La Cavour in Ghana
La prima volta di una portaerei in Ghana
 
Da bordo della portaerei Cavour, 10 mar (Agenzia Nova) - Le navi del 30º Gruppo Navale sono arrivate in Ghana in corrispondenza dei festeggiamenti per l’indipendenza del Paese, il primo dell’Africa subsahariana ad affrancarsi dal dominio britannico nel 1957. Una circostanza che ha reso ancor più di impatto la presenza italiana nel porto ghanese. Questo anche alla luce della recente visita in Ghana dell’ex Ministro degli Esteri Emma Bonino che, lo scorso gennaio, ha rilanciato i colloqui bilaterali con l’iniziativa “Italia-Africa”.

Ai semafori, nella calda e trafficata Accra, le bustine d’acqua vanno a ruba. Per pochi spiccioli te le lanciano nel finestrino abbassato e non c’è automobilista che ne sia sprovvisto. Oltre l’autostrada, nei campi, tra alberi di cacao e zanzare, due bambini fanno il bagno in una pozza di fango. Terreni disseminati di baracche si alternano a quartieri di villette in costruzione. La capitale del Ghana con i suoi circa tre milioni di abitanti (l’ultimo censimento è del 2010 ma la popolazione è in continuo aumento) è vittima del cosiddetto “sprawl urbano”, una crescita incontrollata frutto di un’inefficace pianificazione urbanistica e della mancanza di controllo sul territorio. Dirette conseguenze di questa crescita senza limiti sono la distruzione di ampie superfici di terreni arabili destinati alla produzione di alimenti, l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli con le aziende che si allontanano dalle zone urbanizzate, l’ incremento dell’inquinamento atmosferico e la congestione del traffico per la forte dipendenza dalle auto.

“L’arrivo della Cavour e della nave Etna nel porto di Tema ha destato grande curiosità. È la prima volta, infatti – sottolinea l’ambasciatore italiana in Ghana, Laura Carpini – che una portaerei attracca in un porto ghanese. C’è poi un interesse più sostanziale volto a rafforzare le relazioni bilaterali, in particolare quelle tra le due difese, e a incrementare la cooperazione tra le due marine”. Le relazioni tra il Ghana e l’Italia “stanno diventando sempre più forti – afferma da parte sua l’Ammiraglio Paolo Treu – e questo paese sta facendo dei progressi incredibili in una regione di importanza strategica, non solo in Africa ma anche nel mondo”. Nel contesto regionale, il Ghana, è, infatti, un modello di successo caratterizzato da un’economia virtuosa e in crescita (il Paese è uno dei principali produttori d’oro e il secondo produttore al mondo di cacao dopo la Costa d’Avorio) , un tasso di scolarizzazione tra i più alti dell’Africa subsahariana (oltre il 70 per cento), un’alta aspettativa di vita (63 anni circa), un governo stabile e un sistema democratico ben funzionante e poco corrotto.

Secondo le stime della Banca Mondiale, il Ghana già nel 2015 potrebbe passare dallo status di paese povero a quello di paese a medio reddito, grazie ad una crescita che, per i prossimi anni, si prevede non inferiore al 7 per cento. Crescita che apre interessanti prospettive per le imprese italiane in diversi ambiti come le infrastrutture, l’agricoltura, la gestione dei rifiuti e l’edilizia. Prospettive che vanno a sommarsi a quelle già offerte dalle risorse naturali ghanesi e che vedono la partecipazione del Ghana all’Expo 2015 nell’ambito del “Cluster Cacao”. A favore dell’Italia va vista anche l’apertura del Paese sui mercati internazionali, in particolar modo verso quegli stati privi di un passato coloniale. Nel 2012, il Ghana aveva tra i suoi principali fornitori Cina, Nigeria e Paesi Bassi mentre l’Italia figurava, nella classifica dei principali clienti, al secondo posto dopo la Francia.

Gli interessi italiani nel paese vedono in prima linea il settore petrolifero. La presenza di Eni in Ghana, con due blocchi esplorativi dal 2009, è stata rafforzata dalla scoperta, nel 2011, del pozzo di Gye Nyame che ha aperto nuove prospettive alla compagnia. Per quanto riguarda l’aspetto umanitario, il Ghana, è stato il paese dei record. Isshak, di soli 4 mesi, originario di Tamale, località nel nord del Ghana, è stato il centesimo bambino operato dai volontari di Operation smile a bordo della Cavour dall’inizio della campagna, mentre Fondazione Rava ha raggiunto la quota di 2.340 bambini visitati sulla nave Etna e 568 paia di occhiali donati.
 

 

 

 

 LE TAPPE PRECEDENTI

 10.03.2014 - Prima portaerei in Ghana

 03.03.2014 - In Nigeria per i bambini di Lagos

 02.03.2014 - Nel Golfo di Guinea

 24.02.2014 - Per la prima volta in Congo

 11.02.2014 - In viaggio verso nord

 05.01.2014 - In azione nell'Oceano Indiano

 02.01.2014 - Capodanno di beneficenza

 26.12.2013 - Auguri ai Marò

 26.12.2013 - Dubai la città dei record

 23.12.2013 - Le aziende della difesa in Oman

 18.12.2013 - La Cavour in Qatar

 13.12.2013 - La Cavour in Kuwait

 09.12.2013 - Il Bahrein e le eccellenze italiane

 04.12.2013 - Il giorno di Santa Barbara

 01.12.2013 - L'ultraleggero italiano

 26.11.2013 - Salvataggio in mare

 25.11.2013 - La squadra navale nel Golfo di Aden

 25.11.2013 - La Cavour salpa da Gedda

 22.11.2013 - Intervista all'ambasciatore Boffo

 19.11.2013 - La Cavour a Gedda

 18.11.2013 - L'ospedale navigante

 16.11.2013 - Le donne della Cavour

 13.11.2013 - Partita la missione Cavour

 05.11.2013 - Sistema paese via nave