Intervista a Salim

Il Sudan "paese maturo per nuovi investimenti"
 
Roma, 14 ott  - (Agenzia Nova) - Il Sudan è un paese ormai “maturo” per accogliere nuovi investimenti nel settore energetico, oltre a quelli della Cina, che rappresenta attualmente il maggior partner commerciale di Khartoum. Lo ha detto il ministro delle Risorse idriche e dell' elettricità sudanese, Muataz Musa Abdalla Salim, in un'intervista concessa a "Nova" a margine della conferenza ministeriale Italia-Africa che si è svolta ieri alla Farnesina, in occasione della presentazione del rapporto “Africa Energy outlook”. Nel rapporto, curato dall’Agenzia internazionale per l’energia, si sottolinea come uno dei maggiori problemi del continente africano sia la carenza di infrastrutture per l’accesso interno all’elettricità. Per questo, in Sudan gli investimenti esteri nel settore delle infrastrutture energetiche “sono sempre benvenuti”, ha osservato Salim.

"Il Sudan è un paese maturo da questo punto di vista - ha aggiunto Musa Abdalla Salim -: sa come gestire gli investimenti. Abbiamo acquisito una grande esperienza con diversi operatori internazionali nel settore. Qualsiasi compagnia interessata sicuramente troverà un buon partner nel governo di Khartoum". Salim ha inoltre ricordato che “non è stato il Sudan a scegliere la Cina come suo maggiore partner economico. Il nostro paese non ha preclusioni nei confronti delle società interessate agli investimenti”, ha detto il ministro. Il governo di Khartoum inoltre non ha mai fermato le sue forniture di elettricità verso il Sud Sudan, anche dopo il referendum che ha sancito l'indipendenza dell' ex provincia meridionale nel 2011, ha aggiunto Salim.

"Non abbiamo mai fermato le forniture di elettricità, anche se il conto, arrivato a 3,5 milioni di dollari Usa, non è stato ancora pagato, e allo stesso tempo stiamo cercando di risolvere tutte le questioni pendenti per consentire un flusso regolare del petrolio del Sud destinato alle esportazioni", ha spiegato Salim, secondo il quale Khartoum "non può fare di meglio" per quanto riguarda la condivisione delle risorse energetiche con Giuba. “Abbiamo sempre rispettato tutti gli accordi”, ha precisato il ministro.

Il Sudan è tradizionalmente un paese che esporta la maggior parte della sua produzione di petrolio e gas, ma sta sviluppando un piano per estendere la rete di distribuzione e trasmissione interna. “Stiamo lavorando ad un piano per aumentare l'accesso interno all'energia elettrica – ha spiegato il ministro – Stiamo andando avanti per estendere la rete di trasmissione. Dal 15 per cento del 1999 siamo arrivati quasi al 50 per cento e il nostro obiettivo per il futuro è raggiungere il 70 per cento. Ci siamo assicurati i finanziamenti per raggiungere tutte le regioni del paese, in particolare nella parte estrema orientale e occidentale. Questo è il nostro piano per i prossimi cinque anni”.

Il ministro Salim ha infine sottolineato come ormai sul progetto della Grand Renaissance Dam ci sia “pieno accordo” con l’Egitto. “Le divergenze sono state superate – ha spiegato il ministro –. Sudan ed Egitto hanno sempre detto di non essere contrari alla diga. Abbiamo deciso di accettare il lavoro di un panel internazionale di esperti che dovranno redigere un rapporto sull'impatto del progetto in termini di qualità e quantità. Una volta concluso il rapporto, da qui a sei mesi, sapremo come proseguire e quali misure adottare”.

La diga della Grande Rinascita, sul Nilo Blu, sarà lunga 1.800 metri, alta 170, avrà un volume complessivo di 10 milioni di metri cubi e formerà un bacino di 63 miliardi di metri cubi d’acqua che occuperà più di 51 milioni di acri di terreno. La diga è in via di costruzione in una zona a 40 chilometri dal confine sudanese. Il prossimo 18 ottobre il presidente sudanese, Omar al Bashir, sarà in visita al Cairo, ma in agenda non sono previste nuove “discussioni” sul progetto della Grand Renaissance Dam. “Probabilmente i due presidenti (di Egitto e Sudan) saranno informati durante il loro incontro sull’andamento del progetto, ma ormai tra il Cairo e Khartoum c’è un accordo molto solido su questo tema”, ha concluso Salim. (Gla)
 
  Il ministro dell'Elettricità e delle risorse idriche sudanese, Muataz Musa Abdalla Salim