Forum dei Balcani

Scajola: l’Italia, nuovo hub energetico del Mediterraneo
 
Verona, 11 feb - (Agenzia Nova) - "Riteniamo i Balcani una delle due direttrici sulla quale intendiamo muoverci per sfruttare la collocazione ottimale e geografica dell’Italia, e cioè di far diventare l’Italia lo hub energetico del Mediterraneo”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, al forum “Italy and South Eastern Europe”, in corso a Verona. Per realizzare questo progetto, ha spiegato Scajola, l'Italia si muove lungo due direttrici: “Quella del nord Africa - fra poche ore sarò a Tunisi proprio per un'interconnessione - e quella dei Balcani, verso i quali stiamo definendo gli accordi che ci permetteranno di avere due interconnessioni elettriche”: i cavi sottomarini che collegheranno l'Italia al Montenegro e all'Albania. Davanti ai ministri ed i rappresentanti dei paesi dell’area balcanica (da segnalare la presenza del premier albanese, Sali Ram Berisha), Scajola ha detto che “per uscire dalla crisi, di cui stiamo iniziando a vedere la luce del nuovo futuro, dobbiamo lavorare insieme". Il ministro ha ricordato i passi in avanti mossi nel settore energetico nei Balcani occidentali, gli investimenti nel settore automobilistico e il crescente interesse per i Balcani orientali mostrato dalle aziende del settore agroindustriale: “Fra Germania e Italia ci contendiamo il primo e il secondo posto in tutti i paesi dei Balcani. Speriamo di diventare i primi”.
 
Scajola ha definito quella dei Balcani “una regione vitale”, ricordando che gli scambi economici e finanziari hanno raggiunto risultati importanti:la Società Italiana per le imprese all'estero (Simest) "ha approvato finanziamenti per 162 milioni di euro, che daranno origine ad investimenti complessivi per 3,5 miliardi di euro. L’Ice ha 8 uffici nell’area ed ha effettuato più di 120 iniziative promozionali negli ultimi tre anni”. Il ministro ha aggiunto che l’Italia favorirà l’ammissione dei paesi della regione nell’Unione Europea: “Consideriamo indispensabile che tutta la regione centri pienamente ed al più presto l’obiettivo dell’integrazione europea (...) Il secolo delle guerre è ormai alle nostre spalle. Operiamo ora congiuntamente, al di qua e al di la del nostro comune mare Adriatico, per realizzare il secolo della pace”.
  Il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola 

 

Berisha: con l'Italia accordo strategico e rapporti eccellenti
 

Verona, 11 feb - (Agenzia Nova) - Il premier albanese, Sali Ram Berisha, firmerà domani un accordo di partenariato strategico con il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, “un accordo che consoliderà i nostri rapporti eccellenti”, ha detto lo stesso Berisha intervenendo al forum "Italy and South Eastern Europe", in corso a Verona. Berisha è convinto che l’Albania e i Balcani rappresentino "un mercato di grande interesse per gli investitori italiani", e rivolgendosi ai rappresentanti delle oltre 500 aziende italiane presenti al forum, ha aggiunto: "Ogni investitore italiano potrà registrare il suo business nel mio paese in trenta minuti, grazie allo sportello unico che ha diminuito drasticamente il tempo per i permessi e le licenze". Nei mesi passati, di forte crisi economica a livello mondiale, l’Albania è cresciuta di 4 punti percentuali rispetto al 2009 e conta di crescere ancora nel 2010.

 

Davanti ai rappresentanti di 10 paesi, fra cui il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, Berisha ha indicato i motivi della tenuta albanese nelle norme fiscali meno vessatorie e nelle tasse più basse, negli investimenti in grandi infrastrutture e nella burocrazia più snella. Il premier ha inoltre ricordato che "l’Albania è un paese con enormi potenzialità idriche", tanto che il governo ha in progetto di costruire oltre 440 centrali idroelettriche. Un paese aperto anche ad altre risorse, "come il nucleare, il solare e l’eolico": energia che potrà poi essere esportata in Italia grazie al cavo sottomarino d'interconnessione che si prevede di stendere tra Italia ed Albania.

