Berlusconi in Israele

Una visita "storica" nel segno dell'amicizia
Gerusalemme, 3 feb - (Agenzia Nova) - L’orgoglio di rappresentare quella “cultura giudaico-cristiana che è alla base della civiltà europea” e “il sogno che Israele possa entrare un giorno nell’Ue”: sono questi i motivi conduttori che il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha voluto dare ai tre giorni della sua “storica” visita in Israele. Una visita avvenuta in un momento delicato per Gerusalemme, che vede raffreddarsi i rapporti con il potente alleato americano dopo il cambio della guardia alla Casa Bianca ed entrare in crisi i vincoli del tutto particolari con l’unico paese islamico che poteva considerare “amico”, cioè la Turchia. Non è un caso che in questo quadro Israele stia cercando di rafforzare i collegamenti con l’Europa.
 
La visita di Berlusconi è stata preceduta di pochi giorni da quella del presidente israeliano Shimon Peres in Germania, svoltasi nel significativo periodo delle celebrazioni per il “giorno della Memoria” della Shoah. Il presidente del consiglio, accompagnato da sette ministri (Esteri, Franco Frattini; Difesa, Ignazio La Russa; Interni, Roberto Maroni; Salute, Ferruccio Fazio; Trasporti, Altero Matteoli e Ambiente, Stefania Prestigiacomo) è stato accolto a Tel Aviv dal capo della diplomazia israeliana Avigdor Lieberman e ricevuto subito dopo a Gerusalemme dal premier Benjamin Netanyahu, che lo ha accolto con un picchetto d’onore e grandi parole d’elogio. “Caro Silvio – ha detto Netayahu – siamo molto felici di averti a Gerusalemme. L’Italia è uno dei più grandi amici di Israele e la tua è una visita storica. Israele è legata all’Occidente, e Roma e Gerusalemme hanno gettato le basi della cultura occidentale”.
  Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu 

 

Un intenso programma di colloqui
 

Gerusalemme, 3 feb - (Agenzia Nova) -  Dopo l’incontro con il primo ministro israeliano, Berlusconi si è recato alla Foresta delle Nazioni per piantare un ulivo di pace come è tradizione dei capi di stato e di governo che visitano Israele. Quindi la visita al Mausoleo dell’Olocausto (Yad Vashem), oltre ai colloqui con Netanyahu, Lieberman e il capo dell'opposizione Tzipi Livni. Molti i colloqui bilaterali, nonché una riunione plenaria con i ministri delle due parti presenti. Un evento, quest’ultimo, del quale non si può sottacere l’importanza: il primo del genere nei rapporti di Israele con l’Italia, sperimentato finora dallo Stato ebraico solo con la Germania fra i partner dell’Ue. E non sfuggirà a nessuno il senso simbolico della scelta proprio di queste due nazioni, in seno alle quali nacquero il fascismo e il nazismo.

Berlusconi ha spiegato che si è trattato soltanto del primo di una serie di vertici che si svolgeranno in futuro. Il ministro degli Esteri Franco Frattini in un articolo per il quotidiano “Il Tempo” sottolinea l’importanza dell’evento. “Siamo, dopo gli Stati Uniti”, scrive, “il principale partner di Israele nel campo della ricerca scientifica. In parallelo agli incontri intergovernativi, si svolgerà una tavola rotonda tra i vertici delle principali agenzie di ricerca e sviluppo italiane (tra cui il Cnr e l’Enea) e israeliane che aprirà la strada al lancio del Biennio scientifico e tecnologico italo-israeliano e inaugurerà ufficialmente tre Laboratori congiunti: tra Enea e università di Beersheva sulle energie alternative e rinnovabili; tra Cnr e università di Tel Aviv sulle neuroscienze; tra Lens di Firenze e Istituto Weizmann sugli atomi freddi”.

  Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman
 
Grande eco sulla stampa locale
 
Gerusalemme, 3 feb - (Agenzia Nova) - L’importanza della visita di Berlusconi in Israele è stata sottolineata concordemente da tutta la stampa dello Stato ebraico. Il quotidiano di Tel Aviv “Haaretz”, uno dei più diffusi del paese, in un editoriale intitolato “Ascoltate l’amico", sottolinea come domenica, sulle sue stesse pagine, il premier italiano, in un’intervista presentata con grandissima evidenza, abbia sollecitato Israele a mettere da parte la politica di colonizzazione nei Territori allo scopo di raggiungere un'intesa di pace con i palestinesi e a puntare inoltre ad un accordo con la Siria, basato sulla normalizzazione delle relazioni e sul ritiro israeliano dalle Alture del Golan.
 
Il filogovernativo “Israel ha-Yom” annuncia l’inizio della visita con un titolo di prima pagina in italiano: “Benvenuto, Cavaliere!”. Altrettanto caldo l’approccio di “Yediot Ahronot” e di “Maariv” che titolano entrambi “Benvenuto, Silvio”, il primo in italiano, il secondo in ebraico. Tutta la stampa sottolinea come l’Italia sia un paese particolarmente amico di Israele.  
  Jerusalem Post

 

Discussi gli accordi su trasporti e infrastrutture
 
Gerusalemme, 3 feb - (Agenzia Nova) - Nel secondo giorno della visita del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in Israele, occhi puntati sugli incontri bilaterali. Le delegazioni si sono incontrate per la firma di diversi accordi nell'ambito della collaborazione culturale e di quella scientifica. Porti, trasporto aereo e ferroviario sono i temi affrontati nell’incontro tra il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, e il collega Israel Katz nell'ambito del vertice Israele-Italia a Gerusalemme. “Si è trattato – ha detto Matteoli – di un lungo e proficuo incontro. Abbiamo discusso della cooperazione tra le portualità dei due paesi, dei rapporti tra la Guardia costiera e il costituendo Corpo israeliano. Abbiamo affrontato le problematiche inerenti il trasporto aereo, con particolare riguardo alla sicurezza dei voli e dei controlli a terra. Si è discusso anche del trasporto ferroviario per il quale Israele ha in programma cospicui investimenti per ampliare la propria rete. Sia io che il collega israeliano ci siamo impegnati a mettere a disposizione dei due paesi le esperienze e le professionalità maturate nei diversi settori dei trasporti".
 
"Ho invitato – ha concluso Matteoli – il ministro Katz in Italia per proseguire il confronto avviato e il collega ha accettato di buon grado di venire a Roma”. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha detto che l’amministratore delegato dell’Eni, Palo Scaroni, “ha dato a noi la sua disponibilità a incontrare l'amministrazione israeliana” per dimostrare che è pronto a non investire più in Iran. D'altra parte, ha aggiunto il responsabile della Farnesina, “l'ultimo investimento Eni lì è del '93”. Frattini ha poi ricordato che “la Sace non assicura più gli investimenti a Teheran e questo è un forte disincentivo perché chi vuole investire lo fa a suo rischio e pericolo”.
   Un aereo della compagnia israeliana "El Al"
     
Berlusconi: farò di tutto per le buone ragioni di Israele    
     

Gerusalemme, 3 feb - (Agenzia Nova) - Silvio Berlusconi promette di fare tutto ciò che sono in grado di fare per sostenere le “buone ragioni” di Israele nella situazione mediorientale. “Ho la fortuna e la disgrazia di essere in campo nella politica estera da 16 anni e conosco tutti i miei colleghi. Tutto quello che sono in grado di fare per le vostre buone ragioni ed esigenze di sicurezza – ha detto nella conferenza stampa a Gerusalemme insieme al primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu – lo metterò in campo nella Ue e negli altri organismi perché siamo assolutamente convinti delle buone ragioni di Israele”. Il primo obiettivo sarà quello di provare a “fermare l'arrivo di armi attraverso il Libano”. Nei prossimi giorni “incontrerò Hariri, ero amico di suo padre, spero di instaurare buoni rapporti anche con lui, e anche in questa situazione cercherò di portare le vostre preoccupazioni e portare fuori qualche impegno per fermare l'arrivo di queste armi, razzi e missili pericolosissimi, perché non vogliamo una seconda Gaza con partenza dei razzi dal Libano”. L'incontro bilaterale tra i governi di Italia e Israele diventerà un appuntamento annuale, alternando la sede nei due Paesi, ha annunciato ancora Berlusconi.

