Elezioni in Slovenia
La vittoria di Miro Cerar
 
Lubiana, 14 lug - (Agenzia Nova) - E’ il giurista Miro Cerar, classe 1963, l’uomo che prenderà le redini della Slovenia dopo il fallimento della coalizione guidata da Alenka Bratusek. Il partito indipendente di Cerar, da lui fondato a inizio giugno, ha ottenuto il risultato atteso alle elezioni legislative anticipate di ieri, conquistando 36 seggi nell’Assemblea nazionale (la Camera elettiva del parlamento sloveno) con il 34,6 per cento dei voti. Nei giorni precedenti alle elezioni, Cerar ha detto la scorsa settimana che il suo partito è pronto a rompere “gli schemi tradizionali” della politica slovena Ora toccherà a lui formare il nuovo governo e, con ogni probabilità, dovrà allearsi con il centrosinistra per assicurarsi la maggioranza nella Camera formata da 90 deputati.

Il Partito dei pensionati (Desus), guidato dal ministro degli Esteri uscente Karl Erjavec, ha ottenuto 10 seggi nell’Assemblea nazionale, con il 10,21 per cento dei voti, mentre i socialdemocratici e la coalizione Zdruzena Levica (Sinistra unita) si sono aggiudicati ciascuno 6 seggi, rispettivamente con il 5,95 e il 5,97 per cento dei voti. Da forza politica “indipendente”, alternativa alla destra e alla sinistra tradizionali, l’Smc si è imposto in poche settimane nel panorama politico sloveno, sfruttando il vuoto creato dalla crisi delle forze politiche di centrosinistra e centrodestra.
 
Nell’ultimo sondaggio condotto prima del voto, la scorsa settimana, l’Smc aveva superato il 38 per cento dei consensi, malgrado le critiche ricevute dagli altri partiti che accusavano Cerar di essere manovrato dalle lobby economiche del paese e di avere un programma politico troppo vago. In un’intervista all’emittente radiofonica “Radio Slovenija”, Cerar ha detto che il suo obiettivo sarà creare un governo “stabile, senza fretta”. Secondo il quotidiano “Slovenia Times,” entro inizio agosto Cerar dovrebbe raggiungere un accordo di coalizione e il nuovo esecutivo potrebbe entrare insediarsi a settembre. Cerar ha detto di essere “aperto a diversi tipi di alleanze”, auspicando la creazione di un governo “multicolore”.
 
 
La sconfitta del centrodestra
 
Lubiana, 14 lug - (Agenzia Nova) - Il centrodestra guidato dall'ex premier Janez Jansa è stato il grande perdente nelle elezioni di ieri in Slovenia. Il Partito democratico (Sds) ha ottenuto 21 seggi, a fronte dei 26 che si era aggiudicato alle ultime elezioni del 2012, segnando così il peggior risultato dalle consultazioni del 2000. Il Partito popolare (Sls) non è riuscito a superare lo sbarramento del 4 per cento, necessario per accedere all'Assemblea nazionale, dopo aver partecipato a tutte le legislature dall’indipendenza del paese. L’unico partito di centrodestra che ha ottenuto dei risultati positivi è Nuova Slovenia (Nsi), che dovrebbe passare da quattro a cinque seggi.
 
L’Sds ha giustificato il pessimo risultato elettorale con l’arresto del leader del partito Janez Jansa – in carcere per corruzione – e ha parlato di “elezioni illegittime”. Per la leader dell’Nsi, Ljudmila Novak, invece è giunto il momento di un’analisi accurata dopo questi risultati definiti “preoccupanti”, mentre il presidente dell’Sls, Franc Bogovic, ha parlato di “sconfitta” generale se si osservano i risultati del blocco dei partiti di centrodestra.
  Il leader del Partito democratico Janez Jansa
     
Le sfide per il nuovo governo     
     
Lubiana, 13 lug - (Agenzia Nova) - Il governo che nascerà nei prossimi giorni in Slovenia avrà importanti decisioni da prendere, soprattutto in materia di politica economica. Lubiana deve infatti rimettere a posto i suoi conti pubblici e per farlo dovrà approvare nuovi tagli alla spesa pubblica e un aumento della pressione fiscale. Il successore di Alenka Bratusek dovrà inoltre completare il piano di privatizzazioni lanciato dalla premier uscente a giugno del 2013. La Bratusek ha annunciato il 3 luglio scorso la decisione dell’esecutivo di rinviare alla prossima legislatura il completamento delle privatizzazioni. La procedura di vendita di alcune compagnie statali continuerà con il nuovo governo che “potrà prendere una decisione diversa da quello precedente”, ha detto la Bratusek il 3 luglio.

In tutto sono 16 le imprese messe in vendita, nei settori telecomunicazioni (Telekom Slovenije), finanziario (Nkbm), chimico (Helios, Cinkarna Celje), trasporti aeroportuali (Adria Airways, Tehnika e Aeroporto di Lubiana), turismo (Terme Olimia), metalmeccanica (Unior), alta tecnologia (Fotona), fieristico (Gospodarsko Razstavisce), articoli sportivi (Elan), graficocartario (Aero), cartario (Paloma), automotive (Letrika) e agroalimentare (Zito).

Due delle 16 società sono già state cedute ad aziende private, Helios e Fotona, mentre l’operatore dell’aeroporto di Lubiana e Telkom Slovenije sono nella fase finale di privatizzazione. La holding statunitense Fotona, ex Gores Laser, ha completato l’acquisizione del restante 19,12 per cento del produttore di sistemi laser sloveno Fotona a maggio scorso. La società Usa ha così accresciuto la sua partecipazione in Fotona arrivando al 99,2 per cento. I due acquirenti della quota di maggioranza (70 per cento) del produttore di sistemi laser sono il distributore Usa Technology4Medicine e il fondo Gores, ora Fotona Holding.

Helios invece è stata acquisita dall’austriaca Ring International, mentre, secondo indiscrezioni di stampa, l’operatore aeroportuale Aerodrom Ljubljana potrebbe essere venduto a breve a una delle compagnie che hanno presentato delle offerte. Tra gli interessati figurano Vinci, il maggiore gruppo europeo nel settore delle costruzioni, Save, la società che gestisce lo scalo di Venezia e China Aircraft Leasing Company, società di Hong Kong.