Presidenziali in Romania
La vittoria "a sorpresa" di Iohannis
 

Bucarest, 17 nov - (Agenzia Nova) - Il candidato di centrodestra dell’Alleanza cristiano liberale (Acl), Klaus Iohannis, è il vincitore delle elezioni presidenziali romene. Iohannis, al secondo turno che si è svolto ieri, ha ottenuto il 54,50 per cento delle preferenze staccando il suo antagonista, il premier e leader del Partito socialdemocratico (Psd), Victor Ponta, che ha ottenuto il 45,59 per cento dei consensi. Ponta era il favorito alla vittoria finale secondo tutti i sondaggi. Il distacco fra Ponta e Iohannis al primo turno è stato di circa dieci punti percentuali, corrispondente in base ai dati sull’affluenza a oltre un milione di voti. Iohannis ha recuperato consensi nell’ultima parte della campagna elettorale, ma la sua vittoria è effetto, principalmente, delle alleanze costituire dopo il primo turno e dei voti dei cittadini romeni residenti all’estero.

 

Dopo lo “scandalo dei voti all’estero” scoppiato nel primo turno – quando migliaia di elettori non sono riusciti a votare presso le sedi diplomatiche –, la comunità romena all’estero si è mobilitata e sono stati oltre 380 mila gli aventi diritto che si sono presentati alle urne al ballottaggio, più del doppio rispetto al 2 novembre. Lo scandalo ha determinato le dimissioni di Titus Corlatean dall’incarico di ministro degli Esteri e, secondo alcuni analisti, avrebbe garantito un 2,5 per cento di voti a favore di Iohannis. Determinante, però, è stato il sostegno di coloro che non si erano presentati alle urne al primo turno: il candidato dell’Acl ha ricevuto 6 milioni di voti al secondo turno contro 2,8 milioni di voti nel primo turno, vale a dire più del doppio, mentre Victor Ponta ha ricevuto 5,3 milioni di voti, rispetto ai 3,8 milioni dei voti del primo turno.

 

Al primo turno si sono recati alle urne il 52 per cento dei 18,2 milioni di cittadini romeni aventi diritto di voto, ovvero 9,5 milioni di persone, mentre al secondo turno l’affluenza è stata del 62 per cento, pari a 11,3 milioni di persone. In sostanza, la maggior parte dei quasi 2 milioni di elettori in più che hanno votato al ballottaggio si sono espressi a favore di Klaus Johannis. L’affluenza è stata, nello specifico, del 61,41 per cento nelle aree urbane e del 62,88 per cento nelle zone rurali: quest’ultimo dato è stato una grande sorpresa. La popolazione si è mobilitata alle prime ore del mattino per recarsi alle urne.

 

Anche nei seggi dell’estero gli elettori si sono presentati alcune ore prima dell’apertura delle urne per essere sicuri di riuscire a votare, e nonostante ciò alcuni di loro non sono riusciti a esprimere la preferenza, un fatto che ha causato proteste e scontri con le forze di polizia a Torino, Monaco, Londra e Parigi. Iohannis ha vinto nei judet (distretti) dell’ovest e del centro del paese, con picchi di oltre il 60 per cento delle preferenze. Nella sua città, Sibiu, il leader liberale ha ottenuto l’80 per cento dei consensi. Victor Ponta invece ha ottenuto più voti nella area sud orientale del paese. La capitale, Bucarest che rappresenta anche il 10 per cento degli elettori, ha concesso il 55 per cento delle preferenze a Iohannis.

 
 
Iohannis, continueremo a essere "un partner credibile e serio"
 
Bucarest, 17 nov - (Agenzia Nova) - Nelle sue prime parole da presidente eletto Iohannis ha promesso di proseguire la “partnership strategica con gli Stati Uniti” di impegnarsi affinché Bucarest resti “un partner serio e credibile nella Nato e nell’Unione europea”. Iohannis ha ringraziato tutti coloro che lo hanno votato, definendoli “la più bella sorpresa di queste elezioni. La campagna elettorale è finita e ora dobbiamo metterci al lavoro. I romeni ci hanno segnalato che è necessario un cambiamento profondo in Romania. Questo segnale è molto forte, sia per me che per l’intera classe politica. Sarò il presidente di tutti i romeni. Sarò un presidente libero e rappresenterò tutto voi”, ha detto Iohannis.
 
“Chiedo al parlamento di non far passare la legge sull’amnistia e sull’indulto”, ha aggiunto il presidente eletto, invitando i partiti politici ad avviare “con urgenza” i colloqui sulla legge per il voto elettronico e per corrispondenza, sollecitando il governo a presentare “il più presto possibile” la nuova legge finanziaria per il 2015. “Non voglio che accada di nuovo quello che è successo con la diaspora. E' inammissibile. Esprimo ancora una volta il rispetto per i romeni all’estero che hanno capito l'importanza del loro voto. Prego il presidente ancora in carica di analizzare la situazione della diaspora e richiamare tutti i diplomatici che non sono riusciti a gestire la situazione”, ha detto Iohannis.  
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Ponta ammette la sconfitta
 

Bucarest, 17 nov - (Agenzia Nova) - Dopo l’annuncio dei primi exit poll, Ponta ha riconosciuto la vittoria dell’antagonista e ha annunciato che, nonostante la sconfitta elettorale, non si dimetterà dall’incarico di capo del governo: "Non sono diventato primo ministro da solo, ma col sostegno delle persone, delle forze politiche e, se a un certo punto, non ora ma il prossimo anno o fra due, queste forze politiche che mi hanno sostenuto lo chiederanno non esiterò a fare un passo indietro, ma ora ciò non è accaduto e non credo sia il caso”, ha detto Ponta. Il premier romeno, inoltre, ha negato la possibilità di costituire una grande maggioranza di governo col partito di Iohannis.

 

Alcuni esponenti di spicco del Psd hanno chiesto l’uscita dalla coalizione di governo. Il vicepresidente del partito, Robert Negoita, questa mattina ha proposto un passo indietro dopo i risultati delle presidenziali, per consentire alla “squadra” di Iohannis di governare. Secca la replica del vicepresidente esecutivo del Psd, Liviu Dragnea: “Non sono assolutamente d'accordo con la proposta di Robert Negoita di uscire dal governo. Non sono d'accordo per un motivo molto semplice: il messaggio emerso da queste elezioni è stato che non è bene che Victor Ponta diventi presidente per evitare che tutto il potere istituzionale finisca nelle mani del Psd. Dobbiamo seguire la volontà del popolo e non concentrare tutto il potere, ma mantenere un equilibrio politico”.

 
 
 
Gli scenari futuri
 
Bucarest, 17  nov - (Agenzia Nova) - Secondo alcuni analisti, il Psd non lascerà il governo ma sino alle elezioni parlamentari del 2016 la coabitazione tra Iohannis e Ponta non sarà facile. L’unica opzione per sostituire il premier sarebbe una mozione di sfiducia, che dovrebbe ottenere il 50 per cento più uno dei voti in parlamento, ma è un’opzione difficilmente attuabile visto che la maggioranza composta dall’Unione socialdemocratica (Usd), l’attuale alleanza di governo formata da Partito conservatore, Unione nazionale per il progresso della Romania (Unpr) e con il sostegno dell’Unione democratica magiara di Romania (Udmr, espressione della minoranza ungherese), può contare su circa il 60 per cento dei seggi parlamentari. Pertanto, per i prossimi due anni è difficile ipotizzare grandi cambiamenti, come previsto anche dallo stesso Iohannis, il quale recentemente ha dichiarato che intende avere un corretto rapporto istituzionale con il governo in carica.