La squadra navale nel Golfo di Aden
La Cavour si riunisce all'Etna ed al Borsini
 
Da bordo della nave Cavour, 25 nov 09:35 - (Agenzia Nova) - Dopo la tappa di Gedda, prosegue la navigazione della portaerei Cavour e della fregata Bergamini nell’oceano Indiano. Ieri mattina la rifornitrice Etna e il pattugliatore Borsini hanno lasciato il porto di Gibuti. Poi, nel pomeriggio le quattro navi della Marina, sotto il comando dell’ammiraglio di divisione Paolo Treu, si sono riunite nel Golfo di Aden. Per l’occasione è stata celebrata una solenne cerimonia dell’ammaina bandiera. Dopo la cerimonia, l’ammiraglio Treu ha fatto un discorso sul ponte di volo: “Vi volevo ringraziare - ha detto - per quello che fate quotidianamente, per quello che avete fatto nelle soste di Gedda e Gibuti. Avete lasciato un segno. Abbiamo dimostrato che dentro le lamiere delle navi ci sono persone che ogni giorno con passione, dedizione e senso del dovere, lavorano per il bene comune. Avete messo in evidenza - ha concluso - il grande cuore che contraddistingue il popolo italiano”.
 
Il gruppo ora naviga compatto verso Abu Dhabi. L’arrivo negli Emirati Arabi è previsto sabato 30 novembre. Durante la sosta, nel frattempo, è salito a bordo dell’Etna l’ambasciatore italiano in Etiopia e Gibuti, Renzo Rosso, che ha messo in luce l’aspetto “ambizioso e coraggioso” della campagna: dalla promozione delle aziende italiane, ai rapporti con le istituzioni locali, alla missione umanitaria. Ospiti della nave anche gli ambasciatori tedesco, nipponico, kuwaitiano, egiziano e il Vescovo di Gibuti, Giorgio Bertin. Nei quattro giorni gli equipaggi delle due unità italiane hanno avuto la possibilità di condurre attività di addestramento con il personale della Marina militare e della Guardia costiera locale. A Gibuti, il personale medico dell’Etna ha svolto anche attività in collaborazione con Federottica. Venticinque paia di occhiali, oltre a un gran numero di medicinali e colliri, sono stati donati all’ospedale locale di Balbalà.
 
Importante la collaborazione con la Task Force Trasimeno, una base italiana che sarà ultimata a dicembre, situata a circa otto chilometri dal confine con la Somalia. L’infrastruttura ospita i nuclei di protezione dei fucilieri di Marina destinati all’imbarco sui mercantili in transito nell’Oceano Indiano, ma anche i team delle forze speciali pronti a vari tipi di interventi, dall’antiterrorismo alla liberazione di ostaggi: una significativa presenza italiana di contrasto alla pirateria.
 
L’equipaggio delle navi ha prestato assistenza anche alla Caritas di Gibuti. Sono state donate bottiglie d’acqua (circa duecento litri), 1.000 kg di pasta, medicinali, pomate e il personale medico ha effettuato numerose visite ai bambini, come ha raccontato la dottoressa di bordo dell’Etna, il sottotenente di vascello Serena Petricciuolo, raggiunta via satellite dalla Cavour: “Sono una ventina i bimbi che abbiamo aiutato. Purtroppo hanno ulcere agli arti inferiori dovute alla malnutrizione. Con loro abbiamo giocato, dipinto, disegnato la bandiera italiana, insegnato l’alfabeto; insomma - ha aggiunto - li abbiamo visti sorridere, e non è poco. Abbiamo regalato peluche, giocattoli, l’equipaggio ha raccolto denaro e generi di conforto. E’ stato meraviglioso donarli alla Caritas”.
 
Nonostante la campagna navale del gruppo Cavour sia appena iniziata, a Gedda e Gibuti l’Italia ha già lasciato un segno tangibile, come ha ribadito più volte l’ammiraglio Treu: “Innovazione, tecnologia, cuore”, ma soprattutto ha posato le fondamenta per costruire un futuro migliore in tutta l’area del corno d’Africa. (Giuliano Ferrigno)
 

La squadra navale italiana nel Golfo di Aden

 

 

LE TAPPE PRECEDENTI

25.11.2013 - La Cavour salpa da Gedda

22.11.2013 - Intervista all'ambasciatore Boffo  

19.11.2013 - La Cavour a Gedda 

18.11.2013 - L'ospedale navigante 

16.11.2013 - Le donne della Cavour

13.11.2013 - Partita la missione Cavour

05.11.2013 - Sistema paese via nave