Elezioni locali in Turchia
La vittoria di Erdogan
 
Ankara, 31 mar - (Agenzia Nova) - Il partito del premier turco Recep Tayyip Erdogan, Giustizia e sviluppo (Akp), ha ottenuto una vittoria netta alle elezioni amministrative di ieri, aggiudicandosi almeno 49 delle 81 province del paese, con un risultato superiore alle attese. Alle ultime consultazioni locali l'Akp aveva ricevuto il 38,9 per cento dei voti, mentre ieri secondo i dati non ufficiali (quelli ufficiali saranno resi noti non prima di questa sera) ha ottenuto il 45,56 per cento. Al secondo posto si è collocato il Partito repubblicano del popolo (Chp) con il 27,91 per cento, seguito dal Partito del movimento nazionalista (Mhp) con il 15,17 per cento e dai filocurdi del Partito per la pace e la democrazia (Bdp) con il 3,74 per cento.
 
L’Akp di Erdogan ha mantenuto le sue roccaforti ad Ankara e Istanbul e nelle regioni dell’Anatolia centrale, strappando anche la città di Antalya, sulla costa mediterranea, al Chp per pochi voti. Ad Istanbul il sindaco uscente Kadir Topbas (dell’Akp) si è aggiudicato il 47,96 per cento dei voti, contro il 39,96 per cento andato a Mustafa Sarigul, del Partito repubblicano del popolo (Chp), mentre nella capitale il candidato sostenuto da Erdogan, il sindaco uscente Melih Gokcek, è al 44,74 per cento, seguito dal rivale del Chp Mansur Yavas con il 43,81 per cento.
 
Erdogan ha usato parole forti ieri sera per celebrare la vittoria. Riunito con la sua famiglia e i ministri a lui più vicini nel quartier generale dell’Akp ad Ankara, il capo del governo ha ricordato quanto avvenuto la scorsa settimana con la pubblicazione sul portale Youtube della registrazione di un incontro top secret tra vertici militari e politici sulla Siria, promettendo ai suoi nemici che “pagheranno per questo. Non ci sarà più uno stato nello stato. Lo estirperemo", ha detto Erdogan, riferendosi al suo ex alleato e ora arcinemico Fethullah Gulen, ritenuto responsabile di tutti gli scandali che hanno riguardato il premier e il suo entourage negli ultimi mesi. 
  Sostenitori dell'Akp durante un comizio elettorale
 
Opposizione ancora troppo debole
 
Ankara, 31 mar - (Agenzia Nova) - Alle consultazioni amministrative di ieri il Chp di Kemal Kilicdaroglu ha aumentato il suo bacino di consensi rispetto alle ultime elezioni, ma non è riuscito ad affermarsi come una forza in grado di concorrere con i conservatori filoislamici di Erdogan. Ad Istanbul il candidato kemalista Mustafa Sarigul, che sembrava godere di un ampio appoggio popolare, ha ottenuto quasi 10 punti percentuali in meno rispetto al rivale Topbas e lo stesso Kilicdaroglu ha detto oggi che la campagna di comunicazione del Chp “non ha funzionato”.
 
“Abbiamo cercato di attrarre i voti del partito di governo (Akp) durante la campagna elettorale, ma questa strategia non ha funzionato”, ha affermato Kilicdaroglu. Il Chp ha mantenuto comunque le sue roccaforti sulla costa occidentale e in particolare a Smirne, terza maggiore città del paese, dove Aziz Kocaoglu ha ricevuto il 49,50 per cento dei voti contro il 35,93 per cento andato al rivale dell’Akp. I dirigenti del partito d'opposizione hanno annunciato inoltre che presenteranno un ricorso contro i risultati di Ankara e Antalya, dove l’Akp ha vinto per pochi voti.
 
Come il Chp, anche altre due forze dell'opposizione, i nazionalisti guidati da Devlet Bahceli e i filocurdi del Bdp, hanno mantenuto le loro roccaforti in molte regioni. L'Mhp, con un 15,17 per cento dei voti a livello nazionale, si è aggiudicato le province costiere meridionali di Mersin, Adana e Osmaniye e la regione orientale di Kars. Il Bdp ha vinto invece nelle regioni a maggioranza curda, inclusa la città di Diyarbakir. Ad Istanbul e in altre zone occidentali, il Bdp si è alleato con il nuovo Partito democratico dei popoli (Hdp) nel quale sono confluiti i voti dei manifestanti di Gezi Park. L'Hdp, nella città più popolosa della Turchia, è arrivato al terzo posto con il 4,6 per cento.
  Il leader del Partito repubblicano del popolo, Kemal Kilicdaroglu
     
Tensioni e scontri nel giorno del voto    
     
Ankara, 31 mar - (Agenzia Nova) - Le elezioni amministrative in Turchia sono state segnate da forti tensioni e scontri, con risse tra candidati in cui sono morte otto persone. Due persone sono rimaste uccise e nove ferite in una rissa tra due candidati nel distretto di Kirikhan, nella provincia meridionale turca di Hatay. Secondo quanto riferisce il quotidiano "Hurriyet", altre quattro persone hanno perso la vita in una rissa tra due candidati sindaci nella regione di Sanliurfa, nel sud-est del paese. Altre due persone invece sono morte nella provincia di Siirt nell’est.
 