  Il primo ministro dell'Albania, Sali Berisha
 
Urso: l’obiettivo 2010, superare i 20 miliardi d'interscambio
 
Verona, 11 feb - (Agenzia Nova) - Nonostante la crisi economica, “vorremmo che nel 2010 - e per questo lavoreremo con una serie di missioni e di azioni commerciali” - l’interscambio fra l’Italia e i paesi balcanici “torni a crescere e possa superare quest’anno la cifra ragguardevole di 20 miliardi di euro”. Lo ha detto Adolfo Urso, vice ministro dello Sviluppo economico, alla conferenza “Italy and South Eastern Europe” di Verona. Nel 2009, infatti, l’interscambio complessivo Italia-Balcani era diminuito del 21 per cento, arrivando a sfiorare i 15 miliardi di euro. Urso ha sottolineato l’importanza di creare un unico grande bacino energetico, sfruttando il nuovo cavo sottomarino che collegherà Italia e Montenegro: “Il settore energetico presenta grandissime potenzialità”, ha detto il vice ministro, secondo il quale “bisogna superare la crisi tutti insieme, affinché non si ripetano gli errori del passato: l’Italia e l’area dei Balcani insieme posso creare un unico grande sistema produttivo”. Alla conferenza di Verona partecipano oltre 500 imprese e i rappresentati di 10 paesi del sud-est europeo: un incontro fra il mondo degli affari e il mondo istituzionale cui partecipano anche il primo ministro della Repubblica di Albania, Sali Ram Berisha, ed il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.  
  Adolfo Urso, viceministro dello Sviluppo economico

 

Vattani: cinquantamila aziende italiane operano nell'area
 
Verona, 11 feb - (Agenzia Nova) - Intervenendo al forum “Italy and South Eastern Europe” di Verona, Umberto Vattani, presidente dell’Istituto del commercio estero (Ice), ha parlato di “partenariato strategico” e di un vicinato, quello con i Balcani, che “non è soltanto geografico, ma anche politico e culturale”. Vattani ha detto che un’area così vicina come quella balcanica rappresenta un terreno molto interessante soprattutto per le piccole e medie imprese: “Sono più di 50 mila le aziende che operano nell’area; 1.400 le imprese partecipate da aziende italiane. Ci sono più di 60 milioni di consumatori, tassi di crescita elevati, per un fatturato di oltre 6 miliardi di euro”. La posizione dell’Italia nell’interscambio con questi paesi è ottima: “Siamo sempre al primo o al secondo posto, soprattutto per quanto riguarda l’esportazione. Siamo quasi al livello della Germania, ma il distacco dagli altri paesi è abissale. Il ruolo dell’Italia in quest'area è davvero straordinario”.
 
Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha posto l’accento sul processo di europeizzazione: “L’ingresso nell’Unione Europea di paesi come la Croazia, l'Albania e la Serbia può essere di vitale importanza non solo dal punto di vista finanziario, ma anche per la stabilizzazione e la messa in sicurezza dell’area”, ha sottolineato. Il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti, invece, ha ricordato il ruolo “di vitale importanza” della Sace (Servizi assicurativi del commercio estero) e dalla Cassa depositi e prestiti, ricordando che comunque “bisogna lavorare per ridurre tempi e costi amministrativi”.
  Il presidente dell'Ice, Umberto Vattani
   
Albania: buoni i risultati economici del 2009  
   

Verona, 11 feb - (Agenzia Nova) - Nel corso del 2009 la crisi economica ha provocato un calo del Pil in numerosi paesi europei, in particolare nell'area balcanica. L'Albania, invece, ha avuto una crescita invidiabile, pur subendo un rallentamento. Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia Dritan Prifti, intervenuto al forum "Italy & South Eastern Europe", in corso a Verona. "La nostra economia ha resistito e nel corso del 2009 cresciuta del 4 per cento - ha detto Prifti - Anche l'occupazione è cresciuta, dell'uno per cento, mentre gli investimenti stranieri sono aumentati del 59 per cento". Lo scorso anno, ha aggiunto il ministro con una punta d'orgoglio, l'Albania ha inoltre abbassato le tasse, ha ridotto il peso dei contributi al 7 per cento, ha aumentato del 10 per cento gli stipendi a tutti i dipendenti pubblici ed ha aumentato le pensioni del 15 per cento. Il livello della tassazione sulle imprese è al 10 per cento fisso: il più basso d'Europa. Il paese ha subito pesantemente le conseguenze della crisi in Grecia, dove vivono un milione di albanesi. "Grazie al cielo l’Italia non ha avuto problemi simili alla Grecia, ed i nostri 480 mila emigrati nel vostro paese hanno continuato ad inviare commesse in patria".

