Parlamentari in Moldova
La Moldova sceglie l'Europa
 

Chisinau, 1 dic - (Agenzia Nova) - I risultati delle elezioni parlamentari che si sono svolte ieri in Moldova confermano che il paese intende proseguire il percorso europeo avviati negli ultimi anni. La lotta fra i partiti pro europei e la sinistra filorussa è stata serrata e non sono mancati dei “colpi di scena”, come il risultato sopra ogni aspettativa del Partito socialista che col 91,51 per cento delle schede scrutinate è il primo col 21,37 per cento dei consensi. Seguono il Partito liberal democratico (Pldm) col 19,41 per cento, il Partito comunista (Pcrm) col 17,88 per cento, il Partito democratico (Pd) col 15,8 per cento e il Partito liberale (Pl) col 9,45 per cento. In base a questi risultati i tre schieramenti pro europei - Pldm, Pd, Pl - hanno raccolto complessivamente oltre il 44 per cento delle preferenze, quanto basta per ottenere la maggioranza dei 101 seggi di cui è composta l’assemblea legislativa di Chisinau. 

 

Il parlamento monocamerale della Moldova è composto da 101 seggi e i suoi membri sono eletti con voto popolare ogni quattro anni. Una volta eletto, il parlamento vota, attraverso un’elezione indiretta, un presidente della Repubblica che funge da capo dello stato e incarica un premier di formare un governo che sarà soggetto alla fiducia del parlamento. La ripartizione dei seggi avviene tramite un sistema proporzionale e per formare un governo un partito, o una coalizione, hanno bisogno del 51 seggi mentre per l’elezione del presidente ne servono 61. Se venissero confermati i 54 seggi ottenuti dalla coalizione pro europea l’elezione del nuovo capo dello Stato, che succederà a Nicolae Timofti, potrebbe rappresentare il primo vero scoglio per il Pldm e i suoi alleati.

 
 
Pldm pronto a guidare la coalizione pro europea
 
Chisinau, 1 dic - (Agenzia Nova) - Il Pldm, principale schieramento dell’attuale coalizione di governo – l’Alleanza per l’integrazione europea (Aie) –, di cui fanno parte anche il Partito democratico e il Partito liberale, è pronto a proseguire la strada europea e mantenere in vita l’alleanza politica. A confermarlo è stato il presidente del partito, Vlad Filat, nel corso di una conferenza stampa. "Le pressioni senza precedenti cui è stato sottoposto il paese non sono sparite. Tuttavia il risultato ci consente di proseguire il nostro cammino europeo. Se osserviamo i dati, i partiti pro europei mantengono un vantaggio di 4-5 seggi su quelli filorussi”. 
 
“Non si tratta di un grande margine – ha proseguito Filat – dato che siamo al governo da cinque anni in un periodo che non è stato per niente facile. Non posso dire che sono molto soddisfatto dei risultati, ma penso che siano positivi e che ci garantiscono la possibilità di creare una base per costruire un governo pro europeo”. Il leader del Pldm ha concluso il suo intervento affermando che i partiti pro europei devono fornire una risposta chiara alla società e assumersi un impegno che sarà irrevocabile. Il periodo al governo della coalizione pro europea è stato contrassegnato dall’adozione di una serie di notevoli riforme economiche che hanno rafforzato i rapporti commerciali con l’Unione Europea, fra cui ovviamente figura la firma dell’Accordo di associazione. L’avvicinamento a Bruxelles, però, ha determinato un conseguente raffreddamento dei rapporti con Mosca che dopo la sigla dell’accordo ha imposto un embargo su diversi beni alimentari moldavi, come il vino, la carne e i prodotti agricoli. 
 
