La Cavour verso Abu Dhabi, salvataggio in mare di un peschereccio indiano
L'Etna, il fulcro del gruppo navale
 

Da bordo del rifornitore Etna, 28 nov 11:40 - (Agenzia Nova) - E’ l’anima del gruppo navale: è la nave rifornitrice Etna, il fulcro da cui dipendono tutte le unità in questa lunga campagna in Medio Oriente e Africa. La portaerei Cavour, la fregata Bergamini e il pattugliatore Borsini, navigano grazie al suo “sostentamento” continuo. Ma l’Etna non è solo una grandissima cisterna navigante, con una capienza massima di ben 5 milioni e 800 mila litri di gasolio, 200 mila litri di acqua e un milione e 500 mila litri di kerosene. E’ anche una nave pronta a tutte le emergenze. Ieri è intervenuta in soccorso di un peschereccio indiano, Al Kabir. Ha fatto volare il suo elicottero con a bordo il personale medico e dopo i primi soccorsi ha trasportato il comandante indiano, colpito da un malore, all’aeroporto di Salalah, nell’Oman.

Ora il Gruppo Navale, al comando dell’ammiraglio Paolo Treu, dopo una breve sosta nell’Oman naviga verso il porto di Abu Dhabi. La Cavour, la Bergamini e la Borsini, possono contare sull’appoggio logistico dell’Etna, una nave fondamentale in questa campagna. Per capire meglio il suo ruolo e le sue molteplici funzioni siamo saliti a bordo dell’Etna, dopo un breve volo in elicottero davanti la costa dello Yemen, ospiti del comandante Martino Baldari e del suo equipaggio.

 

 

 
 

La nave è un puzzle di cavi e macchinari, che i circa 200 marinai imbarcati, fanno funzionare quotidianamente con estrema perizia. Apparentemente operazioni complicate, ma che una piacevole chiacchierata con il nostromo Giuseppe rende semplici e cristalline. Quando una nave ha la necessità di effettuare rifornimento di gasolio si affianca all’Etna. Poi - racconta il nostromo, direttore della manovra - viene “sparato” un sacchetto collegato ad una fune. Viene quindi issata una sagola graduata, ovvero una cima con delle bandiere: ognuna indica la distanza di sei metri. Appena le due unità viaggiano parallele alla stessa velocità viene lanciato un altro sacchetto, legato ad una cima leggera, chiamata “passeggera”, a cui viene collegata una cima “messaggera”, cui si aggancia - ci spiega Giuseppe - il cavo portante, di acciaio da 22-28 millimetri, che unisce le due navi.


L’apparecchiatura di pompaggio, formata da una manichetta e da un “probe system” (un attacco maschio), viene poi fatta scivolare fino alla “campana” e quindi al serbatoio, che si trova sull’unità affiancata all’Etna. La nave rifornitrice ha due stazioni a sinistra e due a dritta e può erogare carburante contemporaneamente. Interessante seguire l’operazione dalla plancia. L’equipaggio lavora con estrema precisione ed è diviso in ruoli distinguibili dal colore del caschetto: giallo il nostromo; blu i nocchieri; verde i segnalatori; rosso gli artificieri; bianco il personale medico-infermieri; grigio la sessione, ovvero, i manovratori.

Nei due giorni a bordo dell’Etna abbiamo potuto vedere da vicino il rifornimento di quattro navi: il Bergamini, il Borsini, la portaerei Cavour e il Libeccio, una fregata impegnata da diversi mesi nell’Oceano Indiano nella missione antipirateria Atalanta. Inoltre, sul Libeccio con un elicottero sono stati trasferiti generi alimentari anche in vista del prossimo Natale. Il rifornimento è anche un’occasione per fraternizzare con i diversi equipaggi a fine erogazione. Le navi si salutano con della musica, riprodotta dagli altoparlanti e attraverso carrucole si passano regali, come bottiglie di vino, ma anche varie attrezzature tecniche. (Giuliano Ferrigno)

 

 

 

 

 

 LE TAPPE PRECEDENTI

 25.11.2013 - La squadra navale nel Golfo di Aden

 25.11.2013 - La Cavour salpa da Gedda

 22.11.2013 - Intervista all'ambasciatore Boffo

 19.11.2013 - La Cavour a Gedda

 18.11.2013 - L'ospedale navigante

 16.11.2013 - Le donne della Cavour

 13.11.2013 - Partita la missione Cavour

 05.11.2013 - Sistema paese via nave