattini: l'Ue riconosca Tirana come candidato entro l'anno
 
Tirana, 12 apr - (Agenzia Nova) - "L'Italia lavorerà con forza in Europa affinché la procedura per il riconoscimento dello status di paese candidato all' Albania possa concludersi entro la fine di quest'anno": lo ha detto il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, parlando oggi a Tirana subito dopo l'incontro avuto con il suo omologo albanese, Ilir Meta. "Sono convinto, il governo italiano è convintissimo che i Balcani siano una regione europea, la cui vocazione europea deve essere incoraggiata e sostenuta”, ha detto Frattini. “Si tratta di una regione che non ha alcuna altra prospettiva se non quella dell' integrazione europea". L'Albania, ha aggiunto il ministro, "ha fatto grandissimi progressi" e tra pochi giorni presenterà a Bruxelles il questionario sulla base del quale la Commissione europea dovrà decidere se raccomandare o meno al Consiglio dei ministri dell'Ue di concedere all' Albania lo status di paese candidato. "Un riconoscimento europeo non mancherà", ha detto Frattini, a patto che Tirana faccia tutti i passi necessari.
   
 
Meta: Frattini "architetto" della liberalizzazione dei visti
 
Tirana, 12 apr  - (Agenzia Nova) - Nella conferenza stampa presso il ministero degli Esteri albanese, il ministro Ilir Meta ha ricordato che "il nome di Frattini è legato a un processo vitale per tutti i paesi dei Balcani occidentali: quello della liberalizzazione dei visti". E' stato lui, infatti, "l'architetto di questo processo", negli anni in cui, da vicepresidente della Commissione europea, aveva la responsabilità degli Affari interni e della giustizia. Da parte sua, aveva detto Meta, "il governo albanese ha compiuto in questi 8 mesi progressi spettacolari" nell' adempimento degli obblighi assunti con l'Unione europea per ottenere la liberalizzazione dei visti, "e tutti i requisiti sono soddisfatti". Dal canto suo, Frattini ha detto che la prospettiva della liberalizzazione dei visti è più vicina: "Quando ero vicepresidente della Commissione europea mi preoccupai di fissare criteri molto concreti e molto verificabili, per evitare discrezionalità. Credo dunque che gli uffici della Commissione potranno verificare che quei requisiti sono stati raggiunti. Il nostro obiettivo è ottenere la decisione politica entro la fine di maggio", in modo che la liberalizzazione dei visti per i cittadini di Albania e Bosnia-Erzegovina possa essere annunciata a giugno, nella conferenza ue-Balcani occidentali che si terrà a Sarajevo. "Il Consiglio dei ministri dell'Ue potrà quindi decidere formalmente prima delle vacanze estive, per far sì che i cittadini di Albania e Bosnia possano viaggiare per la prima volta senza visti già in autunno. Sono obiettivi raggiungibili”, ha concluso Frattini. “Occorrerà una forte volontà politica della Commissione e dei paesi membri. L'Italia sarà all'avanguardia di questo processo”.
 

Il ministro Frattini con il vice premier e ministro degli Esteri albanese, Ilir Meta

©Agenzia Nova

 
Il protocollo di cooperazione allo sviluppo 2010-2012
 
Tirana, 12 apr - (Agenzia Nova) - “Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ed il primo ministro albanese, Sali Berisha, hanno firmato oggi a Tirana il nuovo Protocollo triennale di cooperazione allo sviluppo per il periodo 2010-2012. Il documento rappresenta una prima realizzazione concreta degli obiettivi fissati nella dichiarazione congiunta di partenariato strategico, firmata a Roma il 12 febbraio scorso da Berisha e dal presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi. Il nuovo Protocollo rinnova l'impegno italiano a favore dello sviluppo socio-economico dell'Albania, attraverso il finanziamento di nuove linee d' intervento in alcuni settori prioritari: le piccole e medie imprese, l'agricoltura, lo sviluppo sociale e l'educazione. L'Italia mette così in campo 51 milioni di euro, di cui 28 milioni in crediti d' aiuto, 3 milioni in dono e 20 milioni sotto forma di conversione del debito. Gli interventi più significativi del pacchetto sono la nuova linea di credito per le Pmi, pari a 15 milioni di euro, un programma per la modernizzazione del settore agricolo da 10 milioni di euro ed un programma a sostegno delle politiche sociali da 20 milioni di euro.