L'ingresso di Israele nell'Unione Europea, ha poi detto, “metterebbe fine alle ansie di tutti gli israeliani”, grazie appunto all'ingresso “in un organismo internazionale verso cui nessuno potrebbe pensare di portare offesa”. Sul programma atomico annunciato dall'Iran che potrebbe sfociare in un’arma nucleare, Berlusconi ha detto che è “qualcosa che tutti gli Stati del mondo devono considerare con grande attenzione”. “Il problema della sicurezza è fondamentale per Israele. Ora ancora di più perché c'è uno Stato che prepara l'atomica per usarla contro qualcuno. E' uno Stato che ha una guida che ricorda personaggi nefasti del passato”, ha detto il presidente del consiglio durante la firma degli accordi bilaterali con Israele, senza citare direttamente né l'Iran né Ahmadinejad. I media israeliani hanno tuttavia colto subito l’accenno, affermando che “Berlusconi ha paragonato Ahmadinejad a Hitler”.

  Il Memorial nel Museo dell'Olocausto di Gerusalemme
     
Discorso alla Knesset: dodici applausi e standing ovation    
     

Gerusalemme, 3 feb - (Agenzia Nova) - Il terzo e ultimo giorno della visita in Israele del premier Silvio Berlusconi è stato segnato dal discorso di fronte alla Knesset, il parlamento israeliano. Dodici applausi, compreso uno per l’auspicio di vedere Israele nell’Unione europea, e una standing ovation finale sono stati il ringraziamento per il discorso, pronunziato alla presenza del presidente israeliano Shimon Peres, del premier Benjamin Netanyahu e della Knesset al gran completo (evento quest’ultimo assai raro, ha tenuto a sottolineare Netanyahu). Il discorso è stato seguito in diretta dai media ebraici. I quotidiani hanno aggiornato in continua le pagine web per sottolineare i passaggi significativi. Estremamente calorosa la presentazione da parte del premier Netanyahu: con Berlusconi, ha sottolineato il capo del governo israeliano, l’Italia è diventata paese di punta contro l’antisemitismo e il negazionismo. “Silvio, tu sei un grande leader coraggioso”, ha ripetuto Netanyahu, ribadendo che “Israele ha un grande amico in Europa”. “Hai conquistato il cuore del nostro popolo - ha continuato Netanyahu - ti stimiamo, ti abbracciamo, ti vogliamo bene, benvenuto a Gerusalemme”.

L’amicizia per Israele, i negoziati di pace in Medio Oriente e il nucleare iraniano sono stati i temi del discorso di Berlusconi, nel quale non sono mancate la condanna delle leggi razziali del fascismo e l’assicurazione che l’Italia guarda al popolo ebraico come a “un fratello maggiore”, come hanno detto “sia il papa Giovanni Paolo II che il rabbino Elio Toaff”. Berlusconi ha detto di “sperare in una svolta” nei negoziati di pace, e ha giudicato “giusta” la reazione israeliana ai missili di Hamas da Gaza, puntando il dito contro “l’ondata terroristica della seconda intifadah” e ricordando che l’Italia si oppose al rapporto Goldstone dell’Onu, che ha condannato Israele. Ha espresso l’auspicio che si metta da parte per sempre “la cultura della violenza”, e che il popolo palestinese possa “guardare con fiducia al suo futuro e al rapporto con lo stato ebraico come a un’opportunità per il proprio sviluppo e non come a un impedimento da superare”. Contro la minaccia nucleare di Teheran Berlusconi si è espresso nei termini che gli israeliani volevano sentire: “In una situazione che può aprirsi alla prospettiva di nuove catastrofi, l’intera comunità internazionale deve decidersi a stabilire con parole chiare che non è accettabile l’armamento atomico a disposizione di uno stato i cui leader hanno proclamato apertamente la volontà di distruggere Israele e hanno negato insieme la Shoah e la legittimità dello Stato ebraico. Bisogna sconfiggere i disegni pericolosi del regime iraniano”.

