Il presidente Gul a Roma
Napolitano ribadisce il sostegno all'adesione Ue di Ankara
 

Roma, 30 gen - (Agenzia Nova) - L'Italia rimane un forte sostenitore dell'adesione europea della Turchia ed è pronta a rilanciare i negoziati durante il suo semestre di presidenza dell’Unione, che inizierà il primo luglio prossimo. Sia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che il ministro degli Esteri, Emma Bonino, hanno ribadito il fermo sostegno ad Ankara negli ultimi due giorni, in occasione della visita ufficiale del capo dello Stato turco, Abdullah Gul, a Roma. Nella capitale italiana Gul ha incontrato l’omologo italiano ieri, per poi prendere parte oggi a un forum economico bilaterale insieme ad una folta delegazione di imprenditori. 
 

La cooperazione economica e politica tra Italia e Turchia e i negoziati d’adesione di Ankara all’Ue sono stati i temi centrali dell’incontro al Quirinale. Come ha affermato Napolitano nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa dopo il colloquio con Gul, negli ultimi anni i rapporti tra Roma e Ankara si sono intensificati, in particolare quelli tra le imprese dei due paesi, e la visita del presidente turco a Roma rappresenta un'occasione per rafforzarli ulteriormente. Napolitano ha ricordato la sua visita in Turchia del 2009, sottolineando come in quattro anni i rapporti di amicizia e cooperazione siano cresciuti: "Sono relazioni di particolare significato - ha detto Napolitano - soprattutto dal punto di vista economico e tecnologico, considerando anche che la Turchia non è stata colpita dalla crisi”.
 
Per Ankara, “l’Italia è un paese importante. E’ il nostro quarto partner commerciale – ha detto il capo dello stato turco – e noi siamo venuti qui oggi insieme a importanti rappresentanti dell’imprenditoria turca, anche per rilanciare la cooperazione reciproca -. Il nostro paese non sta affrontando difficoltà economiche, la crescita continua e l’occupazione aumenta. Negli ultimi anni sono stati creati sei milioni di posti di lavoro, inoltre il deficit di bilancio è al di sotto dei limiti stabiliti a Maastricht. Tutto questo dimostra che la nostra economica presenta grandi opportunità per le imprese europee ed italiane”.
 
   Il presidente italiano, Giorgio Napolitano, con l'omologo turco, Abdullah Gul, al Quirinale
Gul ha ricordato inoltre il sostegno costante dell’Italia all’adesione europea di Ankara. “L’Italia ci ha sempre appoggiato nel percorso d’integrazione europea – ha affermato Gul - Arrivare alla fine dell’iter europeo è un nostro obiettivo I negoziati, a lungo ostacolati per vari motivi, devono continuare. Ci sono blocchi politici che ci hanno impedito di andare avanti e che sono inaccettabili”. Napolitano, da parte sua, ha ribadito che il governo italiano continuerà a sostenere l’adesione di Ankara e durante il semestre di presidenza dell’Ue (quest’anno) si impegnerà a rilanciare il negoziato con la Turchia “in tutti i sensi”.
 
“La Turchia è storicamente e strategicamente in Europa”, ha sottolineato Napolitano, secondo il quale Ankara ricopre anche un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico del Mediterraneo, oltre a contribuire da anni alle operazioni della Nato. “I negoziati d’adesione della Turchia sono stati decisi all’unanimità dai capi di stato e di governo europei – ha aggiunto Napolitano – e non abbiamo condiviso le posizioni assunte da alcuni governi di importanti paesi europei che hanno di fatto congelato il negoziato”. I due capi di stato hanno anche affrontato il tema della crisi siriana, sul quale i due paesi sono impegnati per mettere fine al conflitto armato. "Lavoriamo insieme, anche nella conferenza Ginevra 2, per bloccare lo scontro armato e dare vita, anche attraverso formule di transizione, a una forma politica di quel conflitto", ha detto Napolitano, ringraziando la Turchia per il ruolo svolto nell'accoglienza dei profughi siriani.
 