 

Le relazioni con l'Italia, secondo Prifti, sono "ideali". L'Italia infatti è il primo partner commerciale dell'Albania, attirando il 62 per cento dell'export del paese balcanico, il quale a sua volta deve all'Italia il 25 per cento delle sue importazioni. Negli ultimi dieci anni il governo italiano ha garantito all'Albania aiuti per oltre 750 milioni di euro e nel paese lavorano oltre 750 imprese a capitale misto italo-albanese. Sul piano degli investimenti esteri, invece, l'Italia è quarta, con l'8 per cento del totale, piazzandosi dietro a paesi come la Grecia (44 per cento degli investimenti stranieri in Albania), gli Stati Uniti e la Turchia (11 per cento). Prifti ha poi ricordato che il 60 per cento degli albanesi parla italiano, e che il 95 per cento sono favorevoli all'adesione all'Unione europea. Il governo di Tirana ha fatto molto per migliorare le condizioni degli imprenditori, tanto che nell'ultima classifica della Banca mondiale "Doing business", l'Albania ha scalato oltre cento posizioni, piazzandosi al 15° posto. Prifti ha vantato la buona collaborazione con imprese come Enel e Terna, facendo riferimento al progetto per la realizzazione della nuova centrale elettrica di Porto Romano, ed ha annunciato il lancio di gare pubbliche per numerose nuove centrali idroelettriche, cui ha invitato a partecipare imprese di ogni dimensione, visto che i progetti vanno da 2 a 700 megawatt di capacità installata.

 

Il ministro ha infine ribadito l'impegno del governo di Tirana a privatizzare tutte le imprese statali, tutti gli asset pubblici, comprese la società di distribuzione del petrolio e diverse centrali elettriche. Ci sono due elementi che impediscono lo sviluppo degli investimenti italiani in Albania, ha concluso Prifti. Il primo costituito dalla riluttanza della Sace a sostenere gli investimenti italiani nel paese balcanico. Il secondo invece l'assenza di un'interconnessione tra le due sponde dell'Adriatico: "Abbiamo un bisogno disperato di cavi sottomarini per il trasporto dell'energia".

 

Tirana, Sheshi Skenderbej

 

Durazzo, il porto

 
Milosavljevic invita le imprese italiane a investire in Serbia
 

Verona, 11 feb - (Agenzia Nova) - Il Dopo un anno di andamento negativo, con il Pil in calo del 3 per cento, la Serbia dovrebbe riprendere nel 2010 il cammino della crescita economica, segnando un incremento del prodotto interno lordo dell'1,5 per cento. Lo ha ribadito il ministro del Commercio estero serbo, Slobodan Milosavljevic, intervenendo al "Forum Italy & South Eastern Europe", in corso a Verona. Milosavljevic ha lamentato il calo del 25 per cento registrato nel 2009 nell'interscambio commerciale, rispetto ai 33 miliardi di euro raggiunti nel 2008. "La Serbia - ha detto - importa in gran parte prodotti manifatturieri (60 per cento dell'import) ed è completamente dipendente dalla Federazione russa per le importazioni di petrolio e gas. Il paese esporta soprattutto prodotti agricoli e materie prime (minerali e metalli), "ragion per cui cerchiamo di rafforzare le esportazioni di prodotti finiti". I principali partner commerciali sono Russia, Germania e Italia, mentre i principali investitori esteri sono l'Austria e la Germania, con l'Italia in posizione secondaria. Tra le principali aziende presenti sul mercato serbo ci sono comunque la Fiat, che ha acquisito il produttore automobilistico ex jugoslavo Zastava, Banca Intesa, che rappresenta il primo gruppo creditizio, Fondiaria e Generali.

 

Molto però resta ancora da fare. Il ministro ha invitato le aziende italiane ad investire in Serbia, ricordando gli accordi di libero scambio sottoscritti con i paesi del Cefta (Accordo centroeuropeo di libero scambio), la Federazione russa e i negoziati in corso con l'Iran: "Nel complesso, un mercato che conta 300 milioni di abitanti". Per invogliare gli investitori, Milosavljevic ha illustrato i passi avanti fatti sul cammino verso l'Europa, in particolare la liberalizzazione dei visti e, nel dicembre scorso, la domanda di adesione all'Unione europea. La Serbia ha inoltre introdotto incentivi finanziari all'assunzione di operatori locali, ha stabilito una tassazione del 15 per cento sui lavoratori, del 10 per cento sulle aziende e un'Iva ridotta al 10 per cento. Attualmente il governo ha in cantiere progetti nei settori energetico, alimentare, del legname e delle infrastrutture viarie e autostradali, mentre "sarebbe importante sfruttare il bacino del Danubio, per collegare il nord Europa con il Mar Nero". In chiusura del suo intervento, Milosavljevic ha letto una dichiarazione del governo serbo, per ribadire l'illegittimità dell'indipendenza del Kosovo e protestare per la presenza al Forum di rappresentanti del governo di Pristina.

 

Belgrado, panorama

 

L'ingresso della fabbrica Zastava, a Kragujevac