Sempre a Siirt, nel distretto di Tullo, il candidato sindaco del Partito della felicità Behmen Aydin è stato ucciso oggi in un attacco armato di fronte alla sua abitazione. L'uomo è morto in ospedale dove insieme a lui sono state portate altre cinque persone ferite nell’aggressione. Nel distretto di Tullo, a Siirt, il candidato del partito Giustizia e sviluppo (Akp), Mehmet Mesut Memduoglu, ha vinto le elezioni locali di ieri, seguito dal rivale islamista Aydin. Il Partito della felicità è stato fondato dall'ala conservatrice del Partito della virtù, la forza politica scioltasi nel 2001 di cui faceva parte il premier Recep Tayyip Erdogan. Ad Ankara invece si sono verificati disordini e scontri in cui sono rimaste ferite 10 persone, mentre ad Istanbul l’opposizione ha denunciato frequenti blackout durante lo spoglio delle schede e possibili brogli. In tutte le maggiori città sono state disposte rigide misure di sicurezza con un ingente schieramento di forze di polizia.
 
     
La reazione dei kemalisti    
     

Ankara, 31 mar - (Agenzia Nova) - Kemal Kilicdaroglu, leader del Partito repubbblicano del popolo turco (Chp), ha smentito le voci sulle sue possibili dimissioni dopo il risultato delle elezioni amministrative. “Certamente valuteremo i risultati, ma non dobbiamo considerarli una sconfitta”, ha detto Kiricdaroglu, aggiungendo che il Chp, la maggiore forza politica dell’opposizione, ha cercato di attrarre i voti del partito di governo durante la campagna elettorale, ma questa strategia “non ha funzionato”. Definendo “assurde e completamente false” le voci sulle sue dimissioni, Kilicdaroglu ha sottolineato che il partito ha comunque aumentato il suo bacino di consensi ad Istanbul, Ankara e Smirne ed ha avvertito dei rischi legati alle parole pronunciate da Erdogan dopo il voto. "Il premier ha chiaramente minacciato la democrazia e la legge - ha detto il leader del Chp -. Intende forze iniziare una caccia alle streghe?".

Il Chp ha già annunciato che presenterà un ricorso contro l’esito del voto amministrativo in due città del paese, Ankara e Antalya. Nella capitale il candidato del Chp, Mansur Yavas, è stato sconfitto per poco meno dell’1 per cento dei voti dal rivale del partito Giustizia e sviluppo (Akp), il sindaco uscente Kadir Topbas. “Oggi prepareremo il ricorso comparando i risultati emersi dai seggi con quelli della Commissione elettorale”, ha detto oggi Yavas. Un altro ricorso sarà presentato ad Antalya, tradizionale roccaforte del Chp che, secondo i risultati non ancora ufficiali delle elezioni, sarebbe andata per pochi voti al partito di governo.

   
     
I possibili scenari post-elettorali    
     
Ankara, 31 mar - (Agenzia Nova) - Per Valeria Giannotta, docente presso l’Università di Ankara Turk hava kurum, è molto probabile che Erdogan, “legittimato dal risultato elettorale, mantenga le sue promesse nei confronti di Gulen”. Sabato scorso il premier ha già presentato una serie di denunce contro il direttore e alcuni giornalisti del quotidiano “Zaman”, ritenuto vicino a Gulen, per alcuni tweet pubblicati nei giorni precedenti. “Le organizzazioni e le lobby riconosciute da Gulen in Turchia risentiranno molto dell’esito delle elezioni”, aggiunge la Giannotta, secondo la quale gli scandali non si fermeranno comunque al 30 marzo.
 
Mancano infatti pochi mesi alle elezioni presidenziali di agosto e la guerra in atto tra Erdogan e il suo ex alleato potrebbe minacciare ancora la stabilità del paese, nonostante l’esito delle elezioni amministrative. “Ora per l’Akp si aprono due scenari possibili – spiega la Giannotta -. La prima ipotesi, che potrebbe rivelarsi vincente per il partito di governo, è che Erdogan si candidi alla presidenza e assuma quindi un ruolo più defilato rispetto a quello attuale. La seconda è che invece si voglia mantenere lo status quo, pur con tutte le incertezze legate allo scontro intestino tra Erdogan e Gulen”. Se infatti il voto di ieri ha confermato la presa dell’Akp sul paese e il successo della campagna di comunicazione del premier, non è detto che però la permanenza al governo di un leader sotto continuo attacco garantisca alla Turchia la stabilità politica di cui ha bisogno.