"Occorre trovare una via d'uscita a una situazione di conflitto lacerante e sanguinoso che ha prodotto enormi danni e perdite di vite umane", ha continuato Napolitano. "Italia e Turchia stanno facendo del loro meglio per la soluzione della crisi siriana - ha detto Gul -. Per ora è difficile esprimersi (sull'esito delle trattative di pace) ma il nostro desiderio va nella direzione di un governo provvisorio. Sappiamo che anche per la Nato e l'Onu il nostro ruolo nella crisi siriana è importante. Abbiamo speso 2,5 miliardi di dollari per dare assistenza ai profughi siriani, 700 mila in Turchia, di cui 250 mila vivono in campi costruiti da noi". (Gla)
  Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente turco Abdullah Gul al Quirinale
 
Gul: l'Italia investa di più in Turchia
 

Roma, 30 gen - (Agenzia Nova) - L'Italia deve investire di più in Turchia, e sfruttare le grandi opportunità che il paese offre alle imprese straniere in numerosi settori, come quello energetico, della difesa e del turismo. Lo ha detto oggi il presidente turco, Abdullah Gul, nel suo intervento al forum economico Matching Italia-Turchia. "L'Italia investe ancora troppo poco in Turchia - ha detto Gul - . Anche l'interscambio reciproco è ancora troppo basso (20 miliardi di dollari), mentre il nostro paese offre enormi opportunità e un clima molto favorevole per gli investimenti stranieri". Gul ha sottolineato che i due paesi hanno ottimi rapporti politici, una base solida per consolidare anche le relazioni economiche.

"La Turchia negli ultimi anni ha fatto grandi passi avanti in termini di riforme politiche ed economiche per adeguarsi agli standard europei e le imprese italiane che sono presenti nel paese da 60 anni hanno assistito e verificato questi cambiamenti", ha aggiunto il capo dello stato turco, sottolineando che, oltre a un clima favorevole agli investimenti, la Turchia offre anche un mercato giovane, dinamico e sbocchi verso importanti aree geografiche, come i Balcani, il Medio Oriente e il Caucaso. "Offriamo grande fiducia agli investitori e rischi minimi, considerando i nostri dati macroeconomici e settori come quello della difesa, del turismo e dell'energia garantiscono forti opportunità d'investimento", ha detto ancora Gul, la cui presenza al forum è stata segnata da alcune polemiche relative alle misure di sicurezza adottate nei confronti dei giornalisti italiani. I responsabili della sicurezza turchi hanno infatti impedito ai giornalisti italiani di entrare nella sala in cui era presente Gul, ricorrendo anche a perquisizioni e metodi "poco ortodossi" come riferito da alcuni esponenti della stampa. (Gla)
 

 Il presidente turco Abdullah Gul al Matching Italia-Turchia

 
Bonino:  Italia e Turchia paesi amici e alleati
 

Roma, 30 gen - (Agenzia Nova) - Nel suo intervento al forum economico bilaterale, il capo della diplomazia italiana Emma Bonino ha ribadito che tra Italia e Turchia ci sono ottimi rapporti di amicizia, una base “solidissima” per rafforzare gli investimenti reciproci. “Siamo e siamo stati fianco a fianco su numerosi fronti e il nostro partenariato non è mai venuto meno, anche quando abbiamo avuto opinioni diverse non sono mancati il dialogo e il confronto”, ha osservato la Bonino. “In tutto il bacino del Mediterraneo la Turchia è un nostro importante partner economico dove siamo già presenti in modo forte e nella consapevolezza dei comuni interessi politici è necessario rilanciare la cooperazione”, ha aggiunto la Bonino, secondo la quale anche l'Italia, con l'Expo 2015, offrirà agli imprenditori turchi “grandissime opportunità”.

La Bonino ha quindi invitato i rappresentanti delle imprese italiane presenti al forum a "internazionalizzare" di più. "L'Italia ha bisogno di internazionalizzarsi, a partire dalle imprese. E' necessario internazionalizzare anche le università, l'istruzione e la politica", ha aggiunto il capo della diplomazia italiana. "La vera nuova forma di libertà è l'organizzazione democratica dell'interdipendenza nel modo più tollerante possibile, perché nei rapporti tra i paesi non sono e culture che si scontrano, ma le intolleranze. E' un principio che ci può consentire di essere amici franchi ", ha detto ancora il ministro.

"Il governo italiano rimane comunque determinato a sostenere l’adesione di Ankara", ha risposto la Bonino a chi le chiedeva se la recente ondata di epurazioni ai vertici giudiziari mossa dal governo di Ankara possa effettivamente condizionare il cammino del paese verso l’Ue. "E' necessario spingere per l’adesione della Turchia all’Unione europea, riaprendo anche i capitali 23 e 24 su diritti e giustizia”, ha sottolineato la Bonino. “Personalmente, cercherò di dare un’accelerata al dossier portando il tema sui tavoli di Bruxelles durante il semestre di presidenza italiana”.
 