L'importanza degli aiuti italiani è testimoniata inoltre dal programma "1990-2010, la Cooperazione italiana allo sviluppo per l'Albania", inaugurato da Frattini e Berisha presso il Museo storico nazionale di Tirana. Si tratta di una serie di eventi che, prolungandosi fino al 9 maggio prossimo, metteranno in risalto il contributo della cooperazione italiana alla crescita socio-economica dell'Albania negli ultimi vent'anni. Il programma rientra nel cartello di manifestazioni "Due popoli, un mare, un' amicizia", che da marzo a luglio, con oltre 80 eventi, ha lo scopo di presentare al vasto pubblico albanese il "sistema Italia". Attualmente la Cooperazione allo sviluppo italiana ha in Albania 78 progetti in corso, per un impegno di circa 335 milioni di euro che fa dell' Italia il primo paese donatore, ed il secondo in assoluto, dietro solo all' Unione europea. L'Italia è inoltre "lead Facilitator" per i progetti dei donatori dell'Ue, e co-finanziatore del Multi-Donor Trust Fund della Banca mondiale, assieme a Svezia, Gran Bretagna, Olanda, Austria, Svizzera ed Unione europea. A Tirana è presente una delle più importanti Unità tecniche locali della Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri italiano.
  

Una classe del progetto per la prevenzione dell'abbandono scolastico

 
Berisha: grazie all'Italia per la solidarietà
 
Tirana, 12 apr - (Agenzia Nova) - Il primo ministro albanese, Sali Berisha, ed il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, hanno firmato oggi a Tirana il nuovo Protocollo triennale di cooperazione allo sviluppo 2010-2012, che prevede da parte italiana un impegno di 51 milioni di euro a favore delle piccole e medie imprese, dell'agricoltura, dell'educazione e della sanità. Berisha ha sottolineato la solidarietà italiana "in un momento non facile dal punto di vista finanziario", ed ha ringraziato Frattini, l'Italia ed il "grande amico di tutti gli albanesi, Silvio Berlusconi". Frattini, da parte sua, ha ribadito gli obiettivi dell'Italia nel processo d' integrazione dell' Albania in Europa: l'ottenimento dello status di paese candidato entro fine anno, e la decisione sulla liberalizzazione dei visti prima dell' estate. Il capo della diplomazia italiana ha poi giudicato molto interessanti le prospettive di sviluppo nel campo dell' energia ed ha sottolineato l' impegno dell'Italia a favore del Corridoio VIII, su cui a fine mese si terrà proprio a Tirana un incontro tra i ministri dei Trasporti di Italia, Albania, Bulgaria e Macedonia.     

 

L'Italia potrebbe rappresentare Tirana all'estero

 
Tirana, 12 apr - (Agenzia Nova) - Le ambasciate e i consolati italiani potrebbero curare gli interessi diplomatici e consolari dell' Albania nei paesi in cui Tirana non ha proprie rappresentanze ufficiali: la proposta è stata avanzata dal ministro degli Esteri albanese, Ilir Meta, nel corso del colloquio avuto a Tirana oggi con il suo omologo italiano, Franco Frattini. "Ho parlato di un possibile accordo, o di una dichiarazione d' intenti", ha detto Meta durante la conferenza seguita all' incontro. "Stiamo discutendo della possibilità che l'Italia possa garantire all'Albania la rappresentanza diplomatica e consolare nei paesi in cui l'Albania non è rappresentata", ha confermato Frattini, senza tuttavia indicare una data per l' eventuale accordo. Meta ha inoltre ringraziato il capo della diplomazia italiana per il sostegno dato alla forte comunità albanese in Italia (tra i 300 mila ed i 430 mila cittadini, a seconda delle stime), in particolare per il riconoscimento delle patenti di guida, ed ha auspicato un simile accordo per il riconoscimento delle pensioni..
    
 
I progetti energetici: fino a sette miliardi di investimenti
 
Tirana, 12 apr - (Agenzia Nova) - La cooperazione energetica italo-albanese punta a far diventare l'Albania uno hub per gli approvvigionamenti e la sicurezza energetica del nostro paese, alternativo a quelli già in atto con altri paesi del Mediterraneo, la Russia e i fornitori del Golfo persico. Sono molte le iniziative in fase di progettazione o di esecuzione, fortemente caratterizzate dal carattere innovativo delle tecnologie e dal rispetto ambientale. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha sottolineato l'importanza di questi investimenti per l' Italia e la ricaduta in termini economici e di trasferimento di tecnologie per l'Albania. L'azione italiana s'inserisce in ampio un quadro di interventi che guarda a tutti i paesi dei Balcani occidentali. I progetti vanno dalla centrale a "carbone pulito" di Porto Romano, per cui è in corsa l'Enel, a un parco eolico da 250 aerogeneratori, a collegamenti sottomarini, centrali idroelettriche e generatori a biomasse. Il valore complessivo dipenderà dalle scelte che devono ancora essere per le realizzazioni ancora in fase di progettazione, ma è suscettibile di arrivare nei prossimi anni a sette miliardi di euro.
  

Un parco eolico in Albania

 

I progetti più importanti

 
Tirana, 12 apr  - (Agenzia Nova) - Il progetto più importante è sicuramente quello per cui è in corsa l'Enel, riguardante una centrale termoelettrica a carbone di grandi dimensioni (da 800 a 1600 megawatt) a Porto Romano (vicino a Durazzo) e un cavo d' interconnessione commerciale ("merchant line") con l'Italia da 500 megawatt. C'è poi il progetto del gruppo energetico "Moncada" per la realizzazione di un parco eolico da 250 aerogeneratori da 500 megawatt a sud e a sud-est di Valona. E' prevista la realizzazione di un cavo d' interconnessione da 500 megawatt che collegherà Brindisi a sud Babica (Valona). Il costo è di 80 milioni di euro per il parco e di 250 milioni per il cavo. Un altro progetto riguarda il terminal petrolifero italo-albanese (Pia), per cui la baia di Valona sarà usata per lo stoccaggio, la movimentazione e la distribuzione di prodotti petroliferi, chimici e gas di petrolio liquefatto (Gpl). Il costo è di 60 milioni di euro. Il Gruppo Marseglia di Monopoli, Bari, sta poi spingendo per la realizzazione di tre progetti: una centrale a biomassa liquida della potenza di circa 140 megawatt e due parchi eolici nella zona di Baldren della potenza di 243 megawatt; una "merchant line" con cavo sottomarino tra Shenjin e Foddia per esportare in Italia parte dell'energia prodotta; la sottostazione elettrica nel comune di Kallmet. Il costo totale dei progetti è di un miliardo di euro. In programma ci sono anche alcuni rigassificatori.
 
Il progetto Trans European Energy prevede la costruzione di un impianto di rigassificazione da 8 miliardi di metri cubi l' anno (il 10 per cento del consumo annuo italiano) e di una condotta sottomarina (circa 120 chilometri). Il progetto Skavica prevede invece la creazione di una centrale idroelettrica e annessa diga sul fiume Drin. Si tratta di una centrale idroelettrica di 250 megawatt in grado di generare circa 1800 gigawatt l' anno. Il costo si aggira intorno ai 600 milioni di euro. Il progetto Albaniabeg prevede la costruzione di una centrale idroelettrica a Kalivac, sul fiume Vjosa, da 100 megwatt e del costo di 150 milioni di euro. C'è poi un progetto per la costruzione di 75 torri eoliche per la produzione di oltre 150 megawatt di potenza, vicino a Kryevidhi, a 50 chilometri da Tirana. Il costo è di circa 200 milioni di euro. Il Gruppo Caraglio intende invece realizzare piccole centrali idroelettriche sul fiume Shkumbini. Il gruppo Sol intende anch' esso realizzare piccole centrali idroelettriche, ed è inoltre in procinto di firmare l' atto di concessione per il progetto Tujan (centrale idroelettrica da 7,5 megawatt nei pressi di Tirana del valore di 9 milioni di euro).
  

Impianto idrico realizzato con i fondi della Cooperazione italiana