Forum del Mediterraneo

Un mare di opportunità per le imprese italiane
 
Roma, 25 feb - (Agenzia Nova) - Aprendo a Roma il secondo Forum Mediterraneo, l’ambasciatore Umberto Vattani, presidente dell’Istituto per il commercio estero, ha sottolineato come il convegno rappresenti l’occasione per fare un bilancio del lavoro svolto dall’Ice in questi anni e gettare uno sguardo sul futuro, in un momento di speciale interesse in seguito alla congiuntura economica e per le aspettative legate alla sempre maggiore importanza strategica della regione. Vattani ha inoltre ricordato che l'Ice, tramite i suoi uffici in tutti i paesi del Mediterraneo, compresi i Territori palestinesi, è in grado di assicurare una continuità nella collaborazione economica e commerciale tra i paesi che si affacciano sul nostro mare.
 
L'evento, in collaborazione con l’Unione degli industriali e delle imprese di Roma e il comune di Roma, è promosso da Ice, Confindustria, Associazione bancaria italiana, ministero degli Esteri e ministero dello Sviluppo economico. Vede riuniti in Campidoglio, il 25 e 26 febbraio, i rappresentanti governativi e del mondo produttivo provenienti da 13 paesi della sponda orientale e di quella meridionale del Mar Mediterraneo: Algeria, Autorità nazionale palestinese, Cipro, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Libia, Malta, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia. Sono presenti 600 imprese, di cui 200 straniere. Il commercio estero dei 13 paesi con l’Italia nel 2008 ha raggiunto 66,2 miliardi di euro (44 miliardi nei primi 11 mesi del 2009), cifra appena inferiore alla somma del commercio dell’Italia con Russia, Usa e Giappone. Esportiamo principalmente macchinari e impianti di diversa natura, nonché derivati del petrolio, e importiamo materie prime energetiche: nel 2008 greggio per 14,6 miliardi di euro e gas per 22,5 miliardi.
 
Cooperazione industriale, scambio di know-how, approfondimento dei rapporti finanziari ed interbancari sono alla base di un ulteriore sviluppo delle relazioni economiche dell’Italia con l’area mediterranea. Quattro i settori sui quali si concentra il lavoro dei partecipanti al Forum: l’acqua, l’energia, la tecnologia e la logistica. Gli organizzatori hanno predisposto un programma di riunioni plenarie e di tavole rotonde settoriali, oltre a 1.300 incontri tra aziende italiane e possibili partner esteri. Fra le intese che verranno siglate, l'Unione degli industriali di Roma e UniCredit Group firmeranno un protocollo d’intenti con l'agenzia per la Promozione e il supporto degli investimenti all'estero della Turchia, per il sostegno alle imprese romane che vorranno operare in quel paese.
  Il Mare Mediterraneo in un'antica mappa

 

Scajola: nel 2012 un’area di libero scambio euro-mediterranea
 

Roma, 25 feb - (Agenzia Nova) - Creare un'area di libero scambio euro-mediterranea, comprendente 600 milioni di abitanti, entro il 2012: questo l'obiettivo “ambizioso ma raggiungibile” delineato dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel suo intervento alla seduta plenaria del forum Mediterraneo, introdotta e moderata dal presidente dell’Ice Umberto Vattani. “L'Italia – ha detto Scajola – in veste di principale partner economico commerciale della regione, sente il dovere politico e morale di favorire l'integrazione tra la sponda nord e quella sud del Mediterraneo”.

Il ministro ha evidenziato come il Mediterraneo sia “un crocevia economico del più alto interesse per il nostro sistema imprenditoriale. Nonostante la crisi, con esportazioni scese del 18,6 per cento e importazioni del 33,7 per cento nei primi undici mesi del 2009, l'Italia si è confermata il primo partner commerciale della regione, precedendo Germania e Francia. Il nostro paese conta per un quinto, il 21 per cento, dell'interscambio commerciale complessivo tra l'Unione europea e i paesi dell'area mediterranea: nel 2008 l'Italia ha esportato per 27 miliardi e importato per 39,2 miliardi". Tra governo e imprese, ha aggiunto Scajola, “abbiamo dunque definito una priorità mediterranea per approfondire con sempre maggiore determinazione l'internazionalizzazione del nostro sistema-paese, fondamentale motore di crescita del nostro Pil”.

Per la sua posizione geografica l'Italia “può diventare una piattaforma di scambio e di transito dell'energia, un hub energetico dal Mediterraneo verso l'Europa”, ha detto ancora Scajola, sottolineando che la sfida energetica “può essere vinta se i paesi della regione sapranno valorizzare le loro complementarità e interdipendenze, intensificando il dialogo e la collaborazione per realizzare un mercato integrato e interconnesso”. Per questo i rapporti dell'Italia con i paesi del Mediterraneo “rappresentano una naturale priorità del governo Berlusconi, anche nella convinzione di un necessario riequilibrio verso sud dell'asse dell'Unione europea”.

  Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola
 
Mohamed Rachid: quattro sfide per il futuro
 
Roma, 25 feb - (Agenzia Nova) - Italia ed Egitto “hanno molto in comune nel passato, ma ancora di più nel futuro”: così il ministro del Commercio e l'industria del Cairo, Mohamed Rachid, ha esordito nel suo intervento al forum Mediterraneo. Rachid ha sottolineato come nell'area del Mediterraneo si concentri già un terzo del commercio mondiale. Ma per favorire lo sviluppo della regione occorre puntare “su poche cose importanti”. In questa direzione si sta muovendo l'Egitto, puntando su quattro sfide. In primo luogo, le infrastrutture, comprese le autostrade del mare, che rappresentano “un contributo all'efficienza del Mediterraneo come regione”. La seconda sfida è rappresentata dalle risorse umane. La terza è quella energetica, “sfida di oggi, domani e dopodomani”: i paesi del sud del Mediterraneo hanno risorse naturali, “ma bisogna farle funzionare”, e serve “avere chiarezza per una politica di coordinamento”. Ultima sfida, il commercio: ”L'interscambio sud-sud e nord-sud è ancora basso”, ha sottolineato Rachid, esortando a operare per il libero scambio e la rimozione di tutti gli ostacoli. Importante in questo senso il ruolo delle piccole e medie imprese, in merito alle quali Rachid ha ringraziato il governo italiano per quanto sta facendo ai fini dello sviluppo e dell'integrazione. “Siamo appena usciti da una crisi grave, e qualcuno dice che ce ne sarà una nuova”, ha concluso. “Ma l'unica strada per affrontarla è rafforzare i mercati regionali interni, e la cooperazione nel Mediterraneo è parte del rimedio alle crisi”.  
  Il ministro del Commercio estero egiziano, Rachid Mohamed Rachid (a sinistra)

Urso: nel prossimo biennio puntiamo a 30 miliardi di export
 
Roma, 25 feb - (Agenzia Nova) - Nel 2009 le nostre esportazioni verso i paesi dell'area mediterranea hanno avuto un valore di 22 miliardi di euro, con l'interscambio complessivo che ha sfiorato i 45 miliardi, confermando l'Italia come il primo partner europeo della sponda sud del Mediterraneo. Per il prossimo biennio “il nostro obiettivo è arrivare alla soglia dei 30 miliardi di esportazione: una meta possibile, giusta combinazione di export e investimenti”: è quanto ha affermato Adolfo Urso, vice ministro allo Sviluppo economico al forum Mediterraneo. “Punteremo soprattutto sul rafforzamento della presenza italiana nei distretti industriali dell'area – ha detto – dal Marocco, dove oltre 400 imprese italiane operano nella Free Trade Zone di Tangeri, fino alla Turchia per rilanciare le attività di meccanica e logistica dell’area di Gaziantep, passando per la Tunisia dove rafforzeremo la nostra presenza nel polo agroalimentare di Bizert, in quello tessile a Monastir, della meccanica a Sousse, delle biotecnologie a Sidi Thabet e dell'energia rinnovabile a Borj Ce'dria. Tutto questo con in testa il futuro distretto di Misurata, in Libia, che può rappresentare la porta d'ingresso per gli investimenti italiani nell'area, in virtù delle agevolazioni fiscali offerte, dell'esenzione dal pagamento dei dazi doganali su macchinari, attrezzature e materie prime esclusivamente per le imprese italiane. Distretti che possono diventare piattaforme logistiche per favorire i nostri investimenti che potranno raddoppiare grazie all'abbattimento delle barriere doganali in previsione dell'area di libero scambio”.
  Il viceministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso
 
Alemanno e Marcegaglia: abolire i dazi per creare un unico sistema economico
   

Roma, 25 feb - (Agenzia Nova) - Lavorare per una vera area di libero scambio con il Mediterraneo eliminando ogni barriera commerciale: lo ha chiesto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso del suo intervento al forum economico del Mediterraneo. “Certo – ha detto – Cina, India e Brasile sono paesi importantissimi: ma difficili, richiedono sforzi enormi. Il Mediterraneo è un'opportunità più a portata di mano dove c'è una cultura comune che ci unisce e rende la penetrazione più alla portata”. Per questo va aperta “una guerra vera a ogni forma di protezionismo, che non sono solo i dazi ma tutte le barriere commerciali. Bisogna lavorare per una vera area di libero scambio mediterraneo eliminando ogni barriera commerciale”. Secondo la leader degli industriali, “uno dei punti fondamentali per il nostro paese è spingere sull'internazionalizzazione delle imprese e sull'aumento dell'interscambio”. Un obiettivo, ha concluso, “sul quale noi vogliamo impegnarci molto”.

Pensare il Mediterraneo come unico sistema economico “rappresenta una grande sfida e un'opportunità incredibile per tutti i Paesi”, ha detto sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel suo intervento al forum del Mediterraneo. Alemanno ha sottolineato la necessità di “spostare sempre più nel Mediterraneo le fasi produttive della filiera economica”, evitando così che il “Mare Nostrum” diventi “solo un mercato di consumo, perdendo il ruolo di mercato di produzione”. Secondo il sindaco della capitale, rilevante è il ruolo della città di Roma, che può aspirare all’ingresso “in una grande rete globale con collegamenti sempre più diretti tra le metropoli europee”. Alemanno ha posto l'accento sulla necessità che le nostre imprese siano sempre protagoniste e ha sottolineato l'importanza del ruolo delle aree metropolitane come Roma, spiegando in particolare che ogni città non deve avere pretese di egemonia, ma è necessario lavorare insieme. Il sindaco ha accennato anche alla candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2020. “Vorrei che fossero pensate come Olimpiadi del Mediterraneo”, ha detto.

 

Rachid Mohamed Rachid, Emma Marcegaglia, Gianni Alemanno e Claudio Scajola