Elezioni in Bulgaria
Una vittoria ancora da decifrare per il Gerb
 
Sofia, 6 ott - (Agenzia Nova) - Una vittoria agrodolce: dopo poco più di un anno il partito Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb) vince nuovamente le elezioni politiche, ma ancora una volta dovrà trovare degli alleati per riuscire a formare una maggioranza solida e garantire quella stabilità promessa nel corso di tutta la campagna elettorale. Col 99,9 per cento delle schede scrutinate dalla Commissione elettorale centrale (Cec), i risultati parlano chiaro: il Gerb ottiene il 32,67 per cento dei voti pari a 85-90 seggi, seguito dal Partito socialista bulgaro (Bsp) col 15,41 per cento (circa 40 seggi) e dal Movimenti per i diritti e le libertà (Dps, espressione della minoranza turca) col 14,83 per cento (fra i 35 e i 40 seggi). Il Blocco riformista, l’alleanza di partiti minori di centrodestra, ottiene un 8,88 per cento (22-23 seggi), il Fronte patriottico, l’alleanza delle forze nazionaliste, si è attestata al 7,29 per cento (17-19 seggi), mentre Bulgaria senza censura chiude al 5,7 per cento (circa 15 seggi). La legislatura sarà composto anche dal partito della destra nazionalista Ataka col 4,52 per cento (10-11 seggi) e dall’Alternativa per la rinascita bulgara (Abv) col 4,1 per cento (8-10 seggi).  
 
Borisov pronto a dialogare con tutti
 
Sofia, 6 ott - (Agenzia Nova) - Ora Bojko Borisov, il leader del Gerb, si trova ad affrontare la sfida più dura: formare un governo di coalizione che consenta di lavorare con una solida maggioranza dati i 240 seggi di cui è composto il parlamento di Sofia. Borisov si è detto “pronto ad ascoltare le proposte degli altri partiti che parteciperanno alla prossima legislatura”. Come già anticipato nei giorni che hanno preceduto il voto, Borisov si è detto preoccupato per l’eventualità che l’instabilità politica che ha colpito il paese balcanico negli ultimi anni possa perdurare e dello spauracchio rappresentato da nuove eventuali nuove elezioni anticipate. Il leader del centrodestra ha detto di non voler lanciare proclami sinché non saranno pubblicati i risultati definitivi delle elezioni, ma ha aggiunto che non tenterà di formare una coalizione con lo schieramento di centrodestra Blocco riformista, ritenuto il partner di coalizione più attendibile per il Gerb, in quanto il partito non sembra intenzionato ad accettare la nomina di Borisov all’incarico di premier.

“Chi altri potrebbe essere il nuovo primo ministro? Non vogliono avere a che fare con me, cosa posso fare?”, le laconiche dichiarazioni del leader del centrodestra bulgaro. Borisov ha detto che i probabili 90 seggi che il Gerb otterrà a scrutinio completato non sono sufficienti per formare un governo. Data la presenza di altri sei partiti (oltre Gerb e che dovrebbero comporre la prossima legislatura bulgara, Borisov si è detto certo dell’impossibilità di formare una coalizione con il Partito socialista bulgaro, il Movimento per i diritti e le libertà o Bulgaria senza censura. “Siamo pronti a governare perché siamo i più preparati”, ha detto Borisov il quale ha chiesto ai colleghi del partito di “commentare sobriamente i risultati elettorali”, evitando di “porre condizioni” agli altri schieramenti politici. Il Gerb, nonostante i pregiudizi del Blocco, intende comunque presentare una squadra di governo guidata da Borisov.
 
 
Socialisti e Dps: sentimenti opposti per gli ex alleati
 
Sofia, 6 ott - (Agenzia Nova) - I due partiti ex alleati hanno ottenuto risultati simili, ma con umori decisamente diversi. socialisti sono i grandi sconfitti della tornata elettorale, non solo per la vittoria del Gerb – ampiamente scontata – ma soprattutto per la vicinanza in termini di preferenze col Dps, ex alleato storico e ora rivale, che ha rischiato di scalzare il Bsp dal secondo gradino del podio delle preferenze. “Gli elettori bulgari hanno stabilito che il ruolo del Bsp sarà all’opposizione”, ha detto il presidente socialista, Mihail Mikov, che si è congratulato con il partito di centrodestra Gerb per la vittoria delle elezioni e ha garantito la partecipazione del Bsp ai colloqui per stabilire le priorità nazionali e garantire la stabilità della Bulgaria. Il leader socialista, però, non si è detto disponibile a “giochi sottobanco” volti a formare coalizioni o alleanze non ufficiali.

"Questa è la sconfitta più pesante del Bsp alle elezioni parlamentari degli ultimi anni. Mi riferisco principalmente al numero di elettori”, ha detto invece il vicepresidente del congresso nazionale socialista, Janaki Stoilov, secondo il quale “la sconfitta è da imputare all’ultimo mandato di governo”. I socialisti sono stati al potere per poco più di un anno dopo le politiche del 2013, ma il governo guidato dal premier Plamen Oresharski è caduto sotto i colpi di proteste, dissidi interni e del fallimento delle europarlamentari di maggio.