 Il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino

© Cstefanomarrella

 
Calenda: tre aree su cui migliorare i rapporti economici
 

Roma, 30 gen - (Agenzia Nova) - Nel Il livello delle relazioni economiche tra Ankara e Roma è estremamente forte, dinamico e strategico: ci sono più di mille aziende italiane in Turchia. Lo ha detto il viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, nel suo intervento al forum. “Le nostre esportazioni in Turchia sono calate, ma non poteva essere altrimenti. Sono cresciute le esportazioni turche in Italia. Partiamo da una base buona ed è molto difficile capire come fare meglio”, ha aggiunto il ministro. Secondo Calenda ci sono tre aree su cui migliorare: settori interscambio ancora limitati in termini qualitativi, aree da sfruttare come il biomedico; gli investimenti, con la prospettiva di sviluppo verso paesi terzi e l’accesso al mercato.

 
“L’Ue è l’area del mondo più aperta, il protezionismo non porta da nessuna parte. I problemi di comunicazione sono complessi, ma molto si può fare per ridurre le barriere tariffarie di libero scambio”, ha affermato Calenda, secondo il quale nel semestre di presidenza come rappresentante italiano del consiglio del commercio l’Italia porterà avanti il tema del rapporto tra Ue e Turchia. “Siamo stati ottimi partner, ora bisogna diventare alleati, economicamente verso altri paesi e mercati, con una condivisione più profonda di tecnologie e mezzi finanziari”, ha dichiarato Calenda. 
   Il viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda
 
Castellaneta (Sace): Turchia mercato strategico per l'Italia
 
Roma, 30 gen - (Agenzia Nova) - In Turchia c’è stato un vero e proprio crollo della lira nel 2013, solo nell’ultimo mese è scesa del 25 per cento e del 10 per cento rispetto all’euro, mentre il saldo degli scambi con l’estero continua ad essere in “profondo rosso”, circa il 10 per cento del Pil. Lo ha detto Giovanni Castellaneta, presidente del gruppo assicurativo-finanziario Sace, nel corso dell’evento “Matching Italia-Turchia”. “A questa condizione di fragilità del contesto macroeconomico, si aggiunge una delicata congiuntura politica”, ha proseguito Castellaneta. 
 
“I recenti scandali pre-elettorali hanno costretto alle dimissioni tre ministri del governo di Recep Tayyip Erdogan determinando un clima di incertezza che si profilerà almeno fino alle elezioni amministrative di marzo, il cui esito sarà determinante anche per le presidenziali di agosto. Tutti questi eventi nei prossimi mesi potrebbero aggravare il ‘sentiment’ degli investitori internazionali, causando un’ulteriore svalutazione della Lira e rischi elevati per il finanziamento del deficit delle partite correnti. Per contrastare questo e l’aumento dell’inflazione, la Banca centrale turca lo scorso martedì ha tagliato decisamente i tassi di interesse e ha più che raddoppiato i tassi pronti contro termine. Le prospettive restano ancora aperte, con un’unica certezza: la Turchia è un mercato strategico per le imprese italiane”, ha aggiunto il numero uno di Sace.
 
La Turchia è il quinto partner commerciale per l’Italia ed è, tra gli emergenti, il primo mercato di sbocco del nostro export (con un valore totale di 10 miliardi di euro di beni e servizi esportati) e secondo Castellaneta “continuerà ad offrire importanti opportunità, sul medio-lungo termine, alle aziende di ogni dimensione. Il 2014 sarà, quindi, un anno da monitorare da vicino per le imprese interessate a fare affari in Turchia”. Sace è presente in Turchia dal giugno 2010 con un Representative Office a Istanbul competente anche per i paesi limitrofi del Medio-Oriente. Nel paese conta su un portafoglio di impegni pari di 1,9 miliardi di euro, prevalentemente concentrato nei settori oil&gas, metallurgico, chimico ed automotive.
 
Un’esposizione che fa della Turchia il secondo mercato emergente (dopo la Russia) nel portafoglio di Sace. Dopo aver deliberato circa 700 milioni di euro di nuove garanzie nel 2013, Sace ha oggi allo studio nuovi progetti per oltre 1 miliardo. Il protagonismo delle Pmi è crescente in questo mercato. Le operazioni di credito fornitore, specialmente dedicate al segmento delle imprese di piccole e medie dimensioni, sono state le più numerose nel 2013.
   Il presidente della Sace, Giovanni Castellaneta