La Cavour nel Golfo di Guinea
La Cavour a Sao Tomé e Principe
 
Da bordo della portaerei Cavour, 2 mar (Agenzia Nova) - Risalendo la costa occidentale dell’Africa, nel punto dove gli oceani s’incontrano, formando a ogni onda una X, la portaerei Cavour è giunta a Sao Tomé e Príncipe. Un angolo di paradiso in mezzo al mare. Due isolotti che formano uno stato indipendente, il più piccolo dell’Africa dopo le Seychelles, famosi per il cacao, le spiagge bianche e l’Ilheu das Rolas, isoletta collocata esattamente sull’Equatore. Al passaggio delle navi italiane, dalle isole partono decine di imbarcazioni: sono pescatori che arrivano curiosi ad osservare questi giganti del mare e salutano festosi i marinai sul ponte. Dopo aver attraversato l’equatore, passaggio celebrato a bordo di Nave Cavour con una staffetta sul ponte di volo e il tradizionale “battesimo” per i novizi di questo traguardo, le navi del 30º Gruppo Navale hanno raggiunto le coste della Nigeria. Quella di Lagos è stata la prima tappa per il nuovo Comandante del Cavour, il Capitano di Vascello Luca “Kaiman” Conti, che ha inaugurato la sua missione in uno dei paesi più complessi toccati dal gruppo navale.

“La missione in occasione del Centenario dell’unificazione della Nigeria ha riscosso l’unanime apprezzamento delle autorità e della popolazione locale e riempie di orgoglio la comunità italiana insediata da decenni nel Paese”. A dirlo è l’ambasciatore italiano in Nigeria, Fulvio Rustico, intervistato da “Nova” a bordo della Cavour. Sono passati cento anni dalla firma dell’Amalgamation Act, documento che nel 1914 ha sancito l’unificazione dei due protettorati britannici della Nigeria meridionale e settentrionale, e oggi il paese, indipendente dal 1960, è la potenza emergente del continente. Un paese che diventerà presto la prima economia africana (è già il primo produttore petrolifero) quando il suo Pil avrà superato quello del Sudafrica.

“La Nigeria – afferma Rustico – pur essendo un paese estremamente complesso e certo non facile, rappresenta al contempo un mercato che offre enormi potenzialità ai nostri imprenditori. È un paese che svolge un ruolo di importanza strategica nel cuore dell’Africa e che, con i suoi 170 milioni di abitanti, è il più popoloso del Continente”. È questo il quadro in cui si colloca la presenza italiana in Nigeria. “Un segnale importante per il rafforzamento e il rilancio dei rapporti bilaterali con un paese tradizionalmente amico”, aggiunge l’ambasciatore. Un segnale lanciato, non a caso, proprio nei giorni delle celebrazioni per il Centenario della nascita del paese. Celebrazioni che hanno visto come unico invitato occidentale, insieme al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, il presidente francese Francois Hollande, principalmente in virtù dell’impegno di Parigi in Mali e in Repubblica Centrafricana. Alla Francia viene, infatti, riconosciuto il merito di aver fermato l’avanzata delle truppe jihadiste a Bamako e di aver garantito la stabilità dell’Africa sub-sahariana. Un impegno tradotto da Hollande, in occasione della sua partecipazione alla conferenza internazionale “Sicurezza, pace e sviluppo – Agenda per l’Africa del 21º secolo” ad Abuja, nell’intento di raddoppiare gli affari delle società francesi nel paese.

Se la Francia sta cercando di imporsi come partner privilegiato del paese, anche l’Italia sta compiendo le sue mosse. “Oggi la Nigeria è il secondo partner economico dell’Italia in Africa e con tassi di crescita della sua economia che si aggirano intorno al 6 - 8% annuo guarda con rafforzato interesse al nostro Paese. È un paese che ha grandissime prospettive di investimento per le nostre società. I nigeriani – afferma Rustico – si considerano una sorta di Brasile d’Africa, hanno molte difficoltà ma sono un colosso a livello regionale che cresce molto rapidamente». Un colosso che, grazie alle recenti riforme, ha reso il proprio sistema bancario il più efficiente del Continente eliminando gran parte della corruzione. “Altro aspetto interessante per gli investitori è che il paese sta liberalizzando tutto il settore dell’energia elettrica”. Un settore in cui l’Italia, secondo Rustico, potrebbe inserirsi. Lagos da sola ha un’economia che è uguale a tre o quattro stati africani ed è la terza o quarta economia del Continente. La mancanza di elettricità è un freno spaventoso allo sviluppo e nel momento in cui dovesse essere risolto il discorso energetico la previsione è che ci sarà una straordinaria esplosione di attività. Ci sono grandi possibilità anche nel settore delle energie rinnovabili. “È, infatti, estremamente complicato fare delle linee di lunga distanza e il progetto sarebbe, dunque, quello di fare centrali localizzate nelle città”.
 

 

 

 

 LE TAPPE PRECEDENTI

 02.03.2014 - Nel Golfo di Guinea

 24.02.2014 - Per la prima volta in Congo

 11.02.2014 - In viaggio verso nord

 05.01.2014 - In azione nell'Oceano Indiano

 02.01.2014 - Capodanno di beneficenza

 26.12.2013 - Auguri ai Marò

 26.12.2013 - Dubai la città dei record

 23.12.2013 - Le aziende della difesa in Oman

 18.12.2013 - La Cavour in Qatar

 13.12.2013 - La Cavour in Kuwait

 09.12.2013 - Il Bahrein e le eccellenze italiane

 04.12.2013 - Il giorno di Santa Barbara

 01.12.2013 - L'ultraleggero italiano

 26.11.2013 - Salvataggio in mare

 25.11.2013 - La squadra navale nel Golfo di Aden

 25.11.2013 - La Cavour salpa da Gedda

 22.11.2013 - Intervista all'ambasciatore Boffo

 19.11.2013 - La Cavour a Gedda

 18.11.2013 - L'ospedale navigante

 16.11.2013 - Le donne della Cavour

 13.11.2013 - Partita la missione Cavour

 05.11.2013 - Sistema paese via nave