Certamente di altro umore Ljutvi Mestan, leader del Movimento per i diritti e le libertà, che ha pregustato la possibilità di condurre il partito al secondo posto in termini di consensi. I risultati dicono che i socialisti restano davanti, ma il gap è veramente risibile. “Il primo mandato che il presidente della Repubblica bulgaro, Rosen Plevneliev, assegnerà al partito che ha vinto le elezioni deve andare a buon fine. Credo che tutti gli altri scenari spingeranno la Bulgaria in un regime di crisi senza fine”, ha detto Mestan, secondo il quale la posizione sulla scena politica di un partito non è “determinato dai desideri, ma dal sostegno degli elettori. Se questo è sufficiente a rendere il Dps la seconda forza politica allora anche la società civile è convinta di questo”.
 
 
Il ruolo decisivo dei partiti minori
 
Sofia, 6 ott - (Agenzia Nova) - Un’assemblea legislativa composta da otto partiti era il risultato limite proposto dai sondaggi pre-elettorali. Il ruolo delle nuove forze in parlamento sarà fondamentale per il Gerb che cercherà di formare una maggioranza solida per garantire stabilità al paese. La situazione per Borisov si fa complicata: i possibili partner ufficiali – Blocco riformista e Fronte patriottico – non sono intenzionati a trattare col Movimento per i diritti e le libertà, che però garantirebbe un governo stabile anche senza entrare ufficialmente in coalizione col Gerb. Il Blocco, inoltre, non vorrebbe Borisov alla guida del governo (e neanche il suo vice, Tsvetan Tsvetanov). Tenendo fuori dai giochi i socialisti e Ataka, alleanze impossibili per i trascorsi storici fra i vari partiti, e lasciando in secondo piano l’Abv – che sposterebbe di poco i numeri –, non è da escludere un’alleanza (le cui specifiche sono tutte da determinare) fra Gerb, Dps e Bulgaria senza censura: i tre partiti sono disponibili al dialogo, esprimono posizioni simili e insistono sulla necessità di attuare quelle riforme necessarie per far ripartire il paese.  
 
Delusione e critiche dagli osservatori internazionali
 
Sofia, 6 ott - (Agenzia Nova) - Le principali organizzazioni internazionali che hanno monitorato il processo di voto hanno espresso un parere unanime, criticando sia la campagna elettorale che la gestione del processo di voto. “Le elezioni parlamentari che si sono svolte ieri in Bulgaria riflettono la disillusione e l'ulteriore polarizzazione nella società del paese balcanico”, ha riferito il capo della delegazione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Pace), Doris Fiala. “Numerosi scandali di corruzione e accuse di compravendita di voti, combinazione con una mancanza di sostanza nella campagna elettorale, hanno minato la fiducia del pubblico nel processo elettorale e nella politica in generale”, ha detto Fiala, il quale ha incoraggiato “le forze politiche neo-elette a mettere da parte le differenze fra loro e affrontare insieme le richieste pressanti della società".

Secondo il rappresentante del Pace, la stanchezza degli elettori è stata chiaramente visibile durante la campagna che è stata prevalentemente caratterizzata da rivendicazioni populiste. Anche se le elezioni sono state ben gestite tecnicamente e le libertà fondamentali sono stati rispettati, il contesta elettorale è stata caratterizzata dalla stanchezza elettorale e politica, secondo gli osservatori del Pace che sottolineano come le accuse di compravendita di voti proseguano nonostante l’impegno assunto dalle autorità per fare in modo che vengano rispettate le leggi in vigore. Nonostante le 300 segnalazioni di irregolarità giunte prima di ieri, solo due hanno portato all’apertura di un procedimento penale, stando alla relazione del Pace.

Secondo Audrey Glover, capo della missione di osservazione elettorale limitata inviato dall'Ufficio dell’Osce per le istituzioni democratiche ei diritti dell'uomo (Odihr), "la campagna si è concentrata poco sui temi concreti e i media non hanno mostrato alcun interesse nel parlare delle elezioni”. Secondo Glover, “a meno che questi problemi, oltre alle accuse persistenti di irregolarità elettorali, non vengano affrontati in modo efficace, ci continuerà a essere una grave mancanza di fiducia nelle elezioni e nella politica corrente in generale". Il nuovo codice elettorale della Bulgaria "in generale fornisce una solida base" per lo svolgimento di elezioni democratiche, contiene anche alcune "lacune e ambiguità che ostacolano l'applicazione coerente della legge", ha detto la Pace.

Osservando la copertura mediatica del processo elettorale, gli osservatori internazionali hanno sottolineato che, mentre i principali contendenti hanno potuto presentare le loro opinioni attraverso dibattiti, interviste e pubblicità a pagamento, i piccoli partiti e candidati indipendenti hanno riferito che il campo di battaglia è stato irregolare in termini di accesso ai media. "Copertura limitata della campagna elettorale in termini di notizie e nel contenuto editoriale del supporto di stampa, oltre che la mancanza di giornalismo investigativo e di analisi, limitandosi alle informazioni disponibili agli elettori". Insomma, la Bulgaria secondo le organizzazioni internazionali non fa passi avanti, e vedremo se il Gerb e Borisov saranno in grado di invertire questa tendenza.