Incontro Letta-Bratusek
Roma guarda a Lubiana come “ponte verso l'oriente”
 
Milano, 09 dic - (Agenzia Nova) - La Slovenia rappresenta per l'Italia un ponte verso l'oriente, grazie alla sua posizione strategica e alle opportunità di collaborazione che offre con il suo nuovo piano di privatizzazioni, che sarà completato nel 2014. E' quanto emerso dal forum che l'Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Ice, ha organizzato oggi a Palazzo Mezzanotte, a Milano. In Slovenia è in corso un’importante piano di privatizzazioni che “vedono un naturale interesse delle imprese italiane sia per la vicinanza, sia per l’assoluta compatibilità tra i sistemi che possono essere messi insieme”, ha detto il presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, nel suo intervento d'apertura del forum, alla presenza della premier slovena, Alenka Bratusek.

“Quella di oggi è un’altra tappa di un lavoro che l’Italia sta svolgendo verso la sua dimensione orientale adriatica”, ha detto Letta, sottolineando come il rapporto che si è creato da quando Lubiana è entrata nell’Ue “è di grande interesse” per l’Italia. “C’è un tema infrastrutturale che riguarda la via d’accesso a Oriente dell’Italia e un altro legato alla logistica portuale e aeroportuale”, ha aggiunto Letta, secondo il quale la portualità nell’Alto Adriatico rappresenta una grande opportunità per “svolgere importanti iniziative”, anche insieme alla Croazia, per “fare massa critica” ed evitare una situazione “in cui ognuno si fa concorrenza”, favorendo aziende straniere come "quelle cinesi". Letta ha annunciato inoltre che nel 2014 in Slovenia ci sarà un nuovo incontro con la Bratusek e con il premier croato, Zoran Milanovic, dopo il forum trilaterale di Venezia del 12 settembre scorso.

Tutto questo, ha continuato Letta, avviene “in un momento molto importante per i presenti e per il sistema delle imprese e della finanza italiana, un momento nel quale anche l’Italia ha in programma un suo primo pacchetto di privatizzazioni. Abbiamo avviato un percorso insieme a Croazia e Slovenia con l'incontro di Venezia”. I rapporti tra Italia e Slovenia “non sono mai stati così buoni come ora”, ha detto da parte sua la premier Bratusek “L’Italia è il secondo mercato d’esportazione per la Slovenia – ha ricordato la Bratusek -. Nel 2012 è stato il principale paese d’importazione, nel 2012 le esportazioni slovene in Italia hanno raggiunto i 2,4 miliardi di euro mentre le importazioni i 4 miliardi di euro, per un interscambio complessivo di 6,4 miliardi”.

L’Italia è inoltre al terzo posto tra gli investitori esteri in Slovenia dove operano grandi aziende, ma anche pmi di proprietà italiana. “Gli investitori investitori italiani considerano la Slovenia una meta attraente per ampliare le proprie attività – ha aggiunto la Bratusek –. Ne apprezzano la manodopera qualificata e l’innovatività e le pmi slovene sono un partner ideale per le aziende italiane in cerca di nuovi mercati e nuove sedi”. La Bratusek ha spiegato che dal 2006 sette aziende a partecipazione italiana hanno ottenuto sovvenzioni nell’ambito degli incentivi finanziari relativi agli investimenti diretti esteri, “a riprova della fattiva collaborazione economica in entrambe le direzioni. Sono convinta che vi siano ancora molte opportunità da sfruttare – ha affermato la Bratusek -. Auspico e credo la cooperazione tra i nostri due paesi nei prossimi anni potrà svilupparsi e rafforzarsi con successo. Dobbiamo saper sfruttare la complementarietà delle nostre economie al meglio”.

Italia e Slovenia terranno al più presto un forum economico bilaterale, “un nuovo slancio nella cooperazione tra i due paesi, anche con la partecipazione di Lubiana all’Expo 2015”., ha continuato la Bratusek. La Repubblica di Slovenia ha firmato questa mattina il contratto di partecipazione all’Esposizione Universale del 2015. Il documento è stato siglato dal commissario unico delegato del governo per Expo Milano 2015, Giuseppe Sala, e dal commissario generale di sezione della Slovenia, Jenerja Lampret. Per sviluppare la propria interpretazione del tema, “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”, la Slovenia avrà a disposizione un lotto di 1.910 metri quadrati. Come riferisce un comunicato di Expo 2015, il padiglione sarà costruito con materiali naturali: dovrà essere una costruzione di impatto, in grado di attrarre i visitatori e integrarsi perfettamente con l’ambiente circostante. Tre gli elementi cardine della presenza slovena: natura, benessere fisico e alimentazione sana. “Questi sono i principali valori che la Slovenia intende trasmettere ai visitatori del proprio padiglione”.

La Bratusek ha inoltre annunciato che “entro l'inizio del prossimo anno “Lubiana presenterà la strategia di gestione di altre aziende a partecipazione statale, dopo il primo pacchetto di privatizzazioni di 15 aziende annunciato a giugno scorso. “in quell’occasione – ha spiegato la Bratusek diremo chiaramente quali partecipazioni sono per noi strategiche e cosa vogliamo vendere in toto”. Come ha detto il presidente dell'Ice, Riccardo Monti, nel suo intervento al forum di questa mattina, la Slovenia ha bisogno di diminuire la presenza dello stato nella sua economia”.

La prima lista di 14 imprese slovene da privatizzare è stata presentata agli inizi di giugno e riguarda i settori: telecomunicazioni (Telekom Slovenije), finanziario (Nkbm), chimico (Cinkarna Celje), trasporti aeroportuali (Adria Airways, Tehnika e Aeroporto di Lubiana), turismo (Terme Olimia), metalmeccanica (Unior), alta tecnologia (Fotona), fieristico (Gospodarsko Razstavisce), articoli sportivi (Elan), graficocartario (Aero), cartario (Palma) e agroalimentare (Zito). Da segnalare che sia Save che Aeroporti di Roma sono interessate alla privatizzazione dello scalo aereo di Lubiana.

L’economia slovena è concentrata principalmente sui servizi (66 per cento del Pil), prevalenti su industria (31,5 per cento) e agricoltura (2,5 per cento). La Slovenia, in ragione della sua posizione geografica al centro di due importanti corridoi paneuropei, il Corridoio 5 Ovest-Est e il Corridoio 10 nord-sud, e di una rete infrastrutturale adeguatamente sviluppata, oltre ad essere il primo partner commerciale italiano nell’area balcanica, rappresenta una porta d’accesso privilegiata verso i mercati di quest’area, vantando disponibilità di manodopera qualificata e una favorevole tassazione sugli utili delle imprese (17 per cento). (Gla)