Il Partito liberale ha già fatto sapere di essere disponibile a proseguire il lavoro della coalizione per bocca del suo leader, Marian Ghimpu. "Cari cittadini, vi ringrazio per il voto concesso al Partito liberale. Questo significa che sostenete l'adesione della Moldova all’Unione europea e alla Nato. Grazie per i voti assegnati ai partiti europei. Il vostro voto consente ai tre partiti di sedersi a un tavolo e formare una coalizione pro-europeea. La Moldova soltanto così potrà andare avanti", ha detto Ghimpu sottolineando il fatto che il popolo ha bisogno di sapere che il governo lavorerà per loro e che avrà un orientamento pro europeo.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
I socialisti contano sul sostegno della popolazione
 

Chisinau, 1 dic - (Agenzia Nova) - I socialisti col 21,37 per cento delle preferenze possono considerarsi soddisfatti della loro campagna elettorale che ha mostrato il sostegno diretto della Russia. Dopo l’annuncio dei primi risultati il leader socialista Igor Dodon, considerato molto vicino a Vladimir Putin come mostrano i manifesti elettorali, ha dichiarato che il risultato “delle elezioni è molto illustrativo. Le persone sono state private della possibilità di un referendum (per decidere se siglare o meno l’Accordo di associazione, ndr), ma tramite il voto hanno dimostrato come vedono il futuro della Moldova. Questi risultati mostrano chiaramente che il Partito socialista è emerso come la principale forza di opposizione. Le nostre idee e i nostri valori sono condivisi da molti cittadini. La gente vuole una governance sociale e un futuro stabile insieme ai nostri partner strategici tradizionali, insieme alla Russia, all'interno dell'Unione doganale”. Il leader socialista ha criticato duramente l’esclusione dalla competizione elettorale del Partito Patria, lo schieramento filorusso dell’imprenditore Renat Usatii. Diversi analisti, però, ritengono che una parte dei voti incassati “a sorpresa” dal Partito socialista siano proprio quelli dei sostenitori del Partito Patria. 

 
A soli due giorni dalle elezioni la Corte suprema moldava ha deciso di estromettere lo schieramento di Usatii che è stato accusato di ver ricevuto circa 360 mila euro di contributi elettorali dall’estero, una pratica non ammessa dalla legge moldava. Inoltre questi fondi non sarebbero stati dichiarati nella relazione presentata alla Commissione elettorale centrale (Cec). In base ai sondaggi, il Partito Patria avrebbe guadagnato fra l’8 e il 14 per cento dei voti. Secondo Dodon, le accuse contro Usatii fanno parte di un piano di governo, Europa e Stati Uniti per impedire la formazione di un governo filorusso nel paese balcanico. Dodon, proprio sulla base di queste informazioni, ha smentito ogni possibile indiscrezione su un’alleanza con uno dei partiti pro europei ma ha confermato “un confronto possibile” con il Partito comunista che ha ottenuto 17,88 per cento delle preferenze. 
 
Le parole di Dodon fanno eco a quelle del vicepremier russo, Dmitrj Rogozin, il quale ha commentato con un post sul suo profilo Facebook l’esito delle consultazioni moldave. “I risultati preliminari delle elezioni parlamentari moldave non riflettono pienamente la scelta dei cittadini del paese. Se le autorità di Chisinau avessero creato le giuste condizioni di voto per gli immigrati moldavi residenti in Russia e se il Partito Patria non fosse stato estromesso dalla competizione elettorale, i partiti di sinistra avrebbero vinto le elezioni e il percorso europeo della Moldova sarebbe stato compromesso”, si legge nel post di Rogozin. Il vicepremier russo conclude dicendo: “Le autorità di Chisinau dovrebbero chiedersi: stiamo andando nella giusta direzione? E stiamo tenendo conto dei 500 mila cittadini residenti in Transnistria (regione separatista situata a est della Moldova, ndr)”. 
 
 
Gli scenari futuri
     
Chisinau, 1 dic - (Agenzia Nova) - Diversi osservatori politici moldavi sostengono comunque che, nonostante la vittoria della coalizione pro europea, il peso dei partiti filorussi sarà degno di nota e non sono da escludere, come già accaduto in passato, proteste e instabilità. Dodon d’altronde ha subito annunciato che le prime richieste dei socialisti in parlamento saranno l’annullamento dell’Accordo di associazione con l’Ue, firmato il 27 giugno scorso e considerato il principale risultato raggiunto dalla coalizione europea, l’organizzazione di un referendum per consentire ai cittadini moldavi di decidere se siglare o meno l’accordo e, infine, l’adozione di una serie di misure per risolvere i principali problemi socio-economici del paese balcanico.