  Il piazzale davanti alla Knesset (il parlamento israeliano)
     
Peres:  “Non contano i giornali, ma come si vota”    
     

Gerusalemme, 3 feb - (Agenzia Nova) - Prima di incontrare il presidente dell’Anp Abu Mazen, Silvio Berlusconi ha partecipato a un pranzo di gala offertogli a Gerusalemme dal capo dello stato israeliano Shimon Peres. Prima del pranzo, Peres ha elogiato il Cavaliere definendolo “il leader più solare mai conosciuto” nella sua carriera. “Non è importante - ha aggiunto - quello che i giornali scrivono, ma quello che gli italiani votano. E votandola, gli italiani hanno dimostrato di avere buon gusto”. Pronta la risposta di Berlusconi: “Grazie per le parole alate, piene di sentimenti e di poesia. Ma siccome io sono un uomo pragmatico, manderò a Peres un disco con le mie cento canzoni dove di poesia e sentimento ce n’è tanto”. Vale la pena di ricordare che qualche mese fa è uscito in Israele un disco con poesie di Shimon Peres musicate e cantate da star israeliane e arabe. Al di là delle cortesie, l’accoglienza riservata a Berlusconi in Israele ha un denso spessore politico.

“Mi impegno a operare affinché anche gli altri leader europei e dei maggiori paesi capiscano la gravità” della minaccia nucleare iraniana, ha detto il premier italiano prima del pranzo con Peres. “Io – ha aggiunto – sono un vecchio uomo politico: dal lontano 1994 ho presieduto il G8 per ben tre volte e ogni volta ho sempre portato sul tavolo il problema della sicurezza di Israele. Continuerò a farlo, avvalendomi dell’amicizia che mi lega ai leader di tutti i principali paesi”. La dirigenza israeliana ha mostrato di credergli, e questo – secondo molti osservatori – garantirà l’appoggio della potente lobby ebraica negli Stati Uniti, in un momento di freddezza da parte della Casa Bianca tanto verso Israele che verso l’Italia.

  Il presidente israeliano, Shimon Peres
     
Impegno con Abu Mazen per la pace    
     

Gerusalemme, 3 feb - (Agenzia Nova) - Silvio Berlusconi ha assicurato al presidente dell’Anp Abu Mazen l’impegno dell'Italia e suo personale verso un accordo di pace in Medio Oriente, che giudica “possibile”. Al termine del colloquio il premier italiano ha affermato: “Mi sono messo a disposizione del presidente (Abu Mazen) personalmente e con tutti i contatti che ho essendo protagonista da molti anni della politica internazionale per remare e far andare la barca dell’accordo verso una possibile e positiva conclusione” vista la “vera e forte volontà di Israele” di avviare negoziati. “Il fermo dell'espansione degli insediamenti da parte di Israele”, ha detto ancora Berlusconi, è una “condizione necessaria” per avviare i negoziati in modo proficuo. “Come è stato giusto piangere le vittime della Shoah, così è giusto manifestare dolore per quanto che è successo a Gaza” ha aggiunto.

Berlusconi ha poi ribadito il suo impegno a realizzare il piano Marshall per gli aiuti all'economia palestinese “che io ebbi a concepire nel 1994 – ha ricordato – e che già allora vide la partecipazione entusiasta di molte aziende internazionali, di diverse aziende alberghiere che si impegnarono a realizzare impianti per il turismo religioso”. Anche oggi questa possibilità esiste e va portata avanti perché “non può esserci pace senza benessere, che è un elemento essenziale per una pace duratura”.

  Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen